Guarir non è possibile la malattia di vivere sapessi com'è vera questa cosa qui e se ti fa soffrire un po' puniscila vivendola è l'unica maniera sorprenderla così più che puoi.......
afferra questo istante e stringi più che puoi e non lasciare mai la presa c'è tutta l'emozione dentro che tu vuoi di vivere la vita più che puoi...
Sono in un periodo d’attesta. Sto aspettando pazientemente che la mia vita prenda un nuovo corso, che il mio modo di vivere la quotidianità si diriga verso una nuova strada. Il cambiamento che mi attente è così vicino, lo vedo chiaro davanti a me, sento il suo profumo nell’aria che mi circonda, lo posso quasi sfiorare con le dita se allungo la mia mano. E questa vicinanza mi spaventa terribilmente.
Non so se sono pronta a voltare pagina e continuare a leggere una storia che non so come continuerà. Non so se sono pronta a lasciare questo porto sicuro per esplorare nuovi orizzonti. Non so se sono pronta a rinunciare al mio mondo. E se dovessi pentirmi delle mie scelte? E se dovesse mancarmi tutto quello che ho ora? E se non fossi all’altezza delle aspettative? E se non dovessi riuscire ad adattarmi alla nuova vita? E se non fossi felice?
Ma d’altra parte, vorrei poter far scorrere più veloce il tempo e ridurre l’attesa che mi separa dalla mia nuova vita. Perché ho bisogno di smetterla di indugiare sull’ultima riga della pagina che sto vivendo, ho bisogno di una svolta, ho bisogno di respirare una boccata d’aria fresca, ho bisogno di reinventare me stessa, ma soprattutto io ho bisogno di crescere.
I bambini disabili, come suggerisce il titolo, nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è una rinascita affidata all'amore e alla intelligenza degli altri. Coloro che nascono con un handicap devono conquistarsi giorno per giorno, più degli altri il proprio diritto alla felicità.
Questa foto dovrà comparire in TUTTI i blog per dare alle persone diversamente abili un sostegno morale. Copia la foto e mettila in un box personalizzato. MI RACCOMANDO RAGAZZI!!!!!!
No, stiano pure tranquilli i pasticceri milanesi…non è quel panettone lì ad essere sotto inchiesta. Ma il panettone che dal 2002 è situato a poche centinaia di metri dalla discarica di Lo Uttaro. Un enorme panettone contenente, udite udite, 22.000 tonnellate di rifiuti!
La montagnola per niente verde e profumata, è ricorperta da una geomembrana nera, un grosso telone insomma. Ricopre tonnellate di rifiuti raccolti in questi anni, tra cui anche quelli della prima Notte Bianca di Napoli. Ebbene, questo telone si è bucato in più punti…chiaramente non da solo. Conseguenze? Fuoriuscita di biogas e percolato…non proprio essenza di rosa…A breve la Procura di Santa Maria Capua Vetere metterà l’area sotto sequestro, così come già avvenuto per Lo Uttaro (discarica più volte chiusa e riaperta, e ormai satura). Ma torniamo alla geomembrana. Costò 30.000 euro, soldi che dovevano essere rimborsati dal commissariato per l’emergenza, ma che mai sono arrivati. Anche perchè il dirigente a cui era stata indirizzata la richiesta di rimborso è stato arrestato nel corso dell’inchiesta sulle infiltrazioni della Camorra nella Ce4 (il consorzio del litorale domizio). La zona, compresa anche Lo Uttaro, doveva essere bonificata già un bel pò di tempo fa….e qui viene il bello! Chi la deve bonificare? E boh! C’è chi dice debba essere la Fibe (azienda del gruppo Impregilo, mmm questo nome non mi è nuovo…), formalmente proprietaria del panettone; altri dicono che dovrebbe essere il commissariato per l’emergenza; altri la Acsa Ce3, il consorzio che si occupa di smaltimento rifiuti e raccolta differenziata. Mentre continuano a rimpallarsi le responsabilità, il Panettone rimane lì, pur essendo nato come “soluzione provvisoria”, a sversare schifezze nei terreni, a rendere l’aria irrespirabile. [Notizie riprese dall'edizione casertana de"Il mattino"del giono 28/2/08]
Inoltre credo ci siano problemi anche per il sito di stoccaggio di Marcianise, visto che sono già 4 giorni che la munnezza sosta nelle strade del paese…Ma noi siamo fortunati, in altri paesi della provincia di Caserta (tipo San Nicola La Strada) i giorni ormai sono diventati mesi........
ROBERTO SAVIANO E' MINACCIATO DI MORTE DALLA CAMORRA. SE CIO' ACCADESSE SAREBBE UNA VERGOGNA PER NAPOLI, LA CAMPANIA, L'ITALIA... FA' CHE CIO' NON ACCADA... FAI CIRCOLARE QUESTO MESSAGGIO PER RINFRESCARE LA MEMORIA AI TANTI INDIFFERENTI.
Sarebbe trapelata l'intenzione dell'organizzazione criminosa di eliminare lo scrittore entro il mese di dicembre, è stata resa nota l'esistenza di un fax in cui il detenuto Sandro Schiavone, detto «Sandokan», avrebbe espresso nuove minacce nei confronti di Saviano.
Ieri il quotidiano «La Repubblica» aveva pubblicato una lunga intervista in cui Saviano aveva dichiarato di voler lasciare l'Italia per «ricominciare a condurre un'esistenza normale». Lo scrittore aveva quindi ricevuto la solidarietà di diversi esponenti delle istituzioni, definendo Saviano «patrimonio dell'Italia».
Nel pomeriggio, però, il pentito Carmine Schiavone, che secondo una relazione di servizio trasmessa alla Dda di Napoli era l'autore della segnalazione, ha smentito di aver mai fatto dichiarazioni simili ai magistrati. La svolta c'è stata in serata, quando Saviano è stato ospite alla trasmissione «Matrix» di Canale 5 e ha ribadito la sua volontà di abbandonare l'Italia. Nel corso della tramissione è stata rivelata, infatti, l'esistenza di un fax spedito al proprio avvocato da Sandro Schiavone, cugino di Carmine, in cui l'uomo, detenuto nel carcere di Opera in regime di 41 bis, avrebbe minacciato Saviano pur senza mai farne direttamente il nome.
«Questo grande romanziere - è il testo del fax - che fa il portavoce di chissà chi, deve smettere di fare illazioni calunniose false su di me non solo in conferenza stampa, ma riportate anche sul giornale "Repubblica" che lo leggono milioni di persone, accostandomi a signori che non ho mai conosciuto».
Nonostante la nuova minaccia e la volontà di abbandonare l'Italia, Saviano ha dichiarato nel corso di «Matrix» l'intenzione di continuare a scrivere di camorra e, in particolare, del clan dei Casalesi. «Sto pensando di andare via - ha detto lo scrittore - via per riuscire ancora a rotolarmi nella realtà e lavorare sporcandomi. Mi occuperò ancora di loro ma sul piano internazionale». La camorra è in Italia del Nord, in Europa,non solo in Campania.
FRA BLINDATI E PALESTRE - È dura essere Roberto Saviano e non poter più uscire da questo personaggio. Nel marzo scorso i legali dei camorristi, dall’aula del processo Spartacus (concluso poi con 16 condanne all’ergastolo in appello) lanciarono un vero e proprio messaggio di morte contro lo scrittore, la giornalista Rosaria Capacchione e il magistrato Raffaele Cantone. La paura arrivò al punto che quando, in maggio, Saviano cercava un appartamento da affittare al Vomero, venne anche rifiutato come inquilino. Poi l’incombere di quella minaccia, il cambiare spesso residenza, una vita complicata che trova su un ring di periferia a Napoli uno dei pochi momenti di serenità.
Quando c’è qualcosa che non va il corpo manda dei segnali d’allarme, e mentre alcune persone si precipitano dal medico al più piccolo accenno di malessere, altri non lo consultano neanche quando servirebbe. Ci sono però dieci importanti sintomi, come riportato dal Mayo Clinic Women Health Source, che neanche i più "allergici" allo studio del medico possono ignorare:
Inspiegabile perdita di peso: se non è intenzionale e se è pari al cinque per cento del peso corporeo in un mese o del dieci per cento in sei-dodici mesi è il caso di preoccuparsi; potrebbe essere dovuta a problemi alla tiroide, al fegato, depressione. Febbre costante per giorni, o improvvisamente molto alta; in entrambi i casi va presa molto sul serio e sottoposta tempestivamente all’attenzione del medico. Improvviso insopportabile mal di testa; può essere dovuto a un aneurisma, a un ictus, a un’infiammazione dei vasi cerebrali, a una meningite... Difficoltà a vedere, parlare o muoversi; sono sintomi di un cosiddetto “mini-infarto”, ovvero un attacco ischemico transitorio, che può durare anche solo pochi minuti. Cambiamenti del seno: noduli, perdite, pruriti o cambiamenti della pelle devono essere sempre fatti esaminare da un medico. Perdite vaginali di sangue dopo la menopausa: possono indicare cambiamenti nel tessuto, in ogni caso vanno segnalati. Cambiamenti nelle abitudini intestinali: diarrea di una settimana, stitichezza di un paio di settimane, perdita di sangue possono essere sintomi di infezioni, disturbi digestivi o problemi più seri. Sentirsi subito sazi: può indicare una serie di problemi gastrointestinali di diversa natura. Se il senso di ripienezza persiste per giorni ed è seguito da dolori, nausea, vomito o febbre va assolutamente segnalato. Tosse persistente: dopo un mese di tosse che influenza il sonno o è accompagnata da sangue la visita dal medico è inevitabile. Tra le possibili cause vi sono asma, reflusso gastroesofageo, infezioni respiratorie, bronchite cronica...Tristezza e cattivo umore: sentirsi tristi per settimane o mesi è sintomo di depressione. Altri segnali sono perdita di interesse nella vita quotidiana, propensione al pianto, desiderio di morire.
Sui problemi delle donne ci sarebbe tanto da parlarne,anche se bisogna ammetterlo che in questi ultimi 20 anni o poco più ,qualcosa di buono si è realizzata , concretizzata. E’ pur vero che il percorso verso la parità tra i due sessi di fatto è molto lungo e la battaglia non si esaurisce qui,almeno per chi preme vedere migliorate le proprie ed altrui condizioni ,non dico del genere umano femminile(magari si potesse attuare) ma ,perlomeno a riguardo di una situazione in particolare. Ed è proprio così che si inizia,con una piccola battaglia,anche personale per poi coinvolgere durante il percorso,altre donne che si rivedono in te o che per mancanza di coraggio o perché frustrate e sottomesse da chissà chi e come,non ce la fanno a far giungere la propria voce e a far valere così i propri sacrosanti diritti. Premesso ciò,non vi nego che anch’io ho in corso la mia personale battaglia e che chissà quante altre,come me,sentono forte il problema che vi andrò presto ad esporre. Ho deciso che parlerò con il plurale maiestatis ,perché ripeto,non credo di essere la sola ed è giusto che il problema non venga proiettato come semplice fatto personale. Ditemi ,quante di noi appartenenti alla generazione che va a cavallo tra la cosiddetta famiglia patriarcale,con valori ben definiti ed inviolabili e veri sentimenti di completezza nell’ambito familiare a quest’ultima generazione,invece fatta di coppie allargate,libertà che stravalica il suo stesso significato, egoismo e permissioni di qualsiasi genere? Ebbene sì,siamo tante a vivere questo disagio ed il male peggiore sta soprattutto nel non riuscire a dare uno sbocco dignitoso alla nuova vita che repentinamente e crudelmente un bel giorno ti si presenta e senza preannuncio alcuno è come se ti venisse a conferir beffa per tutti i tuoi buoni propositi. Mi riferisco, perlomeno, alle donne di mezza età e oltre,le quali hanno semplicemente fatto l’errore(senza ovviamente saperlo) di crederci e voler dedicarsi anima e corpo alla propria famiglia,rinunciando per scelta ,ai propri sogni e alle proprie aspettative di lavoro e perché no,alle proprie ambizioni,per poi alla fine vedersi d'un tratto isolate perché ripudiate dal proprio consorte e quel che è peggio dalla società. E quindi,di conseguenza, quante di noi si sono viste costrette a convivere sotto lo stesso tetto e a continuare a subire continui ricatti psicologici,solo perchè non c'è nessuno e tantomeno lo Stato(e non c'è quando serve)a darti una mano per risollevarti da terra e far sì che tu possa riorganizzarti la vita e ricominciare una nuova esistenza nella maniera più dignitosa possibile? Con tanta amarezza mi sono resa conto, , che ai livelli alti di età, nel mondo lavorativo, non siamo quasi più considerate persone,non serviamo più a nessuno e svuotate completamente dei nostri sogni e delle nostre speranze, rinunciamo a tutto, quasi a convincercene di non avere altre occasioni , altre chance. Mi chiedo “E’ mai possibile vivere in questo modo la parte più importante della mia vita ?” (chiedo scusa se la chiamo vita) Ed inoltre “Il lavoro non è da sempre un sacrosanto diritto per ciascuno per continuare almeno a campare?” Spiegatemi voi ,se potete farlo, come è ancora possibile che a 20 anni ci considerano persone capaci di entrare nel mondo lavorativo ma immature ed inaffidabili, a 30 ci reputano efficienti ma ostacolanti ,in quanto con famiglia e figli piccoli a carico diventa un problema, a 40 rientri finalmente nei parametri della maturità ma non di quelli contrattuali e a 50 ed oltre? Proprio adesso , nella fase di età in cui l’esperienza , la maturità , la disponibilità possono essere messe a disposizione e a frutto della comunità ci vogliono accantonare ? Puoi tranquillamente considerarti fuori da tutto , fisicamente e mentalmente. Inabile, quasi incapace di intendere e di volere....... Eppure tutti ne siamo a conoscenza del fatto che la vita si è allungata e che quindi anche le rispettive fasce di età si sono adeguate, la conoscenza , le condizioni di salute, tutto è migliorato ...ma niente,non succede niente,si è muti su quest'argomento , tantomeno il mondo politico e sindacale. Tutto questo non fà altro che contribuire a rattristarmi e ad angosciarmi,anche se la rabbia fa la sua bella parte e mi suggerisce di non arrendermi. Non so per voi ma almeno per quanto riguarda me non è affatto così, la cosa la reputo profondamente ingiusta e quindi intollerabile. Perciò, a conclusione di tutto,vorrei invitare tutte le donne ed in particolare quelle che si rivedono in questa precisa condizione di far sentire anche la loro voce e di lasciare una propria testimonianza,su questo post.
IO AMO svegliarmi di mattina e scoprire che c'è il sole e che un nuovo giorno è iniziato, AMO il Sole quando si incontra col mare, AMO passeggiare a piedi nudi su un prato o sulla riva del mare, sola o con l'uomo che amo, AMO il mare di notte quando c'è la luna, AMO il tramonto, AMO l'alba, AMO leggere un buon libro all'ombra di una quercia, Amo guardare un film nel quale poi rimanere imprigionata e sognante, AMO i miei figli che mi fanno capire quanto conto per loro e viceversa, Amo la musica con tutte le sue vibranti sfumature, Amo danzare senza catene, AMO la libertà, AMO quando posso scegliere, AMO il calore del fuoco che ti scalda l'anima, AMO lo sdraiarsi su un prato a guardare le stelle e fantasticare, AMO LA VITA, perché è solo attraverso questa che posso dire IO TI AMO. Odio profondamente: Gli arroganti, gli ipocriti, le persone prevenute, la violenza gratuita, il perbenismo, i bigotti, l'ignoranza,i diffidenti per natura, le promesse non mantenute, i "Te l'avevo detto" e "E' così, e non puoi farci nulla", la mia testardaggine e la mia timidezza, la mia ingenuità e i problemi che mi creo inutilmente,il freddo pungente, la matematica e le formule in genere, quelli che fanno del male ai bambini e agli animali,gli arrampicatori sociali,gli insensibili, la mancanza di dialogo e chi non beve con me peste li colga.........
La mia felicità sono io, non tu. Non soltanto perchè tu puoi essere fugace, ma anche perchè tu vuoi che io sia ciò che non sono. Io non posso essere felice quando cambio soltanto per soddisfare il tuo egoismo. E non posso sentirmi felice quando mi critichi perchè non penso i tuoi pensieri, e non vedo come vedi tu. Mi chiami ribelle. Eppure ogni volta che ho respinto le tue convinzioni, tu ti sei ribellato alle mie. Io non cerco di plasmare la tua mente. So che ti sforzi di essere te stesso. E non posso permettere che tu mi dica cosa devo essere. Perchè sono impegnata a essere me. Tu dicevi che ero trasparente e facile da dimenticare. Ma allora perchè cercavi di usare la mia vita per provare a te stesso chi sei tu?
Un rapporto mette in guardia sul pericolo per il mondo di raggiungere il punto di non ritorno in 10 anni, con conseguenze catastrofiche quali siccità, crisi dell'agricoltura e scarsità d'acqua!Un rapporto internazionale pubblicato il 25 gennaio mette in luce chiaramente per la prima volta il punto di non ritorno del riscaldamento globale, e la cattiva notizia è che il mondo ha quasi già raggiunto questa soglia di pericolo. Una task force internazionale di politici, business leaders e ricercatori spiega molto dettagliatamente che il conto alla rovescia prima di arrivare ad una catastrofe mondiale dovuta al cambiamento climatico è notevolmente breve. La loro relazione indica che il punto di non ritorno del riscaldamento globale potrà essere raggiunto in soli 10 anni, o persino meno.Il rapporto, dal titolo Meeting The Climate Challenge ("Affrontare la sfida del clima", NdT), è rivolto a policymakers di tutti i paesi, a cominciare dai leaders nazionali, ed è stato calcolato in modo da coincidere con le promesse del primo ministro britannico Tony Blair, il quale, in qualità di presidente di turno del G8 e dell'Unione Europea, dovrà impegnarsi ad avviare, nel corso del 2005, azioni efficaci per far fronte al problema del cambiamento climatico.È la prima volta che in un documento di così alto livello vengono analizzate importanti scoperte sul pericolo di questo punto di non ritorno del riscaldamento globale, ossia l'aumento della temperatura oltre la quale i danni per il mondo sarebbero irreparabilmente disastrosi. Questi potrebbero comprendere: danni di vaste proporzioni all'agricoltura, scarsità d'acqua e gravi siccità, aumento di malattie, innalzamento del livello del mare e scomparsa delle foreste, con l'ulteriore possibilità di bruschi eventi catastrofici, come per esempio, riscaldamento globale "incontrollato", scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, o blocco della corrente del Golfo.Il rapporto afferma che questo punto di non ritorno si trova a 2°C sopra la temperatura media prevalente nel 1750, prima della Rivoluzione Industriale, quando, cioè, le attività umane per prime cominciarono ad avere effetti sul clima, in particolar modo la produzione di gas a effetto serra, come il biossido di carbonio (CO2), il quale trattiene il calore del sole nell'atmosfera. Tuttavia, lo studio mette in evidenza che da allora la temperatura globale media è già aumentata di 0.8 gradi, con aumenti maggiori in corso: quindi, il pianeta ha poco più che un singolo grado di temperatura prima di raggiungere il punto cruciale.La relazione, inoltre, stima che la concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera, oltrepassata la quale l'aumento di 2°C diventerebbe inevitabile, è di 400 ppm (parti per milione) di volume. Il livello attuale di CO2 nell'atmosfera è di 379 ppm, ma tale valore aumenta al ritmo di più di 2 ppm all'anno, quindi, è probabile che la soglia di 400 ppm venga oltrepassata in soli 10 anni, o persino meno (sebbene l'aumento di 2°C della temperatura possa richiedere più tempo)."Per l'ecologia si tratta di una bomba ad orologeria che sta per scoppiare", ha detto Stephen Byers, l'ex ministro dei trasporti britannico, il quale è stato co-direttore della task force che ha elaborato il rapporto assieme al senatore repubblicano degli Stati Uniti Olympia Snowe. Lo studio è stato condotto dall'Institute for Public Policy Research britannico, dal Centre for American Progress americano e dal The Australian Institute. Consulente scientifico del gruppo di lavoro è il Dr. Rajendra K. Pachauri, presidente dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) delle Nazioni Unite. Il rapporto invita tutti i paesi facenti parte del G8 affinché acconsentano a generare un quarto della loro elettricità da fonti rinnovabili entro il 2025 e a raddoppiare gli investimenti per la ricerca su tecnologie a bassa emissione di CO2 entro il 2010. Incoraggia anche il G8 a formare un gruppo che si occupi di problemi climatici con a capo nazioni leader in via di sviluppo, come per esempio, l'India e la Cina, paesi con alte e crescenti percentuali di emissioni di CO2 nell'aria. "Quello che si è voluto sottolineare è che si potrà raggiungere un clima stabile solo grazie a ciò in cui investiamo oggi e nei prossimi 20 anni, non con ciò che facciamo a metà del secolo o dopo", ha affermato Tom Burke, un ex consigliere del governo che si occupa di questioni ambientali, ora consulente ambientale in ambito aziendale.Il rapporto mostra chiaramente le potenziali conseguenze catastrofiche del superamento della soglia. Riporta: "Se si oltrepassa il livello di 2°C, i rischi per le società umane e gli ecosistemi aumentano significativamente". "È probabile, per esempio, che incrementi anche maggiori della temperatura media comportino considerevoli perdite per l'agricoltura, un numero di gran lunga maggiore di popolazioni a rischio di mancanza d'acqua e impatti negativi sulla salute di vaste proporzioni.Aumenti della temperatura media potrebbero anche compromettere una proporzione molto elevata delle barriere coralline nel mondo e causare danni irreversibili ad importanti ecosistemi terrestri, inclusa la foresta pluviale amazzonica".Il rapporto continua: "Oltrepassare il livello di 2°C significa aumentare anche i rischi di un cambiamento climatico brusco, accelerato o incontrollato. Si potrebbero raggiungere punti critici climatici, portando, per esempio, alla perdita dell'Antartico e delle calotte glaciali della Groenlandia (con conseguente innalzamento del livello del mare di più di 10 metri nel giro di qualche secolo), il blocco della circolazione termica degli oceani (assieme alla corrente del Golfo) e la trasformazione delle foreste del pianeta e dei terreni da depositi di carbonio a vere e proprie fonti di carbonio.
"Autore: Michael McCarthy, Environment Editor - 24 gennaio 2005Traduzione per disinformazione a cura di Arianna Ghetti.
Vi capita mai di sentirvi soli, ma tanto soli...abbandonati così a voi stessi... tanto da rimanere lì fermi ed immobili ad aspettare che avvenga qualcosa o meglio che arrivi all'improvviso qualcuno a scuotervi e a farvi rendere conto di quanto vi state lasciando la "VITA" alle spalle.......... ...e..... a questo punto vi verrebbe voglia di urlare perchè quel peso sullo stomaco vorrebbe finalmente schizzare fuori, con tutta la sua forza,con tutta la sua rabbia.......... ma poi niente......non succede niente.....vi trattenete.... perchè?....perchè sapete che potrebbe diventare o un urlo o tante lacrime silenziose.....ma le lacrime non vi piacciono, perchè chi vi sta intorno non deve sapere mai quanto possiate stare male..........e qual'è allora l'unica alternativa a quel grido che voi non potreste lanciare per stupide convenzioni, per ipocrisia o debolezza?.................L'unica soluzione che vi resterebbe è lasciareche sia qualcun altro a farlo al posto vostro.......e... ...nel frattempo cercate di trovare rifugio nella musica, tra canzoni che vi parlano di altri luoghi e di altre storie, semmai anche uguali alla vostra e che riescono addirittura a farvi piangere....... ma no, così vi sentite stupide.....non va bene....... come si può piangere per una canzone?!?! ...o forse stavate piangendo perchè non avete ancora dimenticato...... o meglio ancora, perchè non riuscite ad accettare la vostra debolezza a non riuscire a dimenticare? .......Intanto mi chiedo, ma sarà così......forse anche per me??...............
L'italia è il quinto Paese nel mondo per numero di 'consumatori' di pedopornografia, triplicati in quattro anni, e l'Europa è l'epicentro della pedofilia on line. E' la denuncia di Telefono Arcobaleno che in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, mostra i dati di dodici anni di lavoro: 35mila volti di bambini individuati sui siti pedofili, con una media di sette nuove vittime individuate ogni giorno; oltre il 90% dei bambini sfruttati è di razza europea; l'86% dei materiali pedofili è allocato nel Vecchio Continente e i due terzi dei clienti sono europei.Ancora oggi, purtroppo, sono presenti in vaste aree del pianeta situazioni di grave sfruttamento dell'infanzia, specialmente dove persistono diffuse ed antiche condizioni di sottosviluppo e di povertà e conflitti endemici tra le diverse etnie", ha detto in un messaggio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aggiungendo che ''forte deve essere, pertanto, l'impegno delle organizzazioni internazionali nell'impedire ogni forma di sfruttamento, che giunge fino all'impiego di adolescenti come soldati, e nel rimuovere gli ostacoli che impediscono condizioni di vita rispettose dei bisogni, dei diritti e delle aspirazioni dei minori''.Il capo dello Stato ha poi ricordato che ''per la tutela dei minori c'è ancora molto da fare anche nel nostro Paese: una maggiore e più generale consapevolezza delle numerose insidie presenti anche nelle società più evolute è indispensabile per contrastarle con la massima determinazione e offrire alle nuove generazioni la possibilità di crescere in condizioni di sicurezza e di serenità".Alla giornata, celebrata a Montecitorio nella sala della Lupa, è intervenuto anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che pur riconoscendo come l'Italia ''per fortuna nostra e dei nostri figli, non conosce l'orribile piaga dei bambini-soldato e i fenomeni generalizzati della fame, della miseria estrema, dello sfruttamento del lavoro minorile'', chiede di non "abbassare la guardia'' sul problema della tutela dei diritti dei bambini che "presenta numerosi profili: sociali e di sicurezza". Fini sottolinea poi la necessità di favorire l'integrazione dei minori stranieri nel nostro Paese: ''I figli degli immigrati, che spesso risiedono da anni nel nostro Paese devono poter ricevere tutti gli strumenti necessari per preparare il loro futuro di italiani" a prescindere dal colore della pelle e dal credo religioso. "Non dovranno essere, né sentirsi mai cittadini di serie B, ma protagonisti a pieno titolo della vita collettiva, del possesso effettivo degli strumenti linguistici e culturali che possano permettere loro di integrarsi nella comunità nazionale". Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: ''Tra i doveri del governo c'è innanzitutto quello di tutelare i diritti dei minori. Purtroppo, questi diritti continuamente vengono violati, non solo nei Paesi del terzo mondo ma anche in quelli più sviluppati. E l'Italia non fa eccezione''.
Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.
Pedofilia online: fra 5 arrestati esperto di uffici giudiziari
ROMA (Reuters) - Le forze dell'ordine coordinate dalla procura di Siracusa hanno scoperto un traffico di video pedofili con 41 utenti italiani che diffondevano in rete materiale illegale. L'operazione ha portato finora all'arresto di cinque persone in diverse città italiane, tra cui un gestore della rete informatica della procura distrettuale di Catania, e a decine di perquisizioni. Lo rende noto un comunicato della procura di Siracusa. I 41 italiani coinvolti, tutti indagati, hanno un'età media di 45 anni e appartengono a tutte le categorie sociali, ma l'indagine ha ipotizzato collegamenti anche con l'Est Europa. In particolare, il sistemista informativo della procura di Catania viene accusato di avere diffuso oltre 800 video pedofili, alcuni dei quali sono rientrati "nei noti circuiti del turismo sessuale", come dice la nota. L'operazione, denominata "Anime bianche", coordinata dal procuratore di Siracusa, Ugo Rossi, è scaturita da una serie di denunce presentate dall'associazione Telefono Arcobaleno presieduta da Giovanni Arena. A Reggio Emilia sono stati arrestati un commerciante di 33 anni e un operaio di 46 anni, a casa dei quali "è stato sequestrato un ingente quantitativo di materiale pedopornografico". Il quarto arresto è stato eseguito all'Aquila nei confronti di un impiegato di 59 anni, mentre a Roma è finito in manette un pensionato di 60 anni, "colto nella flagranza di reato di divulgazione e detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico". "La vastità delle risultanze del fascicolo processuale - aperto circa un anno addietro - ha imposto di avviare in cooperazione internazionale parallele indagini in altri Paesi Europei", si legge sempre nel comunicato della procura di Siracusa. Per questa ragione nella procura della città è in programma un vertice con investigatori del Centro e dell'Est Europa per coordinare l'attività d'inchiesta ed esaminare i dati che sono giunti dall'estero, "i quali riguardano la posizione di centinaia di persone nell'ambito di un fitto traffico di filmati pedopornografici".
Siate per lui occhi che guardano......perchè il silenzio di un bambino potrebbe essere una voce del padofilo.
Dr. Vincenzo Luciani*“Il maltrattamento è comprensivo di tutte le forme di abuso fisico e/o psico-emozionale, di abuso sessuale, di trascuratezza, o di trattamento negligente, di sfruttamento commerciale o assenza di azioni e cure con conseguente danno reale, potenziale od evolutivo alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del minore nel contesto di un rapporto di responsabilità o di potere” (Organizzazione Mondiale della Sanità -1999).
La violenza, non solo quella verso i minori, è da sempre una fedele compagna dell’uomo. Certo, assieme ad essa convivono anche i tratti nobili della natura umana: l’amore, l’amicizia, la solidarietà, ecc… ma è un fatto che nell’uomo alberghi anche una temibile aggressività. Nel corso del tempo essa è stata arginata ma mai debellata, continuando a sopravvivere attraverso nuove metamorfosi: il turismo sessuale, la pedofilia via internet, l’utilizzo dei bambini per il traffico d’organi, i bambini guerrieri, il coinvolgimento dei minori nelle sette, ecc… Essa fa capolino in tutte le relazioni umane caratterizzate da una forte asimmetria, cioè in tutte le relazioni in cui c’è un forte squilibrio di potere. E’ a causa di questa asimmetria presente all’interno della relazione adulto-bambino che quest’ultimo, con una certa frequenza, è fatto oggetto di violenza. In particolare: il maltrattamento fisico, il maltrattamento psicologico, l’abuso sessuale, l’incuria, la discuria, l’ipercura, la violenza assistita. Ma a queste forme di violenza se ne possono aggiungere altre non meno importanti, e non meno frequenti, che magari riguardano le asimmetrie che si producono nel rapporto tra coetanei, come nel caso del bullismo e del mobbing. In tutte le civiltà i bambini sono stati oggetto di minacce da parte degli adulti, anche di quelli per lui più significativi come i genitori. Questo atteggiamento è derivato dalla concezione che per secoli si è avuta del bambino: quella di un essere pericoloso, un essere da tenere sotto scacco. Il bambino è stato pensato come una sorta di animaletto da modellare, senza parola e senza intelletto - e per alcuni anche senza anima -, da correggere, anche e soprattutto, attraverso punizioni corporali. Questa concezione così negativa nasceva dal fatto che, per la sua impotenza costituzionale e la dipendenza dagli adulti, il bambino costituiva il ricettacolo perfetto per accogliere le negatività presenti negli adulti, alleggerendoli così delle proprie contraddizioni. L’adulto si appoggiava su una sorta di pedagogia ante litteram per giustificare ogni forma di ritorsione verso l’infanzia. Per molto tempo i bambini non sono stati considerati né soggetti di fatto, né tanto meno di diritto. C’è stato un lunghissimo periodo storico caratterizzato da una scarsissima attenzione, verso gli aspetti psicologici propri dell’infanzia. Basti pensare al fenomeno del baliatico, al numero incredibile di infanticidi, di bambini abbandonati, ecc… Sono stati necessari secoli affinché nascesse un sentimento nuovo verso l’infanzia, un sentimento capace di trasformare il bambino da oggetto a soggetto, cioè in una persona. La prima grande svolta si è avuta con l’avvento del Cristianesimo e il suo esplicito riferimento all’amore e alla cura del bambino. Un sentimento inedito verso l’infanzia si coagula ulteriormente assumendo un forte valore sociale e culturale tra il Settecento e l’Ottocento, grazie alla nascita ed al consolidarsi delle scienze pedagogiche, psicologiche, mediche e sociali. E’ in questo momento che lentamente si fa strada nella cultura e nelle istituzioni, per la prima volta in modo sistematico, l’importanza della relazione genitori-figli come fattore capace di promuovere un adeguato sviluppo psico-fisico. L’adulto non può più disporre del bambino a proprio piacimento, non ha più alibi che possano giustificare la violenza sui minori. Determinante, nel favorire questa nuova visione sull’infanzia è stata anche la diffusione massiccia della penicillina, negli anni Quaranta del secolo scorso (scoperta da Fleming nel 1929) che riducendo drasticamente la mortalità infantile ha fatto sì che i genitori potessero “attaccarsi” psicologicamente ai figli sin dalla nascita, cosa che precedentemente accadeva, invece, solo quando si era sufficientemente certi che il bambino sarebbe sopravvissuto. Prima della scoperta della penicillina la mortalità infantile era, infatti, altissima. Il bambino ora non è più visto come una creatura da sottomettere al volere degli adulti bensì come un essere competente sin dalla nascita con il quale interagire sul piano cognitivo ed affettivo. Non si tratta più di modellarlo ma di co-costruire con lui le sue potenzialità cognitive ed affettive, la sua personalità. Tuttavia l’importanza del rapporto genitori-figli non è stata una conquista acquisita una volta per tutte, ma al contrario rimane qualche cosa che deve essere fatta nuovamente propria da ogni genitore e da ogni adulto che entra in rapporto con i minori. Dunque oggi sappiamo che un buon rapporto genitori e figli è essenziale per il bambino, ma a priori non c’è alcuna garanzia che funzioni come dovrebbe. E’ bene ricordare anche che la riscoperta del fenomeno dei maltrattamenti sui bambini, nella sua portata di forte emergenza sociale del nostro tempo, è un fatto relativamente recente. Nel nostro paese questa presa di coscienza sociale si è prodotta negli ultimi venti-trenta anni ed è correlativa alla nascita di alcuni centri: quello di Neuropsichiatria
Infantile presso l’Ospedale ‘Bambin Gesù’ a Roma, quello per L’Aiuto al Bambino Maltrattato di Milano, il Telefono Azzurro, ecc.... E’ stato necessario così tanto tempo perché, come è facile immaginare, la sofferenza dei bambini non ha voce, se non c’è un adulto disposto ad ascoltarla. In un certo senso quello del maltrattamento è sempre stato un fenomeno che la società ha voluto rimuovere, come se risultasse impensabile e incompatibile con una società apparentemente così emancipata come la nostra. Ma alla fine non è stato più possibile non accorgersi che nel nostro mondo occidentale, così come in altre culture, il bambino continuava, e continua, ad essere considerato non come un soggetto ma come una ‘cosa’ a disposizione del godimento sessuale o della violenza degli adulti. Fenomeno che riguarda trasversalmente tutte le classi sociali, nessuna esclusa. Anche se è vero che esso è più visibile nelle famiglie meno abbienti, più emarginate, con più problemi, ma solo perché queste vengono più spesso in contatto con i servizi sociali, socio-sanitari, le forze dell’ordine. Fare una corretta analisi quantitativa della violenza sui minori risulta un’operazione impossibile sia per la peculiarità del fenomeno, sia per la carenza di ricerche specificamente rivolte a questo tipo di problemi. Sostanzialmente gli studi effettuati sia in Italia che in Europa indicano che la violenza verso i minori riguarda cinque- sei bambini su mille.Tuttavia credo possa essere utile fare riferimento al 7° Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza elaborato da Eurispes-Telefono Azzurro (dicembre 2006). Dall’analisi dei dati dei diciannove anni di lavoro del Centro Nazionale di Ascolto Telefonico risulta che più del 35% delle chiamate concernono i minori. I motivi delle consulenze hanno riguardato: per il 12,8% l’abuso fisico; per il 9% l’abuso psicologico; per l’8,1 % le condizioni di trascuratezza; per il 5,5 % gli abusi sessuali. La cosa ancora più sorprendente è che tutte queste forme di violenza prendono corpo soprattutto all’interno della famiglia. I maltrattamenti familiari sono di gran lunga più frequenti rispetto a quelli extrafamiliari. La loro percentuale è di circa il 70-80% del totale dei maltrattamenti portati sui minori. Siamo dinanzi ad una vera e propria perversione del rapporto genitori-figli, perché i genitori, sorprendentemente, invece di portare sui figli quella che Freud chiamava ‘corrente di tenerezza’ vi portano la ‘corrente sensuale’ e l’aggressività. Se ogni tipo di violenza sui minori è nociva ancor di più lo è quella portata dai genitori e dai familiari. In questo caso i bambini oltre a subire la violenza non possono neppure permettersi di riconoscere nel loro abusante un nemico, un avversario, perché spesso l’abusante è una figura di riferimento importantissima. Questi bambini sono costretti a negare l’evidenza facendosi carico, inconsciamente, di ciò che vivono, assumendosene loro stessi la responsabilità, perché non possono permettersi di distruggere le proprie figure genitoriali del cui amore non possono comunque fare a meno. Gli effetti della violenza sono legati ad una serie di variabili di cui quelle più significative sono: il tipo di violenza subita, chi la mette in atto, la reiterazione della stessa nel corso degli anni, l’età avuta al momento dell’inizio della violenza subita, lo stile di coping (la capacità di fronteggiarla psicologicamente) proprio di ciascun bambino, il tempo trascorso prima di essere sottratti alla violenza, il sostegno ricevuto a partire dal momento in cui è emerso il presunto abuso. A seconda della combinazioni di queste variabili si hanno quadri sintomatologici anche molto diversi. E’ bene allora ricordare che è necessario usare molta prudenza nella valutazione di un presunto abuso. Perché se è vero che gli indicatori concernenti il corpo, sia nel caso di violenza sessuale con penetrazione, sia nel caso di maltrattamento fisico, sia nel caso di incuria o di discuria, offrono spesso indicazioni incontrovertibili o comunque molto significative, non è altrettanto vero per gli indicatori di tipo psicologico e per gli indicatori comportamentali. Non esiste, infatti, una corrispondenza biunivoca tra un determinato tipo di trauma e la sintomatologia psicologica e comportamentale presentata dal minore. Dalla sola sintomatologia psichica non si può dedurre né se c’è stato un abuso, né di che tipo di abuso eventualmente si è trattato. Quello che si può invece sicuramente affermare è che il minore sta vivendo uno stato di disagio psicologico più o meno grave. E’ evidente allora che per poter affrontare un problema così delicato e che presenta tante sfaccettature (cliniche, sociali, educative, giuridiche, giudiziarie), è fondamentale l’apporto professionale di tutti coloro che, nel rispetto delle proprie competenze, si fanno carico di proteggere il bambino. Ma per far questo è necessario che venga attivata un’adeguata rete tra i servizi, che permetta di affrontare in modo eticamente corretto ogni caso trattato. *Direttore Consultorio Familiare ASUR-ZT 12, 13