INCHIESTA/ IL DOPO TERREMOTO
Abruzzo, l'uomo che ha avviato i lavori è legato ai prestanome di CianciminoL'AQUILA - Nel primo cantiere aperto per ricostruire L'Aquila c'è un'impronta siciliana. L'ha lasciata un socio di soci poco rispettabili, uno che era in affari con personaggi finiti in indagini di alta mafia.
I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il "tesoro" di Vito Ciancimino.
Comincia da questa traccia e con questa ombra la "rinascita" dell'Abruzzo devastato dalla grande scossa del 6 aprile 2009. Comincia ufficialmente con un caso da manuale, una vicenda di subappalti e di movimento terra, di incastri societari sospetti. Tutto quello che leggerete di seguito è diventato da qualche giorno "materia d'indagine" - un'informativa è stata trasmessa dalla polizia giudiziaria alla procura nazionale antimafia - ma l'intreccio era già rivelato in ogni suo dettaglio da carte e atti di pubblico accesso.
Partiamo dall'inizio. Dai fatti, dai luoghi e dai nomi di tutti i protagonisti e dei comprimari di questo primo lavoro per il terremoto d'Abruzzo. Partiamo dalla statale 17, la strada tortuosa e alberata che dall'Aquila passa per Onna, il paese che non c'è più, il paese spazzato via alle 3,32 di quasi ottanta notti fa. È qui, sotto la collina di Bazzano, dove sorgerà la prima delle venti "piccole città" promesse da Berlusconi agli aquilani per la fine di novembre - sono le famose casette, i 4500 alloggi per ospitare fra i 13 mila e i 15 mila sfollati - che è stato dato il via in pompa magna alla grande ricostruzione. È qui che sarà costruita la prima "new town". È qui che hanno alzato il primo cartello: "Lavori relativi agli scavi e ai movimenti di terra lotto Ts". Ed è qui che l'imprenditore Dante Di Marco, alla fine di maggio, ha cominciato a spianare la collina con le sue ruspe e i suoi bulldozer. Così si chiama l'amico degli amici siciliani che nascondevano in Abruzzo i soldi di don Vito, l'ex sindaco mafioso di Palermo.Dante Di Marco ha 70 anni, ha amicizie importanti in tutto l'Abruzzo, è residente a Carsoli che è un piccolo paese fra l'Aquila e Roma. L'appalto per rosicchiare la collina di Bazzano e sistemare una grande piattaforma di cemento - è là sopra che costruiranno quelle casette sostenute dai pilastri antisismici - è stato aggiudicato da un'"associazione temporanea di imprese". La capogruppo era la "Prs, produzione e servizi srl" di Avezzano, la seconda ditta era la "Idio Ridolfi e figli srl" (anch'essa di Avezzano, sta partecipando anche ai lavori per la ristrutturazione per il G 8 dell'aeroporto di Preturo), la terza era la "Codisab" di Carsoli, la quarta era l'impresa "Ing. Emilio e Paolo Salsiccia srl" di Tagliacozzo e la quinta l'"Impresa Di Marco srl" con sede a Carsoli, in via Tiburtina Valeria km 70.
dall'inviato ATTILIO BOLZONI di Repubblica
L'impresa Di Marco è stata costituita nel 1993, ha una ventina di dipendenti e un capitale sociale di 130 mila euro, l'amministratore unico è Dante Di Marco (gli altri soci sono il figlio Gennarino e la figlia Eleana), la ditta non è mai stata coinvolta direttamente in indagini antimafia ma il suo amministratore unico - Dante - risulta come socio fondatore della "Marsica Plastica srl" con sede a Carsoli, sempre in via Tiburtina Valeria km 70. È questo il punto centrale della storia sul primo appalto del terremoto: un socio della "Marsica Plastica srl" ha praticamente inaugurato la ricostruzione.
Quest'impresa, la "Marsica Plastica srl", è molto nota agli investigatori dell'Aquila e anche a quelli di Palermo. È nata il 22 settembre del 2006 nello studio del notaio Filippo Rauccio di Avezzano. Tra i soci di Dante Di Marco c'era l'abruzzese Achille Ricci, arrestato tre settimane prima del terremoto per avere occultato i soldi di Vito Ciancimino in un villaggio turistico a Tagliacozzo. C'era Giuseppe Italiano (il nome di suo fratello Luigi è stato trovato in uno dei "pizzini" del boss Antonino Giuffrè quando era ancora latitante), che è un ingegnere palermitano in affari di gas con Massimo Ciancimino. C'era anche Ermelinda Di Stefano, la moglie del commercialista siciliano Gianni Lapis, il regista degli investimenti del "tesoro" di Ciancimino fuori dalla Sicilia.
Il 22 settembre del 2006, nello studio dello stesso notaio di Avezzano Filippo Rauccio, era stata costituita anche un'altra società, l'"Ecologica Abruzzi srl". Fra i suoi soci ci sono ancora alcuni della "Marsica Plastica srl" (la moglie di Lapis e il palermitano Giuseppe Italiano per esempio) e poi anche Nino Zangari, un altro imprenditore abruzzese arrestato il 16 marzo del 2009 per il riciclaggio del famigerato "tesoro" di don Vito. Erano due società, la "Marsica Plastica" e l'"Ecologica Abruzzo", che con la "Ricci e Zangari srl" - se non ci fosse stata un'inchiesta del Gico della finanza e i successivi arresti - avrebbero dovuto operare per la produzione di energia, lo smaltimento rifiuti, nel settore della metanizzazione. Un labirinto di sigle, patti, commerci, incroci. Tutto era stata pianificato qualche anno fa. E tutto alla luce del sole.
Ecco come ricostruisce le cose Dante Di Marco, l'imprenditore che ha vinto il primo sub appalto per la ricostrizione dell'Aquila: "Ho presentato una regolare domanda per accreditarmi ai lavori di Bazzano e sono entrato nel consorzio di imprese, che cosa c'è di tanto strano?". A proposito dei suoi vecchi soci siciliani ricorda: "Quella gente io nemmeno la conoscevo, mi ci sono ritrovato in società così, per fare il mio lavoro di movimento terra". E consiglia: "Chiedete in giro chi è Dante Di Marco, tutti diranno la stessa cosa: uno che pensa solo a lavorare con tutti quelli che vogliono lavorare con lui".
Proprio con tutti. Dante Di Marco ha una piccola impresa, tanti lavori e tantissimi amici in Abruzzo. È entrato in società non soltanto con i siciliani amici di Ciancimino ma anche con Ermanno Piccone, padre di Filippo, senatore della repubblica e coordinatore regionale del Pdl. Sono insieme dal 2006 - e con loro c'è pure il parlamentare del Pdl Sabatino Aracu, sotto inchiesta a Pescara, accusato di avere intascato tangenti per appalti sanitari - nella "Rivalutazione Trara srl", quella ha comprato alla periferia di Avezzano 26 ettari di terreno e un antico zuccherificio per trasformarlo in un termovalorizzatore. Fili che si mescolano, finanziamenti, compartecipazioni, una ragnatela. E appalti. Come quello di Bazzano, l'opera prima della ricostruzione. Per il governo Berlusconi è la splendente vetrina del dopo terremoto in Abruzzo. Per Dante Di Marco da Carsoli, socio dei soci dei Ciancimino, era un'occasione da non perdere.
martedì 30 giugno 2009
L'Aquila, le amicizie pericolose all'ombra della prima new town
G8 a L'Aquila con l'allarme terremoto Bertolaso rassicura: "Nessun rischio"
Il capo della Protezione civile: "Ci vorrebbe una scossa mai vista"
Ma ci saranno elicotteri pronti eventualmente ad evacuare i leader
di GIUSEPPE CAPORALE e ALESSANDRA RETICO
articolo preso dalla repubblica.it
ROMA - Dal lusso della Maddalena alla sobrietà dell'Abruzzo. Appena 50 milioni spesi contro i 320 in Sardegna. Alloggi non cinque stelle come in Costa Smeralda, ma accoglienti. Cibo locale, auto ecologiche, un campo da basket per Obama. Ai terremotati, il mobilio comprato per gli alloggi dei capi di stato. "Per rilanciare un territorio, fare stare i grandi vicino alla tragedia della gente comune. Sarà un G8 particolare", dice il capo della Protezione civile presentando alla stampa estera il vertice "low cost" che si terrà a L'Aquila dall'8 al 10 luglio.
E' ottimista Guido Bertolaso: racconta lo sforzo "fatto a soli 76 giorni dal terremoto per accogliere il summit mondiale" e i risultati raggiunti in Abruzzo proprio nel giorno in cui la Camera approva il disegno di legge di conversione del decreto terremoto. Tra le misure: un contributo del 100% a fondo perduto per la ricostruzione della casa principale, trasferimento dell'onere del mutuo allo stato, entrata in vigore delle norme antisismiche il 30 giugno 2009, incentivi fiscali alle imprese con l'ok preventivo dell'Ue.
Neanche la scossa di lunedì notte (magnitudo 4.6) scompone il capo della Protezione civile: "Certo, l'ansia è tornata, ma nessuna nuova emergenza: è sempre lo stesso sciame sismico". E se la terra tremasse forte anche in quei giorni in cui 29 Paesi saranno ospiti in Abruzzo? "Dovrebbe verificarsi una scossa che non si ricorda a memoria d'uomo".
Alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito, che ospiterà tutti i leader di stato compreso Obama, vicino d'appartamento di Berlusconi, c'è in realtà tensione per la nuova scossa. Diversi ufficiali hanno preferito dormire in auto. Nella scuola sottufficiali intonaci crollati, ma "niente di strutturalmente importante", assicurano.
Certo è che la stessa caserma - un compound in cemento armato, inaugurato nel 1992, su 50 ettari di
terreno - sorge vicino ad una faglia (quella di Pettino) al momento inattiva, ma comunque costantemente monitorata dai sismologi dell'Ingv, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Giampaolo Giuliani, il tecnico di ricerca che studia il gas radon come precursore sismico, ha detto che "da sei giorni il livello misurato dai rivelatori gamma di Coppito ed Assergi risulta superiore alla media stagionale, il che significa probabilità di eventi sismici di magnitudo superiore a 3.0 nel territorio aquilano".
Bertolaso rassicura ("gli edifici resisteranno"), ma gli americani vogliono stare tranquillissimi. L'ambasciata Usa avrebbe chiesto al sottosegretario del presidente del Consiglio se esiste un piano di emergenza, da fonti investigative si apprende che è già pronto: elicotteri per evacuare i grandi in caso di un forte terremoto.
Ma è tempo di pensare alla rinascita, dice Bertolaso. Il G8 "low cost" darà una mano all'Abruzzo "che sarà sotto gli occhi del mondo: alcune delegazioni sono intenzionate a sponsorizzare interventi di ricostruzione". Le cifre dell'ottimismo: 54mila le persone assistite, 30mila negli alberghi lungo la costa, 22.800 nelle tendopoli. Oltre 58mila, il 52,7% degli edifici controllati, è agibile. Il 30% delle persone, tra i 15 e i 18mila, a partire da settembre ed entro dicembre avranno nuovi alloggi anti sismici e eco compatibili distribuiti in 20 quartieri. Gara d'appalto vinta da 16 grandi imprese italiane. A fine agosto la graduatoria per chi ne ha diritto: "Priorità alle giovani coppie con figli iscritti alla scuola de L'Aquila: per ricomporre la comunità".
Nessuna preoccupazione per le proteste al summit: "Siamo in un paese democratico e tutti possono manifestare". Alcuni comitati di lotta sul territorio si sono detti estranei a iniziative particolari. Per i temi e l'agenda del G8, l'appuntamento è a lunedì prossimo al porto di Napoli. Conferenza stampa di Berlusconi a bordo della nave che avrebbe dovuto accogliere i leader a La Maddalena. Acque cambiate, ma l'ammiraglia si chiama "Fantasia".
A voi la parola.....................
martedì 23 giugno 2009
Poesia Ironica sul Terremoto dell'Aquila
Approposito di questo evento disastroso mi hanno segnalato questa poesia alquanto ironica:
Pubblico l'originale in dialetto aquilano e di seguito sotto, c'è anche la traduzione in italiano:
Ju terramuto (anonimo)
Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie
Kjù fa ju strunzu , kjù 'ndsosto
Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè.
Tengo solo trovà addò ***** hanno missu ju bottò
Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio
Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette
Tengo solo la paura che me frega.
Perché non è che se la pija solo co mmi
Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù.
Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà.
Ha cciso na frega de quatrani che non c'entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale
A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu
Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice:" ma coma ***** le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche".
Pure pe tilivisiò te llo icono.
Antisimiche ju cazzu che vve frega!
So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti.
Ma che sapeate? Chi ve ll'era ittu? Che teneamo fa?
Ji bunker?
Po me vengono a raccontà che :"Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E' indice di poca attenzione alle regole".
Ma dico ji:" Ma addò ju teneate ssu' misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss'è aperta la terra che appocatro se 'gnotte tutto"
Pe piacere!
Onna l'ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti!
A mi me ss'è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l'ogna e j sso retroati dentro aju lavandino.
E ju cascittu era quiju bassu.
Me ll'ha revodecata tutta la casa.
A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant'Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti.
E' come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente
Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza.
Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa,. Atru che "sabbia nelle costruzioni". Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de "media intensità".
L'intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta.
Ma se sse so cascati pure gji alberi.
Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri.
Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti "esperti in terremotologia applicata".
Applicata perché so' tre mesi che ropp'ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse.
Atru che Mercalli e Richter!!!!
Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa
1. Essiju
2. Bottarella
3. Bella botta
4. Sileppa
5. Slenghera
6. Saraga
7. Petenga
8. °ngulallazia
E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti
..... media intensità! Ma jeteaffangulo
Adesso la traduco perchè nella sua ironia è troppo bella:
per fermarmi, il terremoto mi deve uccidere.
più viene forte, più mi intosto io.
se solo sapessi come si fa a farlo smettere gliela farei vedere.
devo solo trovare dove cazzo hanno messo il bottone.
se mi distrugge la casa, la ricostruisco. pure senza soldi, con lo sputo, ma la ricostruisco.
anzi me la ricostruisco bassa e di legno così voglio proprio vedere se crolla di nuovo.
quello che mi frega è la paura.
perchè non è che il terremoto si accanisce su di me.
se la prende con tutti quelli che trova, piccoli e grossi. pure coi vecchi che già non ce la facevano più.
quelli già erano stanchi prima. non va bene per niente. non ce la fanno più a passare guai.
ha ucciso una marea di ragazzi che non c'entravano niente. che nemmeno erano aquilani, ma li ha uccisi lo stesso.
a che serviva tutta questa carneficina non lo sa nessuno.
poi devi pure vedere tutta questa gente che ti guarda e pare che ti dice "ma come cazzo le avete costruite queste case? noi le abbiamo antisismiche".
lo dicono pure in televisione.
antisismiche un cazzo!
sono più di trecento anni che non si sentiva manco una scossetta e adesso vengono e dicono che lo sapevano tutti.
ma che sapevate? ma chi ve l'aveva detto? che dovevamo fare?
i bunker?
poi mi vengono a raccontare che: "era una scossa di media intensità, 6.3 della scala richter. non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! è indice di poca attenzione alle regole".
ma dico io: "ma dove lo tenete questo misuratore di terremoti, appeso insieme ai prosciutti? ma se si è aperta la terra che un altro po' e si inghiottiva tutto".
per piacere!
onna l'ha completamente rasa al suolo e monticchio, che sta a cinquecento metri e che ha le case pure più vecchie sta ancora là e manco se ne sono accorti!
a me si è aperto il cassetto del bagno dove tenevo il tagliaunghie e l'ho ritrovato dentro al lavandino.
e il cassetto era quello basso.
me l'ha rigirata tutta la casa.
a mio cognato, che sta a san demetrio, non gli sono cascate nemmeno le fotografie sopra al comodino e a villa sant'angelo che sta dall'altra parte della strada ha fatto un sacco di morti.
è come tutte le cose: a chi tanto e a chi niente.
però solo una cosa è chiara: non ci capite proprio un cazzo.
questi strumenti che avete usateli per qualcos'altro. altro che "sabbia nelle costruzioni". ha fatto una botta della miseria che un altro po' cascavano le stelle, altro che "media intensità".
l'intensità, da certe parti, ci stava tutta.
ma se sono cascati pure gli alberi.
a questo giro è toccato a noi, ma non è che potete stare tanto tranquilli manco voialtri.
allora adesso siamo tutti bravi. siamo diventati tutti "esperti in terremotologia applicata".
applicata perchè sono tre mesi che rompe il cazzo tutti i giorni e abbiamo fatto pure la nostra classificazione delle scosse.
altro che mercalli e richter!
adesso ve la dico: il terremoto si classifica per quanto casino fa
1. "eccolo..."
2. bottarella
3. bella botta
4. sileppa (intr.)
5. slenghera (intr.)
6. saraga (intr.)
7. petenga (intr.)
8. in culo a tua zia!
e quando ve le siete passate tutte come noialtri, vi potete presentare a fare gli esperti.
media intensità... ma andatevene a fanculo!
lunedì 8 giugno 2009
Scusate l'assenza


