Image and video hosting by TinyPic


Image and video hosting by TinyPic

sabato 28 febbraio 2009

Un pò di umorismo non guasta



Una coppia decide di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso Hotel dove 20 anni prima, passarono la loro luna di miele.
Però per problemi di lavoro, la moglie non può accompagnare subito il marito: ma l'avrebbe semmai raggiunto alcuni giorni dopo.
Quando l'uomo arriva, entra nella camera dell'Hotel e vede che su di un tavolo c'è un computer con l'accesso ad internet.
Decide allora di inviare una e-mail a sua moglie, per avvertirla dell'arrivo,ma sbagliando l'indirizzo e, sensa accorgersene, la invia ad un altro indirizzo sconosciuto.
La e-mail viene inviata ad una vedova che era appena rientrata dal funerale di suo marito. La signora decide di controllare subito i messaggi ricevuti per l'occasione.
Intanto,suo figlio, entrando in casa poco dopo, vede sua madre svenuta davanti al computer e sul video vede un e-mail che lei, poco prima, stava leggendo,la quale diceva:

Cara sposa, sono arrivato. Tutto bene. Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche quì hanno il computer ed è possibile inviare messaggi alle persone care. Appena arrivato mi sono assicurato che fosse tutto a posto anche per te, quando arriverai lunedì prossimo...°°°...
Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo, come d'altronte lo è stato il mio.
N.B. Non portare molti vestiti, perchè quì fa un caldo infernale!!!

Aforisma sul Caffè



La donna è stata paragonata ad una tazza di caffè, e vi fu chi tirò in ballo anche l'inferno.
( " Plutone non seppe mai precisamente che cosa fosse l'inferno se non dal giorno in cui vi condusse Proserpina "),"le femmine sono peggio del demonio ", antico detto popolare ), e chi ammise nel contempo - bontà sua - esservi nella donna un che di angelico e di dolcezza . Ebbene lo stesso si dice ancora oggi del caffè,quando è buono deve possedere tutte queste qualità,comprese quelle di natura infernale."Il caffè dev'essere caldo come l'inferno,nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore. "E se il caffè, al pari dell'amore, risulta a volte amarissimo, può anche voler dire che non l'abbiamo rimescolato bene: lo zucchero è sul fondo.
Vorrei aggiungere una canzone bellissima napoletana inviatami da una mia cara amica che mi sembra azzeccatissima per l'occasione legata al mio post....grazie Cri di cuore....
Ma cu sti mode, oje Bríggeta, tazza 'e café parite: sotto tenite 'o zzuccaro, e 'ncoppa, amara site... e tanto ch'aggi''a girá... Ma i' tanto ch'aggi''a vutá, ca 'o ddoce 'e sott''a tazza, fin'a 'mmocca mm'ha da arrivá!...

venerdì 27 febbraio 2009

8 Marzo 2009

Festa della Donna


Buon giorno cari amici e amiche oggi voglio mandare un messaggio: non regalate e non accettate in regalo le mimose!!!

Quest' anno non si dovrebbe festeggiare la festa della donna perchè secondo me, non esiste nessuna festa!
Basti pensare solo alle donne che sono state violentate e stuprate in questo mese...e poi alle donne che lavorano e non si possono occupare della loro famiglia e si vedono così costrette a trascurare figli, mariti e mettiamoci pure i propri genitori.


Ma mi sapete dire che festa è questa?

Donne frustrate, povere, malate,violentate, umiliate, picchiate,uccise, in tutti i sensi....



B A S T A AAAAAAA!!!!!!!!!!!!

Pretendiamo solo Rispetto e vero riconoscimento
e scusate se è poco!!!!

giovedì 26 febbraio 2009

Il commiato

Questa lettera non so chi l'ha scritta ma è bellissima perchè è sì forte
nei toni per la sua rabbia ma denota,nello stesso tempo, tanta
tristezza e nostalgia.....
Leggetela con calma.........




Commiato


Ciao,scusa,ero passata per vedere come stavi.
C'erano i postumi di una sbornia, un capello biondo ed un negroni lasciato a metà.
Ho preso il mio scrigno di ragioni da regina e ho indossato il diadema, quello finemente lavorato con filigrana di fango e di niente.
Lo porto via, è mio, l'ho vinto.
Facile, ma l'ho vinto.
Per averlo, ho ceduto il mio regno, il mio splendido regno fatto di luce di albe e di odori di treno...ti ho mai detto che detesto l'odore dei treni? No, non te l'ho mai detto...non te l'avrei detto mai...
Per averlo, ho ceduto il mio castello, il mio splendido castello senza torri, senza stanze, senza pareti. Un castello che del castello aveva solo le ali...solo le ali...ti ho mai detto che...no, non te l'ho detto e non lo farò ora...
Per averlo, non mi sono fermata davanti a niente. Sono persino finalmente scesa dal mio piedistallo e ho pestato a sangue un bimbo indifeso. Infuriavo senza pietà, invasata, cattiva. Mi sono stancata un attimo prima di un sacrificio di sangue. Ero scarmigliata e tronfia. Forse un po' ridicola, a pensarci bene. Ma ti ho mai detto, ti ho mai detto che -tieniti forte, perchè fà ridere- credevo di essere io la bambina che le prendeva? Ero scesa dal piedistallo per andare in punizione nell'angolino e lì, stretta in quel pochino, le prendevo senza pietà...ma tu non lo crederesti, perchè pensi che abbia pestato un bambino e tu sei amico dei bambini, non delle streghe cattive.
Per averlo, ho mentito, ho spergiurato, ho tradito...ti ho mai detto che ti amo? Si, te l'ho detto...ma mentivo, spergiuravo, tradivo...
Cosa non ho fatto, per averlo.
Ho pregato sapendo che sarei rimasta in ginocchio in eterno, davanti a un dio che non contempla pietà per pentimenti tardivi.
Ho persino distrutto un sogno. Il mio.
Dunque, me lo sono meritato.
E' l'unica cosa che desidero portare via dal tuo festino.
Ti lascio lo scrigno, ti lascio i torti e le ragioni, ti lascio i giorni, i mesi, gli anni in cui non potrò più farti del male.
Ti lascio le ferite che buone fatine sono già pronte a curare. Sei stato bravo a richiamarle, sei stato bravo. Un'operazione da stratega.
Ti lascio finire il tuo negroni lasciato a metà. Le sbornie si curano così, sai? Al mattino, se ne beve ancora...
Ti lascio le chiavi di casa, perchè non potrei più passare da qui e morire ancora sui resti di altri festini. Spero di non svegliarti, tirando la porta. Se dovesse capitare, sappi che non l'ho fatto per ferirti, quindi, ti prego, non urlarmi di smetterla e di andare via. Non sopporto le urla, mi fanno diventare piccola così.
Nemmeno questo ti ho mai detto...
Ora vado.
Ti lascio.
Anonimo

mercoledì 25 febbraio 2009

Il Diavolo

5bf2_2 Ho visto il Diavolo stanotte.
Era di fronte a me, col dito alzato perpendicolare alla strada.
Mi sono fermato, ho abbassato il finestrino e ci siamo guardati per qualche secondo, senza dir nulla.
Ero in bilico tra la salvezza del Paradiso ed il mio Inferno personale che stava per spalancaresi inghiottendomi in un sol boccone, rendendo lo struggimento eterno.
Tantissimi pensieri all'improvviso si affollarono simultanei : tormento, confusione,
smarrimento e paura. Tutto questo ed anche più.
Quando il Diavolo parlò, diretto a me sospesi il battito del cuore per un attimo :
"Bello! se ti decidi a farmi salire, fanno 50 €, altrimenti smamma che oggi è martedì grasso e conciata così, qualcuno mi tira su di sicuro!"

Anonimo

Technorati Tag:

Non è giusto

petrillo Siamo qui a far finta di .....che cosa poi.....Tutti e due vicini ma nello stesso tempo già fin troppo lontani. Cavolo non era così che doveva andare, no che non lo era. Ma allora cosa è successo?! Ma allora perché ora siamo così?!

Quanto mi costa fare finta di stare bene, di essere felice, quanto mi costa sorridere e far finta che la mia vita vada a meraviglia, quanto mi costa nascondere quello che c’è dietro a quel sorriso, quello che c’è davvero dentro di me.

Quanto deve ancora durare tutto questo, quanto? Quanto devo ancora vivere così?! Con quell’unica grande voglia di prendere un letto e dormire tutto il giorno, con quella voglia di non fare nulla, con quella voglia di stare lontano da tutti, con quella voglia di smettere di inseguire i miei sogni che alla fine mi fanno solo tanto male, nient altro.

C’è solo troppa confusione, troppi pensieri fuori posto, troppe cose poco chiare, troppa voglia di vivere che è stata buttata via, troppi sogni che non saranno mai realizzati, troppa speranza che è stata vana, troppa malinconia che mi stringe il cuore, troppa tristezza che mi impedisce di guardare più lontano dei passi che faccio. Ci sono solo troppe cose. E sono così troppe che mi chiedo quando troveranno il loro posto, tanto da chiedermi quando se ne torneranno da dove sono venute per lasciarmi libera, libera da loro?

Tutta questa storia mi ha fatto troppo male, davvero troppo e non dovevo permetterlo, non dovevo permettere che andasse così, per poi dire,perché è andata così? Perché con lui avevo deciso di innamorarmi, perché di lui avevo deciso di fare il mio unico vero e grande amore, per questo?!

No non è giusto tutto questo.

No che non lo è......non lo sarà mai.

martedì 24 febbraio 2009

Le favole

Di favole ne abbiamo sentite e conosciute tante nell'arco della nostra esistenza.y1pY-oQPrVb0N6q62-OT9vvn0h1faWiitxL3NwdktG8JnThQawyjRP3Trr1BqAblGKt1ubFvyk7lcs

 

Sappiamo che ci sono favole ingenue ed altre divertenti.

Alcune fanno paura ed altre ridere.

Di solito si concludono quasi tutte con l’abito bianco

e con il “vissero tutti felici e contenti”.

Però bisogna anche sapere che ci sono fiabe dove le cose vanno nel verso decisamente opposto…

Dove gli orchi cattivi vincono sempre.

Dove le streghe sono madri in balia dei loro demoni.

Dove i lupi vestiti da agnellini sono difesi da ottimi avvocati o dall’abito che indossano.

Dove alcuni uomini e donne decidono loro la direzione della tua esistenza e senza alcun colpo ferire.

Sono favole queste in cui non troviamo i bambini che sono più furbi,intelligenti o fortunati dei loro nemici.

Dove gli innocenti, alla fine, hanno sempre la peggio.

Queste favole li chiamiamo incubi, ma troppo spesso sono molto più vere delle altre favole.

domenica 22 febbraio 2009

Gli AnonimiConigli

tana800

Ci penso da tanto e la cosa che più mi piacerebbe fare,anche se molto difficile,stroncare in modo netto e chiarissimo ogni comportamento vile e passivista presente sulla rete.

Il primo nemico di ogni concezione eroica, ottimistica e realmente futurista del web è rappresentato da quella razza vile ed infida che si aggira ovunque nella rete globale, chiamatasi per mia definizione : Gli AnonimiConigli.

Mi domanderete voi e chi sono COSTORO?

Questi sono dei personaggi, identificati da me come da una lunga schiera di insoddisfatti, repressi, frustrati, invidiosi, pavidi, vigliacchi ed incapaci. Una schiera di perdenti su tutti i campi, che si nascondono imbecillemente dietro lo schermo del monitor per sfogare tutta la propria rabbia insulsa e la loro impotenza innata.

Il vero problema è che mentre più tu vai avanti e sali in alto, proporzionalmente, loro, i perdenti si moltiplicano(appunto come i conigli) cercando in tutti i modi di farti abbassare, quantomeno con parole cariche di risentimento ed invidia. Nella vita di tutti i giorni, nel mondo reale è subdolo tutto questo e può “tra virgolette” passare, perchè lì, riesci, bene o male ad identificare e a combattere...questi vili, codardi,vigliacchi, perdenti, pavidi, insomma nullità. Chiamateli come più vi aggrada.

Invece, su internet chiaramente, diventa più difficile riconoscerli. Te ne accorgi subito però che sono loro perchè stanno sempre lì in agguato, in quanto appena tu ti muovi,loro si manifestano subito in tutta la loro magnifica vigliaccheria.

Io definisco anonimato che è poi sinonimo di Codardo tutti coloro che si firmano in anonimo e ti insultano senza una precisa ragione.

Ma dimmi un po', Caro AnonimoConiglietto, se ti senti così tanto al sicuro dietro lo schermo o vuoi espletare il tuo enorme bisogno di importanza insultando gli altri..sappi che per me puoi farlo...anzi.... Fallo. Perchè in quelle parole,(ed il peggio è che neanche te ne rendi conto), non fai altro che urlare la tua impotenza cosmica....tu.... urli il tuo fallimento completo, la tua tristezza infinita, la tua invidia suicida, la tua costante codardia, la tua nullità eterna.

Fallo se vuoi ma sappi però che quelle parole saranno spada affilata per un altro debole come te e saranno nonsenso per me e per tanti altri che come me conoscono il tuo infinitesimo valore. Caro Coniglio nel web!

Sappi che per TE sarò la tua sconfitta più grande, perchè son sicura che presto ti renderai conto che in quelle parole si cela unicamente la morte delle tue speranze, delle tue ambizioni, dei tuoi sogni convogliati in un rancore ed un'invidia vana.

Ma sono e saranno sempre loro sai? Quei piccoli puntini senza significato nella loro vita.

Inoltre vorrei analizzare bene e dettagliatamente chi sono gli AnonimiConigli nella realtà di tutti i giorni:

  1. Sono quelli che dal vivo tacciono sempre o scappano pavidamente.

  2. “Sono quelli che non osano e non oserebbero mai affrontarci di persona, ma si rodono dentro perché vorrebbero essere come noi e di conseguenza osteggiare le nostre brillanti capacità, la nostra energia straripante, la nostra forza che vulcaneggia ovunque con creatività ed onestà pura e cristallina, e sanno bene di non possederle queste qualità per riuscire a farlo come noi.

  3. Sono quelli che ogni volta giudicano il trionfo delle buone idee degli altri come una loro sconfitta.

  4. Sono quelli che non vogliono esaltare i migliori, ma vogliono affossarli.

  5. Sono quelli che ci guardano con l’occhio rancoroso e con evidente malanimo.

  6. Sono quelli che covano risentimento per il nostro ottimismo vincente e vitale.

Fuori dal web i conigli sono riconoscibilissimi: rossore, imbarazzo, tremore,testa bessa, sguardo pavido e sfuggente, voce malferma, portamento vile.

Eccoli.

Sono loro che poi trotterelleggiano sul web, pensando di vincere la propria coniglieria congenita dietro un monitor. E invece proprio sul web diventano "AnonimiConigli".

Conigli fuori e conigli dentro il web. Doppiamente Conigli!

Sono loro gli autori di commenti anonimi, di insulti penosi e di offese patetiche, di attacchi pretestuosi e inconsistenti come d'altronte è il loro cervello.
Sono loro il cancro del web. Sono loro a rappresentare la vigliaccheria presentista che attanaglia oggi più di ieri l’uomo contemporaneo. Già immagino le vostre tane tanto tristi e buie....silenziose e sole come lo siete voi..Sappiate che Io non ho paura ad affrontarvi sia sul Web che fuori nel reale.....quindi smettetela di scappare e nascondervi.....è ora di prendere coraggio ed affrontare non solo me, ma il mondo intero, che di sicuro non vi apparterrà mai.

sabato 21 febbraio 2009

La Supermente del Mondo

Technorati Tag: ,

Kevin kelly,uno dei maggiori studiosi di Internet e dei nuovi media,è stato uno tra i primi a parlare della "Supermente" sviluppatosi su internet.

Oggi ha creato uno dei siti più cliccati:

www.kk.org/cooltools/

Picture6

Nel mondo c'è un numero di processori e transistor equivalente a quello dei neuroni del nostro cervello e, come i neuroni, sono collegati l'uno con l'altro. Così è possibile immaginare Internet come un cervello globale, costituito da miliardi di agenti di calcolo, che presi singolarmente sono stupidi, ma che insieme danno vita a un'intelligenza inimmaginabile".

Questa "mente artificiale" può gestire 200 miliardi di operazioni in 10 secondi, ricorda perfettamente una quantità di informazioni pari a 5 milioni di miliardi di pagine, sa rispondere a qualsiasi domanda in un decimo di secondo e impara dai propri errori. Internet dunque è ormai diventato una mente collettiva perfettamente funzionante, che secondo Kelly "si unisce alla mente collettiva degli umani per dare vita a una forma mentale differente, che nessuna delle due sarebbe in grado di creare da sola".

Secondo lo studioso, Internet è in grado di interpretare i bisogni delle persone e dare loro delle risposte: "Pensiamo alla straordinaria capacità di Google di riconoscere l'esatta grafia delle parole, che nasce dal fatto che i computer hanno imparato, dall'interazione matematica con gli utenti, ad escludere tutti i modi sbagliati di scrivere una data parola".

Uno delle funzioni di questa attività dell'Intelligenza globale è la Memoria,di cui un esempi Wikipedia,l'enciclopedia realizzata con il contributo di migliaia di utenti e sulla quale convergono informazioni e conoscenza da tutto il mondo.

 

Che dire ......che abbiamo davvero fatto dei passi da gigante in questo campo e per giunta, in poco tempo.

Tuttavia , se tutto questo, ci porta a pensare al periodo antecedente a questa meravigliosa scoperta,presumo che attualmente,resterebbe una delle pochissime positività del nostro nuovo  mondo, di cui non ci sentiamo affatto di dovercene pentire.

giovedì 19 febbraio 2009

CLOWN


Ridi per non sorridere
Esplode il sole
in mille frammenti algidi
Illusione di un momento

Finto è il tuo cuore
Finte le tue emozioni
Nulla ti appartiene
Nessun mai ti sorriderà

ElioRia

La Compassione

Technorati Tag: ,

La Compassione è la chiave indispensabile per aprire tutte le porte, ma gli esseri umani l’hanno persa da molto tempo! Sentire compassione non significa affondare insieme all’altro, ma amarlo abbastanza da sapere cosa sente, senza cercare di giudicare né aver bisogno di capire. Comprendere l’altro è sentire quello che sente senza mischiare le sue emozioni alle nostre.

e4a528132ae1e865970a3803ed275741

"Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio

che racchiude la tua capacità di comprendere.

E se potessi mantenere il cuore

sospeso in costante stupore

ai quotidiani miracoli della vita,

il dolore non ti sembrerebbe

meno meraviglioso della gioia,

e accetteresti le stagioni del tuo cuore,

come hai sempre accettato

le stagioni che passano sui tuoi campi."

        - K.Gibran -

LE 10 P

PPI

Parole  Poco  Pensate

Portano  Pena

Perciò  Prima  Pensate

Poi  Parlate

martedì 17 febbraio 2009

Le quattro Candele

e88fc424ad4cc9413c7e855ae0b7ba9f

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente.
Il luogo era talmente silenzioso,
che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva:
"IO SONO LA PACE,
ma gli uomini non mi vogliono:
penso proprio che non mi resti altro da fare
che spegnermi!"
Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
"IO SONO LA FEDE"
purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me,
non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
"IO SONO L'AMORE"
non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano
E non comprendono la mia importanza.
Troppe volte preferiscono odiare!"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza
e vide le tre candele spente.
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese,
io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.
Allora la quarta candela, impietositasi disse:
"Non temere, non piangere:
finchè io sarò accesa, potremo sempre
riaccendere le altre tre candele:

"IO SONO LA SPERANZA"


Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

Il MIO AUGURIO E' QUELLO CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA
DENTRO IL NOSTRO CUORE......e che ciascuno di noi possa essere
lo strumento portante, come quel bimbo,
capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza,

la FEDE, la PACE e l'AMORE.

sabato 14 febbraio 2009

MI HANNO DETTO......

Mi hanno detto che non si devono dire le bugie perchè fanno male e poi perchè ....

MENTIRESTI PERSINO A TE STESSA!

Ti hanno sempre raccomandato di non avvicinarti assolutamente al fuoco,

potresti bruciarti, ma ...

ORAMAI SEI GIA' RIMASTA CARBONIZZATA!MoonGirlH

Ti hanno detto di non correre, potresti cadere e farti male, però...

LA VITA VA DI FRETTA E DEVI AFFERRARLA,NON PUOI FARTELA SFUGGIRE DI MANO !

Ti hanno detto di non piangere quando cadi, ma ...

LE LACRIME STANNO RIGANDO GIA' IL TUO VISO !

Ti hanno detto che di amici veri ce ne sono pochi e dovrai essere cauta

nell'affidare le tue confidenze a qualcuno, ma ...

PURTROPPO TE NE ACCORGERAI SEMPRE QUANDO ORMAI E' TROPPO TARDI!

Ti hanno detto di non ascoltare altro che il tuo Cuore, perchè solo lui sa cosa veramente sia bene per te, ed allora

PERCHE', DI SOLITO TROVA MATEMATICAMENTE IL MODO PER FARTI STARE SEMPRE PEGGIO ?

Ti hanno detto che perdere il controllo è la peggior cosa,perchè si deve restare sempre

vigili, eppure ...

E' STATO PROPRIO IN QUEI MOMENTI CHE CI SI E' SENTITI VIVI VERAMENTE!

Ti hanno detto di non credere alle illusioni,eppure...

QUANTE TI HANNO SEGNATO IL CUORE ?

Ti hanno detto che i sogni vanno chiusi in un cassetto ad una certa età, perchè.......

SOLO CHI E' RIUSCITO A RENDERLI REALI HA VISSUTO FINO IN FONDO!

DI COSE ME NE HANNO DETTE TANTE........... MA IO NON LI HO MAI ASCOLTATE...............

ED E' PER QUESTO CHE SONO QUI A RIMPIANGERLE............

mercoledì 11 febbraio 2009

Vita e Morte

qwe4

Seduta a un tavolo.
A destra la morte.
Di fronte la vita.
Parliamo del più
e del meno.
La morte e la vita

sono inseparabili.
Una coppia invidiabile e affiatata.

Mi sento di troppo.
A un certo punto la morte fa alla vita:
Che fai stasera?
E la vita risponde:
Quello che faccio sempre: sto con te.
Dove andiamo?
Possiamo fare un salto da me.
Oppure da me.
Perché da te e non da me?
Era solo un’idea. Possiamo discuterne.
Andiamo in giro.
Ci lasciamo trascinar dalla corrente.
Dalla tua o dalla mia?
Non ha importanza. Siamo insieme.
Inizia così, un battibecco. Come fra due innamorati.
Mi sento a disagio. Io non so che dire e fare.
Guardo a sinistra. Nel vuoto. Nel nulla.
Mi sento ancora più imbarazzata.
Non posso andarmene.
Non riesco a voltare le spalle alla vita e alla morte.
Provo il desiderio di acquietarle. Penso di poter offrire un compromesso.

Mi intrometto e dico:
Potreste venire con me? Decido io!
Si azzittiscono.
Si guardano.
Si voltano verso di me.
E scoppiano a ridere.
Poi si riprendono e con un sorriso sulle labbra e un’espressione ricca di compassione, affetto e incredulità sul loro viso, mi dicono all’unisono:
Tesoro...tu non puoi decidere!


Giusto! Dimenticavo: posso solo avere l'onore di stare in loro compagnia!!

martedì 10 febbraio 2009

Addio alla Bella Eluana

Volevo dare il mio addio alla bella Eluana ed in questa occasione cercare di capire,per quel che ormai potrebbe servire, l'effettiva situazione clinica del suo stato.

Riporto perciò un articolo dell'Espresso che credo possa chiarire un po' il suo quadro clinico.

Eluana: era vita, quella?

di Giuseppe Remuzzi

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Eluana:-era-vita-quella/2065127

La tragedia si è conclusa. Ma in questi giorni si era detto di tutto. Anche sciocchezze scientifiche. Il coordinatore delle attività di ricerca dell'Istituto Mario Negri spiega quali erano le sue reali condizioni

E' finita la tragedia di Eluana Englaro. La donna si è spenta lunedì intorno alle 20.10 dopo che nel pomeriggio erano sopraggiunte complicazioni. Da quattro giorni erano state sospese l'alimentazione e l'idratazione forzate.
Il padre, Beppino Englaro si trovava a Lecco dove martedì doveva partecipare a un processo in cui gli volevano togliere la patria potestà.

Per chiarire quali erano le reali condizioni di Eluana Englaro negli ultimi anni pubblichiamo qui di seguito un contributo del professor Giuseppe Remuzzi, scritto in forma di lettera al Capo dello Stato poche ore prima che avvenisse la morte cerebrale della donna.

Caro Presidente Napolitano


Quali sono davvero le condizioni di salute della signora Eluana Englaro ed è giusto o no sospendere alimentazione ed idratazione?
Per poter rispondere penso sia necessario riferirsi alle conoscenze della letteratura medica sugli stati vegetativi. Provo a riassumerle.
Chi vive in stato vegetativo è sveglio, apre e chiude gli occhi ma non ha nessuna coscienza di sé e dell'ambiente. Questo stato può durare giorni, settimane o anche qualche mese. Si chiama "stato vegetativo persistente". Non è irreversibile, anzi, dopo un pò qualcuno si riprende. Apre gli occhi non più a caso, in risposta a degli stimoli. Comincia ad esserci qualche forma di coscienza, magari minima, ma c'è. Questi ammalati possono essere confusi, non ricordare il proprio nome, non sapere dove si trovano, ma la percezione di sé e dell'ambiente almeno un pochino ce l'hanno. E se si proseguono le cure i giovani possono perfino raggiungere un certo grado di indipendenza.
Se però dopo un trauma una persona resta in stato vegetativo per dodici mesi allora lo stato vegetativo si chiama permanente. Questa condizione è senza ritorno. La definizione di "Lancet Neurology" - che deriva dalla analisi di tutta la letteratura medica disponibile - non lascia dubbi: "stato vegetativo persistente" è quando si rimane in stato vegetativo per almeno un mese e non è irreversibile. "Stato vegetativo permanente" è quando lo stato vegetativo permane per dodici mesi. Lo “stato vegetativo permamente “ è irreversibile, sempre.

Terri Schiavo è rimasta così per 15 anni, poi si è sospeso tutto, è morta e le hanno fatto l'autopsia. Il suo cervello pesava 615 grammi, circa la metà del peso di un cervello normale. Non avrebbe mai potuto bere, né alimentarsi da sola perché i centri nervosi che governano la deglutizione erano danneggiati in modo irreversibile. Apriva e chiudeva gli occhi ma non vedeva perché di centri nervosi della visione, nel suo cervello non ce n'erano più. «Non ci poteva essere nessuna forma di coscienza in quel cervello, né ci sarebbe mai potuta essere per quanto chiunque si fosse prodigato in tutti i modi possibili», ha dichiarato ai giornalisti del "New York Times2 Martin Samuels, grande neurologo di uno degli Ospedali di Harvard, alla fine del suo lavoro: «Semplicemente non c'erano neuroni».
C'è chi pensa che anche in queste condizioni non si dovrebbe mai sospendere nutrizione e idratazione, fino alla fine naturale della vita, perché interrompere la vita non è mai nel potere dell'uomo.
Ma la fine "naturale" della vita di Eluana Englaro sarebbe stata il 18 gennaio 1992.
Allora è stato sbagliato rianimarla? Assolutamente no. Dopo un trauma della strada se c'è anche solo una possibilità su centomila di farcela, si rianima ("resuscitation" dicono gli inglesi). Per Eluana Englaro è stato così.
A decidere di rianimare Eluana tanti anni fa sono stati i medici. Ed è stato giusto al momento dell'incidente stradale rianimare Eluana con l'idea di poter recuperare almeno qualcosa della funzione del suo cervello. E' per questo che prima di sospendere le cure è prudente aspettare un anno, proprio per offrire a questi ammalati tutte le possibilità, anche se estremamente remote, di recupero. Dopo, è tutto inutile. Ogni giorno nelle rianimazioni dei nostri ospedali i medici prendono decisioni di fine vita. Ne parlano con i parenti e tengono conto - quando c'è - della volontà dell'ammalato. Ma i familiari il più delle volte preferiscono non decidere: non se la sentono, troppa responsabilità. Si affidano alle conoscenze dei medici e al loro buon senso.

Fare il medico è rianimare, certo ma anche saper sospendere le cure quando sono inutili. Fa parte delle nostre responsabilità. E' a tutela di chi non ha più speranza perché non debba subire trattamenti inutili. E di tanti che di cure intensive invece hanno bisogno per vivere. Sono quasi sempre giovani o giovanissimi; per loro, vittime di incidenti stradali o della meningite qualche volta nelle rianimazioni dei nostri ospedali non c'è posto. Questo sì che è un delitto. E lo sarà di più se si imporrà ai medici di impegnare risorse e posti, che nelle rianimazioni non bastano mai, per trattamenti futili.
Ma di chi muore perché non c'è posto in rianimazione non si parla: non ne parlano i giornali e nemmeno gli uomini di Chiesa. Per quelli che muoiono perché "non c'è posto", di decreti-lampo non se ne fanno.
La ringrazio, Signor Presidente dell'attenzione e mi auguro che queste note possano essere utili per orientare i provvedimenti che il Governo sta per assumere e che Lei sarà chiamato a ratificare.
Giuseppe Remuzzi Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Bergamo

lunedì 9 febbraio 2009

Dal satellite agli abissi marini con Google Oceans

google-earth-324x230

Con Google a caccia dei misteri dei fondali. Dopo 'Google Earth', il software che attraverso fotografie satellitari offre la mappatura della Terra, è arrivato adesso questo software che è  una nuova versione di Google Earth 5.0.

Esso  permetterà di conoscere dati e topografia del mondo sottomarino, ma anche di studiare gli effetti del riscaldamento climatico sull'ecosistema, offrendo inoltre la possibilità di creare dei propri tour tutto i 3D.

Grazie alla sua funzione ci si potrà:

  • Immergere nelle acque e visitare la zona più profonda dell'oceano, la fossa delle Marianne

  • Esplorare l'oceano con i massimi esperti marini, compresi National Geographic e BBC.

  • Apprendere tutti i dettagli su osservazioni oceaniche, cambiamento climatico e specie a rischio d'estinzione.

  • Scoprire nuove destinazioni per i tuoi viaggi, le località migliori per il surf o le immersioni e l'ubicazione dei relitti marini.

E se non è abbastanza, ecco la funzione più intrigante del nuovo Earth: la macchina del tempo. Questa opzione permette di muovervi in un lasso di tempo, fino agli anni Quaranta, per vedere com'è cambiata la Terra nel tempo.
E ancora Marte in 3D e 'Gps tracking', per tracciare rotte personali. Navigando nel tempo e stavolta davvero sotto le acque.

Link: http://earth.google.it/ocean/  isola-del-giglio-fondali-marini1

Leggete e prendete questo post

untitled

Ricevo e trasmetto. Avendo studiato medicina so che la notizia ha riscontri. Cordiali saluti, Mandel



Da far sapere.

Mi è stato inviata questa e-mail ed è necessario diffonderla.
A tutte le mie amiche e miei amici così lo girano anche loro alle
ragazze, alla moglie, alle sorelle, alla mamma, alle zie ed amiche ecc.
Acqua in bottiglia di plastica che si lascia in macchina:

Se sei una di quelle persone che lascia la sua bottiglia di plastica in macchina,
Durante I giorni caldi e bevi l'acqua dopo, quando torni in macchina,
Corri il rischio di ammalarti di cancro al seno! ... Sheryl Crow ha
detto, Nel corso del programma di Ellen, che in questa maniera aveva
contratto il cancro al seno.
I medici hanno spiegato che il caldo fa sì che la plastica emetta
tossine tossiche Che portano a contrarre il cancro al seno.
Le tossine
tossiche della plastica sono le stesse trovate nei tessuti dei seni con
cancro.
Di conseguenza, per favore,
NON bere da quella bottiglia che hai lasciato in macchina e diffondi
questa informazione a tutte le donne della/nella tua vita (che conosci)
Queste genere d'informazioni sono quelle che dobbiamo sapere affinchè
tutte le donne siano a conoscenza e possono forse salvarsi da questa
orribile malattia ...

venerdì 6 febbraio 2009

A....Te

wakemeupinthemorning2ksnh7

Ogni tanto la mia debolezza ne sente il bisogno. Sta lì a mormorare a qualcosa, perennemente ignorata per evitarle di far male. Ma ha imparato: ora sa che se alza un po’ il tono finisco per dargliela vinta. In realtà, forse, dentro di me spero che non si arrenda… E allora riprendo quelle parole che la cattiveria che mi impongo nel resto dei miei momenti facilmente sfoca… Sono tutte lì. Anche il destino, preso ad architettare i suoi giochi beffardi ha omesso di cancellarle. O di proposito le ha lasciate lì, a farmi contemplare ancora per un po’ quello che c’era ed ora non c’è più. O che forse mai c’è stato. Ed è proprio in momenti come questi che tornano a mancarmi tutte quelle cose che il male m’ha convinto fossero sciocche,irrilevanti. Così banali. Così piccole. Eppure così ancora incredibilmente mie. Rileggo quelle parole e, a volte, riesce ancora a trovar forza un sorriso. Il tempo per me sta passando troppo pesantemente. Vorrei chiedergli più cortesia, più delicatezza nel chiedermi di crescere, di capire, di essere all’altezza. In questi giorni mi sento sbagliata più che mai. Sono troppo cambiata. Quest’esperienza mi ha annientata, schiavizzata. Guardo la mia vita e mi accorgo che qualcosa è migliore di quanto m’aspettassi, che in fondo va bene così. Poi apro quel cassetto. Quel passato che non vuol prendersi questo nome. E lo ritrovo lì. Fermo, con le mani in tasca, che mi guarda fisso. Come a volermi chiedere “perché?”. Tra me e il resto della vita c’è come un vetro opaco. Sottile. Ma innegabilmente esistente. Mi legai a lui. Consapevole dei rischi. Consapevole di quella possibilità che ora è realtà: mai più mi sarei staccata da lui. C’è qualcosa di strano, di simbiotico fra noi. E’ sempre qui dentro me e nonostante tutto continuo a difenderlo con ogni briciola di quell’amore insultato, offeso. Malato. Mi rendo conto che non voglio questo, ma neanche lo voglio così lontano. Non ha senso seminare distanze quando il mio unico desiderio è abbracciarlo e di tornare finalmente a dirgli che gli voglio bene. Come è normale, come sarà per sempre, come sempre è stato. Forse lui non lo sa che ho capito da tempo il suo gioco. Quello di aver voluto, apposta, farmi arrivare la parte peggiore di sè. Mi ha dato solo incoerenza e freddezza, ambiguità, acidità, antipatia. Perché così credeva rendesse più facile il distacco tra noi. Lui è qui… ma nello stesso tempo è lontanissimo. E’ assente. Stavolta sì, stavolta lo sento. Neanche più lui riesce a far finta di niente. Anche stavolta prenderei il telefono solo per sentire il suo “pronto” e per farmi riempire la vita. Ma sento che questa volta è diverso. La sento addosso questa lontananza.....è pesante, mi soffoca, mi condanna a ricordare tutti i miei errori. Mi fa sopravvivere troppo lentamente. No,non lo prendo quel telefono ora, perché già so che dall’altra parte lui non c’è o tuttalpiù fingerà di non esserci. Ecco che c’è di diverso: stavolta la distanza la sto tracciando anch'io. Mi manchi tantissimo..... Mi mancano i sorrisi, le tenerezze, il nostro viverci appieno e soprattutto il tuo amore. Mi manca la tua buonanotte con i tuoi abbracci e le tue frasi accattivanti ed ironiche… .... Mi mancano le tue coccole. Mi manca il tuo affetto. Mi manchi semplicemente tu.

Mi manca di essere il tuo sorriso, la tua forza e se non puoi più farmi il regalo di un sorriso, allora fammene un altro: se stai pensando di andar via… ebbene sia, ma fallo in fretta….......

mercoledì 4 febbraio 2009

Kaki King

E' strepitosa!!!! Video di assolo chitarra davvero eccezionale.....da guardare!!!!

Violenza sulle donne e conseguenti pene

3793 Di episodi che riguardano stupri e violenze sulle donne ne sentiamo abbastanza, anzi troppi e quelli, non ultimi, balzati alle cronache negli ultimi giorni, ci hanno toccato in particolar modo.

Mi riferisco ai gravissimi episodi di Guidonia e di Cosenza.

Ne vediamo e ne sentiamo di tutti i tipi e molti variano nelle forme

o nei modi ma restano pur sempre violenze perpetrate a danno di giovani

o meno, ma pur sempre e solo donne.

Ho trovato a tal proposito un articolo che reputo alquanto interessante la

descrizione psicologica che ne esce fuori su tali atti inqualificabili.

Ed è questo che riporto di seguito:

I fatti di Guidonia e di Cosenza si riferiscono a violenze di gruppo, in cui il

branco agisce con violenza e ferocità senza fine. Entrambi questi episodi hanno

come protagonisti uomini rumeni, disadattati che vivono ai margini

della società italiana.
Il susseguirsi di episodi di violenza sulle donne ha, come ovvio, suscitato molta

preoccupazione ed agitazione nella società civile che molto spesso si interroga

sul come e sul perché queste situazioni si verificano.
Alcuni studiosi della psicologia umana hanno stabilito che molto spesso,

in episodi di violenza sessuale, non è la donna o l’atto sessuale l’oggetto

del desiderio bensì il forte shock emozionale che avviene in chi opera

queste violenze.
Si potrebbe affermare che alla base delle violenze ci sia un recondito

istinto animale dell’uomo che in certe sensazioni gode nel provocare

il dolore altrui, nella umiliazione e nel costringimento della donna

ad operare secondo il proprio volere.
Proprio questa analisi esclusivamente psicologica dovrebbe indurre

a qualche riflessione: ma davvero i secoli trascorsi non sono riusciti a cancellar

e l’istintoanimale più becero dell’uomo? La nostra civiltà nulla può nei

confronti di chi opera queste violenze soprattutto in termini di prevenzione?

Ed in relazione a questi reati quali interventi si possono effettuare

dal punto di vista della punibilità degli stupratori?
In questi giorni infatti infiamma come non mai la polemica sulla giustizia

italiana, sulla certezza della pena e sulla

troppa indulgenza dei giudici del Bel Paese.
La polemica è divampata a seguito della decisione di accordare gli arresti

domiciliari ai due rumeni accusati di favoreggiamento per aver

ospitato i responsabili dell’aggressione di Guidonia.
Senza una giustizia che agisca in modo tempestivo e con la giusta durezza

si potrebbe rischiare che le vittime decidano di farsi giustizia da soli,

vendicando i soprusi subiti con altra e forse maggiore violenza.

Autore: Giuseppe Angelillo

martedì 3 febbraio 2009

Lascia che io sia.....


Lascia che io sia tutto per te, inferno e paradiso, fuoco che accende la tua passione, acqua che ti disseta, sole che ti scalda...
e poi ancora, ancora tutto ciò che vorrai,
io sarò...per te,
con te,
in te........

domenica 1 febbraio 2009

La rivelazione



"Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla".


Questa struggente frase di C. Pavese sintetizza bene la condizione in cui ci si ritrova dopo la fine di un amore.
Stare assieme è la cosa più bella del mondo. Come si fa a vivere il rapporto in maniera così conflittuale?


Qualcuno in questo momento vorrà avvisarmi di scendere dal pero e prendere atto che i rapporti non sono sempre rose e fiori e che ci sono i momenti belli ma anche e soprattutto quelli difficili e complicati che dovrebbero essere presi in seria considerazione.


Difatti,lo stare insieme, ha però come elemento portante proprio quello di voler affrontare le varie difficoltà, con il fine di superarle per poi raggiungere sempre insieme, l'armonia affettiva che tutti in fin dei conti,da sempre ricerchiamo.


Ma che succede quando quei problemi non hai più la voglia di volerli superare?


Quando ti accorgi che la tua felicità non è più la persona che hai al tuo fianco? Come fare?


Per quanto ci sforziamo di fare i moderni disillusi, dobbiamo avere ben chiaro che l'amore è gioia e voglia di vivere.
Lo so,risuona come un inno al cristianesimo ma è così. L'amore è la ricerca nell'altro di una forma unica di felicità che la solitudine non può sicuramente offrire.


Quando senti l'amore, ma non vedi nella pratica la bellezza di una rapporto che dovresti e vorresti vivere con orgoglio, allora è lì che devi iniziare a pensare che c'è qualcosa che non va.


Ora come ora, sono convinta più che mai che tantissime coppie arrivano a questo punto e non riescono ad andare oltre.....ma perchè,mi chiedo?


L'unica risposta che mi sovviene è l'insorgere di quelle famose paure che altro non sono che il continuo giustificarsi per non prendere delle posizioni chiare e definitive,o meglio non prendersi le dovute responsabilità dei fatti che man mano si presentano.
C'è la paura del vuoto. La paura di rimanere soli, la paura di perdere e non di guadagnare,la paura di pentirsene,la paura di soffrire o far soffrire l'altro e via discorrendo.....
Inizia così una fase del rapporto molto dolorosa, che si spinge e va avanti per inerzia creando un baratro di infelicità e insoddisfazioni,che alla fine nessuno merita.


Per rispondere alla domanda: perchè dire basta ad un amore finito?


Perchè trovo giusto cominciare a pensare a se stessi,sia per rimettere in piedi la propria vita, in quanto è l'unica che siamo sicuri di possedere, e sia per darci nuovi spazi e possibilità.
Sia ben chiaro però che quando parlo di spazi e possibilità non mi riferisco a nuove relazioni amorose, ma a situazioni di vita serena da crearsi con la propria indipendenza.


Il prezzo da pagare è molto alto, me ne rendo conto, perchè un rapporto apre delle parentesi enormi nella nostra vita che è difficile e rischioso chiudere per migliaia di ragioni e tutte rispettabilissime.
Però resta pur vero che interrompere una storia ci permetterà, anche se, egoisticamente, di ricominciare a vivere.


Ricordiamoci ed ammettiamolo che sia gli uomini che le donne hanno sempre più una cattiva abitudine:
quella di scappare in caso di difficoltà e non c'è cosa più sbagliata di questa.


Nei problemi quotidiani di una coppia bisogna avere,invece,a parer mio,anche e soprattutto il coraggio di affrontarli questi benedetti(per modo di dire) ostacoli e non arrendersi davanti ad essi senza nemmeno averci provato una volta.


Avere la consapevolezza che l'amore è realmente ed inequivocabilmente finito richiede tempo innanzitutto, ed intelligenza poi, nel capire cosa stiamo per decidere del nostro futuro, a che cosa questo ci porterà e se è quello che alla fine, vogliamo davvero.
E poi sono del parere che bisogna sempre scegliere, non ciò che è giusto, ma sempre ciò che è meglio per noi.