Image and video hosting by TinyPic


Image and video hosting by TinyPic

venerdì 30 gennaio 2009

L'Uomo Pinocchio


QUANDO LUI E' UN "BUGIARDO PATOLOGICO"

Esiste davvero una "sindrome del bugiardo?"

Chi racconta una bugia è quasi sempre mosso da una tattica, un piano strategico che tende verso un  obiettivo, un fine. La bugia e' una strategia che, nelle attese di chi la
adotta, permette di ottenere qualcosa in più rispetto alla "verità". E' un comportamento che
garantirebbe la "sopravvivenza", socialmente utile perché consente di avere buone relazioni con tutti,  ricavarne vantaggi sul lavoro, schivare le responsabilità, sottrarsi a controlli o critiche. Inganni senza fine dove, credendo di imbrogliare gli altri, si
finisce con il tradire se stessi. Recitare ruoli o personaggi lontani dal nostro modo di essere, affezionarsi ad un scenario inventato ad hoc per farci accettare dagli altri o per garantire la sopravvivenza della nostra autostima.
La tendenza a dire bugie è un aspetto predominante di alcune tipologie di personalità come quella narcisista o addirittura quella deviante.
Prendere in prestito il personaggio di Pinocchio attraverso la metafora della sua storia ci può essere utile per meglio identificare coloro che hanno una forte tendenza a raccontare bugie.

Pinocchio è un burattino di legno che vuole diventare un bravo ragazzo (in carne ed ossa), cerca di essere adulto o meglio finge di essere grande ma in realtà si comporta come un bambino. Nella fiaba Pinocchio si ripromette di ascoltare papà Geppetto e la Fatina (che potremmo metaforicamente assimilare alla mamma) ma purtroppo i suoi desideri lo spingono sempre ad agire impulsivamente e a non preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni ("fa spallucce"): non è un caso che il paese dei balocchi si riveli una grande fregatura.
Nella prima parte della storia il Grillo parlante (il genitore interiorizzato) viene schiacciato con una martellata. Quante promesse, a se stesso e agli adulti, di diventare giudizioso e bravo! Pinocchio ha una grande voglia di vivere, entusiasmo, curiosità, creatività da vendere in opposizione al mondo degli adulti tutto improntato alla ricerca del successo, del denaro e dei beni materiali.

L'uomo "Pinocchio", così come il burattino, rimane infantile, senza la capacità di integrare la propria personalità con la difficoltà a mantenere i propri impegni, a prendersi le proprie responsabilità, con la forte tendenza a dire continue bugie per non affrontare la propria realtà.

Perché un uomo può arrivare a costruire la propria esistenza sulle bugie?



La favola di Collodi si conclude con la raggiunta maturità del burattino: diviene un ragazzino
assennato, studia, salva il suo papà dalla balena ed in seguito si occupa di lui, grato per tutto il bene
che le due figure adulte importanti (Geppetto e la Fatina) gli hanno donato. Il bambino si evolve
psichicamente e diviene quindi un adulto. Perché in alcuni uomini non avviene la
trasformazione, la crescita psichica e rimane quella fastidiosa tendenza a raccontarsi e raccontare
frottole dando di sé una immagine non autentica? E' una trama che si
ripete tutta la vita all'interno della quale si ha la tendenza a non essere se stessi, a manipolare
continuamente il rapporto con se stessi e con gli altri, allontanando il sano desiderio di costruire la
propria intimità. Perché? Troppo intense sono le paure e le sofferenze infantili, tanto da voler evitare di
riviverle, si predilige così un atteggiamento efficace come quello di manipolare gli altri in modo da
allontanare il rischio che si possa ripresentare l'antico scenario vissuto con i propri genitori! Una sorta di autoinganno, di
vera e propria assenza di consapevolezza. Vivere illudendosi e vivere illudendo gli altri.

Come riconoscere un bugiardo patologico?



L'uomo-Pinocchio ha una grande necessità di mantenere alta la sua autostima ad ogni costo
attraverso conferme continue della sua abilità nel controllare gli altri, ha una grande difficoltà nel
comprendere di avere bisogno di aiuto e soprattutto nel chiedere aiuto, forse l'unica occasione che
potrebbe spingerlo a chiedere aiuto è l'esperienza di abbandoni inaspettati che lo costringono a
rimanere solo. Dopo una menzogna si pente momentaneamente, ma ciò non è mai seguito da un reale
cambiamento. E' raro che viva sensi di colpa e vergogna, c'è una forte tendenza a colpevolizzare chi
lo accusa, il comportamento che lo contraddistingue è impulsivo, con una inclinazione a vivere l'
"attimo fuggente". E naturalmente ha una grande difficoltà a progettare e a mantenere dei programmi
costruttivi. L'uomo- Pinocchio è bravissimo a trarre il proprio vantaggio nel rapporto con gli altri, con
grande maestria tiene lontano il prossimo, disprezzandolo e mettendolo in una posizione di inferiorità:
perchè questo accada è costretto a circondarsi di persone che, pur di sentirsi importanti,
(generalmente per risolvere un proprio senso di inadeguatezza) hanno la tendenza a "volerlo salvare"
a tutti i costi. Pinocchio esiste solo insieme alla Fatina che lo salva. Le Fatine per eccellenza sono donne che tendono, per natura, a negare l'evidenza dei comportamenti
trasgressivi altrui.

Si può guarire da questa condizione?



Cambiare significa innanzitutto rendersi conto che si sta recitando un copione, che non si è se stessi
e l'uomo Pinocchio, per la sua natura, non è certo agevolato in questa coraggiosa rivoluzione
interiore. Forse l'unica possibilità che potrebbe aprire loro uno spiraglio è l'essere abbandonati,
Trovarsi completamente soli con la mancata possibilità di "utilizzare" le donne. Potrebbe essere
determinante il fatto che la donna non perdoni più Pinocchio quando fa delle marachelle specialmente
se sono continue e senza speranza. Il cambiamento dell'uomo potrebbe essere vantaggioso solo se è
interiore, profondo, dovrebbe legarsi alla perdita definitiva della tendenza a ricavare dei vantaggi
attraverso le menzogne e le manipolazioni. Cambiare è possibile, almeno in potenza.
Un numero assai consistente di uomini vive vite parallele. Spesso uomini sposati mantengono per
anni relazioni extraconiugali che sembrano non intaccare minimamente la loro convinzione a vivere in
famiglia nel ruolo stabile di mariti e padri. Si muovono come se niente fosse da un contesto all'altro in
palese incompatibilità affettiva, pur tuttavia, senza tormenti e dubbi. Dichiarano il loro amore per la
moglie (madre dei loro figli) e poi contemporaneamente la tradiscono senza titubanza. Dividersi in
storie parallele è molto comune tra gli uomini- Pinocchio che, per un eccesso di predisposizione
narcisistica
vivono il piacere "speciale" e l'onore di sentirsi al centro dello scenario affettivo di più
donne, moltiplicando occasioni di appagamento e di consenso femminile. Non sentono la necessità di
fare una scelta. In generale l'uomo non ambisce all'esclusività o alla totale condivisione nel rapporto di
coppia (tendenza questa squisitamente femminile) la suddivisione della loro affettività non li fa sentire
frammentati o disorientati. I più comuni disagi sono relativi alla difficoltà di tenere in piedi castelli
enormi di bugie e cercare sempre la credibilità per non farsi scoprire dalle rispettive compagne. Anzi,
nella maggior parte dei casi, sentono di mentire per una buona causa, cercando di tutelare integrità
della propria immagine. E' difficile, per questa tipologia di uomini, rendersi conto dei bisogni affettivi
delle persone che li circondano e per questo essere inevitabilmente abbandonati!

FONTE: Psicologia Donna

I sentimenti




E' assurdo
dice la RAGIONE
E' infelicità
dice il CALCOLO
Non è altro che dolore
dice la PAURA
E' vano
dice il GIUDIZIO
E' ridicolo
dice l'ORGOGLIO
E' avventato
dice la PRUDENZA
E' impossibile
dice l'ESPERIENZA
E' QUEL CHE E'
dice
l'AMORE



(Erich Fried)








La Bottiglia assassina


Colma la misura la pazienza perde ogni ragione, non bada alle maniere gentili la buona educazione, le cattive intenzioni affogano la coscienza in una bottiglia assassina, inizia un viaggio chiamato follia, una corsa senza ritorno destinazione inferno, colma la misura il buon senso si infrange sulla parola fine di una notte buia, restano in silenzio le parole, sopraffatte dal dolore di chi sa che a nulla servirebbe parlare, un grido straziante e la rabbia sale e assale, fumo negli occhi il desiderio di giustizia personale, colma la misura la paura di morire e uccidere diventa zero, la vita muta in cenere e un altro sogno svanisce lungo il fiume rosso all'alba di una domenica senza tramonto.

Le proprietà del miele sono dei toccasana


Le proprietà del miele sono davvero dei toccasana per la nostra salute e vi spiego di seguito il perchè.
Mentre le api vengono decimate dai pesticidi, si scopre che il miele ha molte proprietà preziose per la nostra salute.
In particolare, secondo uno studio condotto dall’ Università di Pisa, il miele è efficace contro diversi microrganismi responsabili di infezioni interne ed esterne, e anche contro l’ Helicobacter Pylor che causa l’ ulcera.
L’ efficacia del miele è valida in certi casi anche contro i germi resistenti agli antibiotici ed è dovuta alla presenza dei polifenoli contenuti in molti tipi di miele scuro.
IL miele è uno dei prodotti naturali più affascinanti che la natura ci dà. La reputazione più diffusa del miele è quello di essere un nutriente dolcificante e alcuni studi dimostrano che questo prodotto delle api ha numerose proprietà benefiche per l'organismo.Infatti dal miele grezzo si assumono delle sostanze antibatteriche, antivirali e antiossidanti.I benefici del miele, così come per ogni cibo, dipendono dalla qualità del prodotto. Ma nel caso in questione questo aspetto assume un'importanza estrema poiché i pollini raccolti dalle api che volano da un fiore all'altro hanno delle proprietà specifiche che differiscono da pianta a pianta.Vediamo più da vicino quali benefici apporta il miele per l'organismo. Il primo beneficio che gli amanti del miele attribuiscono a questo prodotto è il gusto, infatti il miele è un dolcificante naturale con abbondanza di glucosio e fruttosio. Per cui il miele è un'ottima fonte naturale di energia.Altro aspetto a favore del miele è la sua capacità di irrobustire il sistema immunitario dell'organismo.Il miele è anche un ottimo rimedio per una serie di malanni,ad esempio la sua azione benefica agisce positivamente in caso di bruciature o ferite da taglio grazie alla sua azione antisettica. Il miele è indicato spesso come rimedio a mal di gola e per l'insonnia.Ma i benefici del miele non sono finiti qui, esso è infatti un'ottima soluziona a placare i postumi di una sbronza. Gli zuccheri contenuti nel miele, in primis il fruttosio, aiutano l'ossidazione dell'alcool nel fegato.


Perche' preferire il miele allo zucchero?

Perche' il miele contiene il 50% di fruttosio e il 50% di glucosio; un fifty fifty che fa la differenza rispetto ad altri alimenti dolci. Prendendone un buon cucchiaio prima di andare a letto, il suo fruttosio viene reso disponibile dal fegato che lo manda subito al cervello, tranquillizzandolo per la sua sopravvivenza di questa notte e predisponendolo a un buon riposo.Durante il sonno profondo, se il fegato e' in buone condizioni e opportunamente nutrito, viene incrementato l'ormone della crescita che attiva il consumo dei depositi di grasso. Per perdere peso, quindi, bisogna garantirsi un buon sonno. E questo dipende anche dalla melatonina rilasciata dall'ipofisi, che predilige il buio totale. Nutrire il fegato e dormire in una camera scura sono i migliori requisiti per un "sonno dimagrante". Con il vantaggio aggiuntivo che un sonno di qualita' rallenta i processi di invecchiamento.

DELLA SERIE....HO IMPARATO

Ho imparato nella vita che ci vogliono anni per costruire un amore, un amicizia solida ma solo un attimo per distruggerle.contradictionbyypbua7

Ho imparato che non conta comportarsi sempre bene, essere buoni, essere belli.......

verrai giudicato per quell'attimo in cui ti troveranno cattivo brutto e maleducato.......

e tutti i giorni passati, tutte le cose buone non potranno mai sopperire a quell'attimo diverso, e verranno distrutte da esso....

Ho imparato che la vita di una sola persona puo' distruggerne cento e che ci sarà sempre qualcuno che la difendera' .........

martedì 27 gennaio 2009

Il Sesto Senso

Ricerca: scoperto sesto senso, permette ai ciechi di evitare ostacoli


Protagonista di film e leggende metropolitane, il sesto senso esiste. Ed è la forza misteriosa che guida un cieco oltre gli ostacoli senza altri aiuti, un po' come accade al supereroe non vedente Daredevil. Lo hanno scoperto i ricercatori statunitensi e olandesi che, insieme a colleghi italiani dell'Università di Torino e a scienziati britannici e svizzeri, firmano uno studio sul sesto senso pubblicato su 'Current Biology'. Al centro della ricerca un uomo rimasto cieco dopo un ictus, ma perfettamente in grado di evitare sedie e scatole senza finirci contro, usando connessioni alternative nel cervello. Lo studio suggerisce dunque che il famoso sesto senso non è un'invenzione di scrittori o fumettisti. Esiste e, in alcuni casi, funziona: tutti noi - dicono i ricercatori - usiamo risorse cerebrali del subconscio e, grazie a questo nuovo senso, potremmo fare cose che non sappiamo di essere in grado di fare.Il paziente protagonista dello studio, noto solo come T.N., è rimasto cieco dopo un danno alla corteccia visuale in entrambi gli emisferi del cervello, dovuto a ictus ripetuti. I suoi occhi sono normali, ma il suo cervello non può processare le informazioni che gli inviano, rendendo di fatto l'uomo totalmente privo di vista. T.N. si era accorto di avere la cosiddetta 'vista dei ciechi', l'abilità di percepire la presenza di alcuni oggetti nell'ambiente pur senza vederli. Ad esempio, era in grado di rispondere alle espressioni del volto altrui. Nonostante ciò, camminava come un cieco: usava un bastone per tracciare gli ostacoli e aveva bisogno della guida degli altri quando camminava in strada. Ebbene, un video realizzato dai ricercatori dell'Harvard Medical School (Usa) mostra T.N. che completa in scioltezza un percorso a ostacoli messo a punto dagli scienziati, senza l'aiuto del suo cane o di un'altra persona. E oltretutto T.N. "non si rendeva conto di fare qualcosa di eccezionale: pensava di aver camminato in linea retta lungo un corridoio", spiega Beatrice de Gelder della Tilburd University (Paesi Bassi) e dell'ateneo americano, che ha firmato la ricerca insieme a Marco Tamietto dell'Università di Torino e un gruppo di colleghi internazionali."Si tratta in assoluto della prima ricerca su questa abilità nell'uomo. Dallo studio emerge un messaggio importante, specie per le persone con danni cerebrali", aggiunge la responsabile della ricerca. "Puoi subire una totale perdita della visione corticale, ma ancora avere delle capacità" misteriose, "che ti permettono di muoverti dentro e fuori da un luogo senza farti male", spiega l'esperta. "Lo studio - conclude - ci mostra l'importanza di questi elementi visuali, molto antichi dal punto di vista dell'evoluzione, che contribuiscono più di quanto pensiamo al nostro 'funzionamento' nel mondo reale". Insomma, c'è molto che i pazienti possono fare se superano l'idea di non essere in grado di farlo.
(Adnkronos Salute)

Lo sterminio e la Shoah - Per non dimenticare

27 gennaio, "Chi brucia la bandiera di un popolo non avra' problemi a bruciare anche gli uomini di un popolo". E' il monito che, in occasione della Giornata della memoria, ha lanciato l'ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir, un monito che si accompagna a quello di "non dimenticare il passato", a maggior ragione in un momento in cui "riemerge l'antisemitismo".



depo1 depo2



Sopra, in alto. I bambini che arrivavano ad Auschwitz-Birkenau avevano solo due destini possibili: passare entro pochi minuti entro la camera a gas oppure diventare cavie per esperimenti medici.





Il ricordo della Shoah



Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo venne usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli”.



Nella parola Shoah, voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il termine olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso.



Ben sei milioni di ebrei (secondo fonti tedesche), giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista.
La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi:
I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei;
II. la loro espulsione dai territori della Germania;
III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed economiche;
IV. i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell’Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento;
V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un’immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all’esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati.
Queste tappe possono essere suddivise in due periodi storici:
- dal 1933 al 1940, quando il nazismo vide la soluzione della questione ebraica nell’emigrazione;
- dal 1941 al 1945, quando venne attuato lo sterminio.
Il nazismo fece dell’attacco agli ebrei uno dei propri elementi fondanti. Dal momento in cui giunse al potere, si scagliò contro i cittadini ebrei con ogni mezzo di propaganda e con una fitta campagna di leggi. Per convincere anche la pubblica opinione della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse di deicidio, di inquinamento della razza ariana e di arricchimento mediante lo sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche altrui.
Gli ebrei, secondo i piani dei gerarchi nazisti, avrebbero dovuto scomparire dalla faccia della terra. Il progetto di Hitler, infatti, era quello di rendere tutto il mondo Judenfrei (libero dagli ebrei).
Dal momento dell’entrata in guerra, la Germania rese sempre più violenta la lotta contro i civili ebrei, iniziandone l’eliminazione fisica. Con il proseguire del conflitto, più si profilava certa una sconfitta per il Terzo Reich, più si faceva intensa la guerra dei nazisti agli ebrei, come se la loro distruzione totale potesse costituire una vittoria compensatrice.
La furia violenta del nazismo si scagliò però non solo contro gli ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall’apertura del campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939); i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi a essere gassati in apposite “case di cura” o su camion destinati alla gassazione, in base al Programma Eutanasia); una parte del clero (dal 1937, quando papa Pio XI, nell’Enciclica Mit Brennender Sorge, prese aperta posizione contro la Germania hitleriana).
Bisogna però ricordare che, mentre ebrei e zingari furono vittime dello sterminio sistematico di interi gruppi familiari, colpevoli solo di esistere, tutti gli altri vennero perseguitati perché avversari del regime al potere o non adatti al nuovo ideale nazista di “uomo tedesco”. Questa differenza si rispecchiava anche nelle diverse tipologie di campi creati dai nazisti per i propri nemici.
In base a un’indagine compiuta da G. Schwarz, uno dei maggiori studiosi dell’universo concentrazionario, i gerarchi nazisti istituirono più di 10.000 campi sul suolo del Terzo Reich.
Cinquanta erano le categorie in cui venivano suddivisi i lager, in base alle diverse finalità, ma sei in tutto erano i campi di sterminio dove i deportati venivano selezionati e uccisi con il gas, creati solo per ebrei e zingari: sono questi i luoghi della Shoah.
Alla fine della prima guerra mondiale, dopo le norme del Trattato di Versailles, la situazione politica e sociale della Germania era altamente instabile. La lenta riconversione delle industrie belliche secondo il Trattato, la riduzione dell’esercito a 100.000 unità imposta dai vincitori, il crollo dei cambi nel 1927 e quello della Borsa di New York nel 1929 favorirono la creazione di gruppi organizzati e violenti che rappresentavano, in opposte fazioni, il malcontento generale. Ordine sociale ed economico e riscossa agli occhi dei vincitori della guerra del 1914-1918 furono le richieste più pressanti che provenivano da vari strati della frantumata società tedesca della Repubblica di Weimar.
L’austriaco Adolf Hitler seppe dare la risposta sbagliata, ma brutale e convincente, a queste domande. Il 24 febbraio 1920, tra i fumi di una birreria, Hitler espose al Partito dei Lavoratori Tedeschi, di cui faceva parte dal luglio 1919, il proprio programma incentrato sull’antisemitismo e sul principio di “ristabilire la disciplina militare e inculcare nuovamente nella truppa i sentimenti nazionali e patriottici”. Nell’aprile 1920 il Partito cambiò nome e divenne Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori.
Il programma politico di Hitler era chiaro: egli predicava la superiorità della razza ariana, incarnata dai popoli tedeschi, su tutte le altre. Per raggiungere questo scopo voleva l’annientamento delle razze inferiori che avevano contaminato la purezza germanica e la conquista di uno spazio vitale in cui tornare a far prosperare gli eletti ariani.
Dal 1923 Hitler divenne un punto di riferimento per tutti i movimenti dell’estrema destra tedesca. Il 9 novembre 1923, forte del consenso ottenuto, organizzò il Putsch (colpo di Stato) a Monaco; dopo il suo fallimento e la conseguente incarcerazione egli capì che il potere in Germania avrebbe dovuto contare su solidi appoggi degli industriali, su un apparente rispetto della legalità e sulla ricompattazione del popolo tedesco.
Condannato a cinque anni di reclusione per “alto tradimento”, Hitler trascorse agli arresti meno di un anno, in cui dettò al compagno di cella Rudolf Hess (divenuto poi un importante personaggio del nazismo) il Mein Kampf. In questo scritto Hitler rese pubblico il suo pensiero politico e il suo progetto di uno Stato basato su un nuovo ordine politico, sociale e razziale.
Il 27 febbraio 1925, tornato in libertà, ricostituì il Partito Nazionalsocialista, sciolto dopo il fallimento del Putsch. Da quel momento sino al 1929 Hitler tentò di darsi una presentabilità a livello internazionale e nazionale, cercando di rendersi gradito agli ambienti industriali proponendosi come difensore della proprietà privata, sfumando in modo molto abile l’aspetto anticlericale del Partito e promovendone una riorganizzazione interna secondo la quale tutto avrebbe ruotato sempre più attorno a lui. Una costante di quegli anni di preparazione fu l’utilizzo di una forte campagna antisemita e antibolscevica, in base alla quale gli ebrei erano visti come i “burattinai del comunismo” che avrebbero voluto dominare il mondo.
La propaganda di queste idee fu affidata a giornali di partito e comizi che, utilizzando toni duri, volgari ed esasperati, avrebbero raggiunto facilmente i ceti più disagiati. Per dare man forte alle proprie idee, il Partito Nazionalsocialista utilizzò anche squadre di picchiatori; nel 1921 nacquero infatti le SA (Sturmabteilungen) e nell’aprile del 1925 le SS (Schutzstaffeln), un corpo paramilitare, ispirato a rigidi criteri di arianità e fedeltà al capo.
La grande crisi economica del 1929 portò un clima favorevole alle idee di Hitler che riuscì ad affermarsi alle elezioni del 1930, successo che crebbe fino a raggiungere il 44 per cento dei consensi alle elezioni del 1933. Divenuto cancelliere, egli eliminò dalla scena politica, in modo apparentemente legale, tutti i suoi oppositori. Il 28 febbraio 1933, infatti, i comunisti vennero messi fuori legge, poiché incolpati dell’incendio del Reichstag (provocato in realtà dai nazisti).
Con le leggi di “degiudeizzazione” del 1933, con cui veniva ordinato il licenziamento e l’esclusione degli ebrei da tutte le funzioni pubbliche, Hitler diede subito prova di mantener fede agli impegni elettorali, ponendo le basi dello Stato razziale e creando nuovi posti di lavoro per gli ariani. Egli aveva vinto le elezioni, infatti, promettendo Arbeit und Brot (pane e lavoro) e la riscossa comune contro i nemici interni ed esterni del Reich. In base a un ordine del 22 marzo 1933 venne ufficializzato per questo scopo l’utilizzo di campi di concentramento con l’apertura di Dachau, dove i primi a essere deportati furono gli oppositori, i Testimoni di Geova, gli zingari e chiunque fosse risultato sospetto al nuovo regime. Nel frattempo erano costanti i soprusi ai danni degli ebrei tedeschi, che venivano descritti dalla propaganda nazionalsocialista come estranei al popolo della “Grande Germania”. Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda, da anni la comunità ebraica era parte integrante della società tedesca, diversamente da quanto accadeva nell’Europa dell’Est, dove l’integrazione sociale e culturale della minoranza ebraica era progradita più lentamente.
Con le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935, Hitler diede ufficialità alle proprie idee antisemite già espresse nel Mein Kampf. Da quel momento gli ebrei divennero ufficialmente cittadini inferiori per legge e nascita. Numerose furono le leggi che scandirono la loro vita “diversa”, come quella per cui dovevano frequentare solo luoghi a loro riservati (esistevano addirittura panchine solo per ebrei) o quella per cui dovevano premettere ai nomi propri Israel, se maschi, o Sarah, se femmine.
Intanto dal 1936, con l’occupazione della Renania, Hitler fece ripartire la macchina bellica tedesca in vista di una campagna di espansione, che mirava a risarcire i tedeschi delle condizioni imposte dal Trattato di Versailles e puntava alla conquista dello “spazio vitale” per il Terzo Reich (il terzo impero tedesco dopo il Sacro Romano Impero Germanico del 962 e l’Impero Tedesco del 1871).
Così, nello stesso anno, accanto alle truppe dello spagnolo Franco e dell’alleato italiano Mussolini, i nazisti presero parte alla guerra civile spagnola. Il 13 marzo 1938 venne annessa l’Austria (Anschluss) e i Sudeti divennero territorio tedesco.
Ma la notte tra il 9 e il 10 novembre venne anche scatenata una vera e propria caccia all’uomo contro gli ebrei, in cui furono bruciate centinaia di sinagoghe, distrutte gran parte delle loro proprietà e uccise 90 persone: dalla quantità dei vetri rotti rimasti per le strade, quella notte fu chiamata “Notte dei cristalli” (Kristallnacht). Da allora ebbero inizio le deportazioni nei campi anche degli ebrei arrestati nel corso delle azioni punitive.
Sin da quei primi anni, quindi, possiamo oggi capire come la Germania nazista combatté due guerre parallele: una contro i nemici esterni, che ebbe inizio il 1° settembre 1939 e sfociò nel dramma della seconda guerra mondiale; l’altra contro gli ebrei, cittadini inermi, secondo le leggi naziste colpevoli di esistere.




Da qui ebbe origine la Shoah, la cui legalizzazione si formulò in tre tappe fondamentali:
1935: leggi di Norimberga;
1939: leggi sull’emigrazione forzata degli ebrei dal territorio tedesco verso i ghetti nella Polonia occupata;
1942: Conferenza di Wannsee.
Questi tre eventi furono scanditi da una serie di provvedimenti burocratici che permettevano a qualsiasi uomo ariano di commettere crimini contro un suo simile pur continuando a considerarsi un buon cittadino, e anzi per questo essere ricompensato dallo Stato.

gotop

Poesia



Noi giocavamo, noi ridevamoNoi eravamo amati.Fummo strappati dalle braccia dei nostri genitoriE gettati nel fuoco.Non eravamo nient'altro che bambini.Avevamo un futuro.Saremmo diventati avvocati, rabbini, mogli,Insegnanti, madri.Avevamo sogni, ma allora non avevamo speranza.Fummo portati via nel cuore della notteCome gatti nelle macchine, non c'era aria per respirareSoffocati, in lacrime, affamati, morenti.Separati dal mondo per non esistere più.Dalle ceneri, sentivamo le nostre suppliche.Questa atrocità non può di nuovo accadere al genere umano.Ricordaci, perché noi eravamo bambiniI cui sogni e le vite furono rapite via.

Poesia di Barbara Sonek

Amare a vuoto



Amare a vuoto è peccato mortale, regalarsi a qualcuno delitto. Non si regala l'anima a chi non è disposto a regalare la sua.....

IL SENSO DELLA VITA

Oggi mi son trovata a fare una riflessione sui malesseri di questa Società Moderna.
La cosa è alquanto strana in quanto, nonostante, si possieda tanto benessere , la gente è tuttavia, sempre più insoddisfatta, scontenta ed infelice.
Basta guardarsi intorno, per accorgersi subito che c'è sicuramente
qualcosa che non va.
Allora la curiosità mi spinge ad indagare, osservare, leggere e studiare soprattutto trattati di psicologia, psicanalisi,
e tutti o quasi tutti, concordono all'unisono nel dire che per la
salute mentale dell'uomo è basilare avere un buon rapporto con se stessi, prendersi cura del proprio corpo e della propria mente.
In poche parole, riuscire ad avere più autostima è il primo traguardo da raggiungere.
Ed infine, cercare di essere più tolleranti con il Prossimo e con se stessi.
Il malessere se non curato all'inizio, man mano che passa il tempo
può scivolare nel purtroppo famoso “male oscuro”, e cioè la depressione.

Da una statistica si viene a conoscenza che circa12 milioni di Italiani, usano psicofarmaci, 3 milioni hanno dei rapporti sbagliati con la famiglia, con il cibo e il 30 per cento ha sofferto, almeno una volta nella vita, di disturbi psicosomatici.

Allora, a questo punto mi sembra chiaro che probabilmente, questo nostro modo di cercare la felicità non è proprio quello giusto e che forse in noi si è formata una visione distorta della realtà tanto da non riuscire più a distinguere quali siano, effettivamente, i nostri veri bisogni.

Credo che dovremmo percorrere una nuova strada e cercare tenacemete di riappropriarci di tutto quello che una volta ci apparteneva nel profondo e che alla fin fine ci faceva sentire appagati.
Fare un tentativo non ci costa nulla, almeno non prima di gettare la spugna e vederci completamente sconfitti dal Malessere, dalla Noia, dalla Depressione.
Ritroviamo il Gusto della Semplicità
IL Gusto dei Sapori Antichi
Il Gusto Dei Veri Valori.
Per la nostra salute mentale ricorriamo ai grandi Saggi;

Impariamo a guardare le cose nella loro giusta luce.

Con gli occhi della consapevolezza, ci accorgeremmo,
finalmente, che la nostra anima è serena e si sta preparando
per ciascuno una bella esistenza.
Spero tanto che queste mie parole possano trasmettervi tanta serenità e contemporaneamente, illuminare la vostra anima.

Ampliare il menu di Windows con nuove funzioni


Ampliare il menù di Windows con nuove funzioni

Il menu File di Windows delle risorse del computer offre solo un numero limitato di funzioni, grazie a questo Tool la lista delle azioni possibili aumenta sensibilmente, permettendo così di evitare inutili clic di mouse.Il programma filemenu tools, http://www.lopesoft.com/en/fmtools/info.html,è in inglese ma si può scaricare la traduzione in italiano per un uso più semplice, è sufficiente estrarre il contenuto del file Zip nella sottocartelle Lang della directory in cui è stato installato il programma, per poi selezionare la lingua desiderata nelle opzioni del programma.La compatibilità per i vari sistemi operativi parte da Windows 98 fino a Vista.

Lentamente muore

kepeslap_1665Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su

bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,


proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno

sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul

lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un

sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai

consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde

quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida

felicità.
(P. Neruda)

giovedì 22 gennaio 2009

Gli Stati Spia

Questa è una di quelle notizie alquanto sconcertanti perchè ci mettono in uno stato di quasi ambiguità,nel senso che non sapremmo mai poter definire veramente quanto tutto ciò sia etico e legale per ciascuno di noi.......e se e quanto,soprattutto, può tutto ciò,effettivamente influire sul nostro modo di essere......Lascio a voi la parola.............

Gli stati spia

La direttiva Europea 2006/24/CE sull’archiviazione dei dati ( data retention) è in attesa di essere recepita nell’ordinamento italiano, questo ordinamento prevede che i dati delle connessioni internet cosi come lo scambio di mail , chiamate dal cellulare dovrebbero essere raccolte in banche dati.Non viene fatta nessuna differenza tra innocenti e sospetti, quindi in sostanza vengono registrati i dati di tutti,anche se solo le autorità preposte possono accedere a questi dati per effettuare dei controlli in ambito di una indagine.I paesi Europei, hanno già adeguato le loro leggi, il servizio segreto Svedese da giugno può già controllare lo scambio mail che passa attraverso le linee svedesi, non solo memorizza i dati ma ne analizza il contenuto.Oltre alla Svezia in base ad uno studio di privacy International Gran Bretagna e Francia sono i principali paesi spia dell’Europa , dall’altro capo del mondo l’Australia addirittura promuove un nuovo modello di archiviazione dati che prevede il controllo dei dati finanziariEntro la fine del 2009 nel Queensland australiano quasi 480.000 studenti dovrebbero essere schedati nella banca dati OneSchool con foto, contatti, ma anche informazioni personali.Insomma il Grande Fratello politico incomincia a bussare anche alle porte Italiane.

Le Verità di un bugiardo


LE VERITA' DI UN BUGIARDO

Mentirei se negassi di credere
che la mia vita nasce
e muore nella stessa lettera.
Mentirei se fossi pronto a gettare
un perfetto sentimento
capace di quietare un poco la rabbia.
Mentirei se dicessi che compongo versi per te sola.
Mentirei se desiderassi offrirti tutto di me:
solo luce voglio donarti e
da tetre ombre voglio per sempre proteggerti.
Mentirei se mostrassi indifferenza
nel sentire la terra mancarmi sotto di me
quando, usando parole di supplica,
ti privi di libertà che senti lontana.
Mentirei se fossi capace di guardare i tuoi occhi
senza provare un impossibile infinito brivido.
Mentirei se non sapessi quanto ti faccia soffrire
la lontananza e la privazione di una calda
mano capace di infondere in te
pace, fiducia e serenità.
Mentirei se sentissi la mancanza di ciò che è stato:
vivo di vere emozioni e non di intensi ricordi.
Mentirei... e mi accorgo di non esserne capace.
Mentirei... e sento di non volerlo.
Ora guardami ... e dimmi che sono un bugiardo.

Notte

NOTTE

E' notte... i pensieri generano brividi...
avvertire sulla pelle vibrazioni, accompagnate da fastidiose sensazioni.. la confusione
i pensieri.. i silenzi.. le voci che rimbombano nella mente...
Penso, alle mie emozioni, alle mie gioie, alle sconfitte,
le amarezze, le delusioni... sensazioni amarissime,
ma sorprendenti scoperte,
che quotidianamente non posso non accorgermi di vedere plasmarsi intorno a me..
e raccolgo cocci, frantumi di idee, sogni, che svaniscono, e infrangendosi ne generano altri....
cado... in basso, e toccando il fondo, mi annullo completamente...
idee nere prendono il sopravvento... mi circondano, soffocandomi.....
poi improvvisamente sento dentro me la forza per tornare a reagire,
per rinascere, come un'onda che si infrange su uno scoglio... generandone piccolissime gocce...
che spargendosi si dissolvono...
Mi annullo....cancello il mio essere....
per poi tornare a rinascere..... cominciare a risalire...
perchè dopo una sconfitta... il percorso obbligato è quello della scalata in cima alla vetta più alta.....

S.H.E

martedì 20 gennaio 2009

ASHES AND WINE


(ANSA) – ROMA – Gennaio 2009


Notizia Entusiasmante


Ha 150 anni ma e' sempre giovane e attuale e rappresenta uno sguardo sul futuro: e' la teoria dell'Evoluzione di Darwin. La teoria e' una guida, secondo gli esperti, contro malattie come Aids, malaria, cancro, e una base per spiegare il disagio mentale dilagante nel mondo occidentale o l'origine dell'attuale crisi economica, infine per prevedere come sara' il futuro. E non solo: la sua attualita' e valore si riverberano su tutto l'agire umano, dalla morale all'etica.

lunedì 19 gennaio 2009



CI SONO DONNE


Ci sono donne che camminano controvento da una vita,

ci sono donne che hanno occhi profondi come oceani,

ci sono donne che cambiano pelle per amore,

ci sono donne che donano il loro cuore

per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole,

ci sono donne che in silenzio fanno ballare

la propria anima su una spiaggia al tramonto,

ci sono donne che chiudono gli occhi ascoltando

una musica lenta che rende più salate le loro lacrime,

ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo

in gola rinunciano alla felicità,

ci sono donne che con i loro occhi fotografano

quegli splendidi ma così fugaci attimi in cui

si sentono abbracciate dall'amore sperando

di mantenerli vivi e colorati per sempre,

ci sono donne che hanno fatto

un nodo per ogni loro lacrima

sperando che arrivi qualcuno a scioglierli.

Se ti fermi un istante le puoi sorprendere mentre

lottano contro il proprio istinto mentre fanno

passeggiare il proprio dolore a piedi nudi

affrontando onde che ad ogni mareggiata

sono sempre più minacciose.

Non fermare il cuore di una donna,

niente vale di più...non far piangere una donna,

ogni lacrima è un po'di lei stessa che se ne va.

Chiara De Felice.
Un computer che sa che cosa pensi

Per la prima volta si riesce a comprendere come il cervello codifichi i significati delle parole.
Se pensate a qualcosa di concreto, c'è un computer che può leggere la vostra mente. Un gruppo di ricercatori della
Carnegie Mellon University ha infatti messo a punto un modello computazionale che può decifrare e predire l'esatto schema di attivazione del vostro cervello associato in modo univoco ai nomi delle cose concrete, di quelle cioè che potete vedere, sentire, tastare, odorare o gustare.
Già esistono apparecchiature in grado di rilevare gli schemi di attività motoria del cervello e in tal modo consentire di muovere con il solo pensiero il cursore di un computer su un monitor o un braccio artificiale, ma questo rappresenta un salto di qualità, in quanto si tratta della prima volta che si riesce a comprendere come il cervello codifichi i significati delle parole, in cui cioè ci si muove sul piano della semantica cerebrale.
Come illustrano in un articolo pubblicato sulla rivista "Science", i ricercatori - diretti dall'informatico Tom M. Mitchell e dal neuroscienziato Marcel Just - hanno dapprima mostrato di essere in grado di rilevare, attraverso la risonanza magnetica funzionale, le aree del cervello che sono attivate quando una persona pensa una specifica parola. Successivamente hanno iniziato a prevedere gli schemi di attivazione cerebrale per parole concrete - cose esperite attraverso i sensi - per i quali non esistevano ancora dati nell'archivio delle loro registrazioni fMRI.
Il lavoro potrebbe quindi condurre a un uso delle scansioni cerebrali per l'identificazione di pensieri ed essere applicato allo studio dell'autismo o di disturbi come la schizofrenia paranoide o le demenze semantiche come il morbo di Pick.
Il gruppo di ricerca ha sviluppato un modello computazionale sfruttando gli schemi di attivazione fMRI di 60 nomi concreti, e analizzando statisticamente un insieme di testi per un totale di mille miliardi di parole. Il modello computazionale combina queste informazioni sulle parole utilizzate nel corpus dei testi per predire gli schemi di attivazione di migliaia di nomi che si riferiscono a oggetti e sensazioni concrete con un'accuratezza decisamente superiore a quella di uan scelta casuale.
"Riteniamo di aver identificato un certo numero dei 'mattoni' fondamentali che il cervello utilizza per rappresentare i significati", ha dichiarato Mitchell. "Accoppiando questi risultati con metodi computazionali che catturano il significato di una parola dal modo in cui è utilizzata in files di testo, questi mattoni costitutivi possono essere assemblati per prevedere gli schemi di attivazione neuronale per qualsiasi parola concreta. E abbiamo trovato che queste previsioni per le parole per le quali sono disponibili dati fMRI per testarle."
"Noi siamo sostanzialmente dei percipienti e degli attori", ha proseguito Just. "Così il cervello rappresenta il significato di una parola concreta con il modo in cui una persona lo sente o lo manipola. Il significato di una mela, per esempio, è rapprresentato nelle aree cerebrali responsabili per il sapore, l'odore, la masticazione. Una mela è ciò che fate con essa. Il nostro lavoro è un piccolo ma importante passo nella decifrazione del codice cerebrale."
Oltre alle rappresentazioni in queste aree senso-motorie i ricercatori hanno trovato significative attivazioni in altre aree, incluse quelle frontali alssociate alle funzioni di pianificazione e alla memoria di lungo termine. Quando qualcuno pensa a una mela, può per esempio innescare memorie
legate all'ultima volta in cui ha assaggiato una mela, o pensare a come procurarsene una.
"Ciò suggerisce una teoria del significato basata sulle funzioni cerebrali", aggiunge Just.
Nello studio, nove persone sono state sottoposte a fMRI mentre si concentravano su 60 parole stimolo, cinque parole per ciascuna delle 12 categorie semantiche individuate dai ricercatori, fra cui animali, parti del corpo, edifici, vestiti, insetti, veicoli e vegetali.
Per costruire il modello computazionale, i ricercatori hanno usato una macchina che sfrutta tecniche di apprendimento per analizzare la parole in un corpus di testi che riflette l'uso tipico delle parole dell'inglese. Per ogni parola, ne calcolava la frequenza di occorrenza in associazione a 25 verbi correlati a funzioni senso-motorie, come vedere, ascoltare, gustare, mangiare, spingere, ecc., in modo da costruire una caratterizzazione statistica dell'uso delle parole.
Questi 25 verbi, notano i ricercatori, rappresentano i mattoni costitutivi che il cervello utilizza per rappresentare i significati.
Sulla base di questi dati e degli schemi di attivazione cerebrale delle 60 parole stimolo i ricercatori sono stati così in grado di determinare come ogni co-occorrenza con uno dei 25 verbi influenzava l'attivazione ci ciascuno dei voxel (,ossia dei "pixel" tridimensionali) in cui era stata suddivisa la scansione in 3-D del cervello.
A questo punto, per predire lo schema di attivazione fMRI per qualsiasi parola concreta presente nel corpus di testi, il modello determina le co-occorrenze della parola con i 25 verbi ed elabora una mappa di attivazione sulla base del modo in cui queste co-occorrenze influiscono su ogni voxel.
Nei test di controllo, un modello computazionale separato era stato addestrato, per ciascuno dei nove soggetti, ricorrendo a solo 58 delle 60 parole stimolo e ai loro schemi di attivazione associati. Il modello veniva poi utilizzato per predire gli schemi di attivazione delle due parole restanti. In media è risultato che il modello aveva un'accuratezza del 77 per cento nel predire gli schemi di attivazione effettivamente riscontrati nei soggetti. Il modello si è dimostrato in grado di predire gli schemi di attivazione anche nelle aree semantiche per le quali non era stato"addestrato".
In un altro test il modello è stato infatti addestrato in solo dieci delle 12 categorie in cui erano classificate le 60 parole stimolo, per essere poi testato con le parole stimolo delle categorie omesse; se queste erano per esempio quelle di veicolo e vegetale, il modello doveva esprimersi su parole come aereo o sedano. In questo caso l'accuratezza delle previsioni scendeva un poco, al 70 per cento, un valore comunque molto superiore a quello casuale.
Ora i ricercatori cercheranno di studiare gli schemi di attivazione per le combinazioni nome-aggettivo, e di frasi semplici, e successivamente di affrontare anche il problema della rappresentazione di parole e concetti astratti.

sabato 17 gennaio 2009

E SE FOSSE ACCADUTO A VOSTRO FIGLIO?

65148cba1085e34fe7aac3dud7

E’ una calda mattina di settembre. Per l’esattezza domenica 5 settembre. Del 1982.

Johnny ha 12 anni e come ogni domenica consegna, puntuale, i quotidiani (avete presente quei ragazzi che in bicicletta lanciano i giornali fuori dalla porta di casa? Ecco Johnny è, era, proprio uno di quelli).
Mentre fa il suo lavoro viene avvicinato da un auto e trascina
c82c3e36248e5e468f1ac9ekq9to dentro il veicolo con la forza da 2 uomini. Quindi sparisce nel nulla.

L a Polizia brancola nel buio, così come l’F.B.I..

E quando i genitori prendono degli investigatori privati questi, anni dopo, portano indiscutibili prove di coperture ad alti livelli.

Quei documenti sono carichi di prove, foto, testimonianze. Tutte mai accolte da chi doveva investigare. La stessa madre di Johnny (che diventa negli Usa il simbolo dei bambini scomparsi) riceve moltissime lettere con documenti e fotografie.

Emerge da tutto questo che Johnny è stato rapito da una vasta rete di pedofili legati al satanismo. Come altre centinaia di vittime è stato sottoposto al lavaggio del cervello, per poter essere abusato, torturato, utilizzato durante riti satanici (abusi questi di cui c’è ampia documentazione, essendo gli stessi stati filmati/fotografati dai predatori di bambini).J3new

Oggi Johnny ha poco meno di 40 anni. È riuscito a scappare da quella rete ma vive in clandestinità, certo che se si riavvicinasse alla famiglia, tutti verrebbero uccisi (“è una delle prime cose che vengono insegnate alle vittime che vengono rapite”).

A cercare Johnny e tutte le vittime come lui c’è, a distanza di tempo, sua madre. In prima fila. Non ha mai mollato, malgrado le pesanti minacce e le pressioni.

Per ora vi ho riportato, in breve, la sua storia. Tra un po’ di tempo torneremo a parlarne. Incontrando peraltro anche la madre di johnny.

Basti per ora, tra quei documenti di cui vi parlavo, le foto di Johnny. Legato insieme ad altri bimbi mai più ritrovati (foto scattate poco tempo dopo la sua scomparsa! - sul corpo, tatuati, dei simboli "cari" ai satanisti....).

johnnyGrazie Max Frassi

giovedì 15 gennaio 2009

Riflessioni sul cuore

"Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso.

Lo stesso succede se una finestra sbatte,

se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete...

Ma il cuore..quando si spezza,

lo fa in assoluto silenzio...

Data la sua importanza,

ti verrebbe da pensare che faccia uno dei rumori più forti del mondo,

o persino che produca una sorta di suono cerimonioso,

come l'eco di un cembalo o il rintocco di una campana.....

Invece è silenzioso e tu arrivi a desiderare un suono

che ti distragga dal dolore.

Se rumore c'è, è interno.

Un urlo che nessuno all'infuori di te

può sentire

Un boato così forte che le orecchie rintronano e la testa fa male.

Si dimena nel petto come un grande squalo bianco intrappolato nel mare;

ruggisce come una mamma orsa a cui è stato rapito il cucciolo.

Ecco cosa sembra e che rumore fa.

E' un'enorme bestia intrappolata che si agita, presa dal panico;

e grida come un prigioniero davanti ai propri sentimenti.

L'amore è così...nessuno ne è indenne.

E' selvaggio, infiammato come una ferita aperta esposta all'acqua

salata del mare, però, quando si spezza,

il cuore non fa rumore...

Ti ritrovi ad urlare dentro e nessuno ti sente....

“Se tu mi vedessi ora”

Cecilia Ahern

mercoledì 14 gennaio 2009

Morti Bianche ossia Morti sul lavoro

L’Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia,lavoro1 il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade c he non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. A lanciare l’allarme è il Censis, Centro studi investimenti sociali. “Tuttavia, gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità”.

Se negli ultimi 11 anni gli omicidi sono diminuiti di un terzo (da 1.042 casi nel 1995 a 663 nel 2006), nei cantieri e sui posti di lavoro l’anno scorso sono morti 1.170 operai di cui quasi la metà in infortuni “stradali”, nel tragitto casa-lavoro o travolti mentre lavoravano in strada. Se si escludono i cosiddetti infortuni “in itinere” o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).

Confrontando gli omicidi con i morti per incidenti stradali, il Censis ha calcolato che i decessi in incidenti automobilistici sono otto volte gli omicidi. Nel 2006, in Italia sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091).

Tuttavia, “gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini”, ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. “Risalta in maniera evidente - ha proseguito Roma - la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così”.

Repubblica.itbanner_lavoro

Senza nessun allarme sicurezza nazionale sui luoghi di lavoro la strage continua e continuerà giorno dopo giorno.

.

Una cifra assurda riguarda i morti assassinati dal sistema di lavoro vigente nella Repubblica Democratica Italiana !!

.

Questo e' il terreno fertile su cui si alimenta la quotidiana strage italiana sui luoghi di lavoro: la frammentazione del processo produttivo... dell'organizzazione del lavoro... la catena infinita di appalti e subappalti... la condizione sempre precaria dei lavoratori... e la loro conseguente ricattabilità..,per non parlare poi dell'abbassamento del costo del lavoro e conseguente sfruttamento.
Lo scandalo e' maggiore se si pensa alle continue inconcludenti chiacchiere politiche... che si fanno da anni ad ogni nuova vittima della strage del lavoro che non accenna a trovare risposte politico-strutturali.

Mentre sul tema della sicurezza per le strade e nelle nostre citta'... si propongono quotidianamente facendo gli staordinari... tutti gli attori politici ...chi con le ronde ...chi con i braccialetti ...chi sul versante della solidarieta' ecc...nessuna voce di allarme sociale si solleva sulle migliaia di vittime e mutilati del lavoro.

Eppure ci sono i numeri per giustificare una guerra ...ma quando si parla di impresa e lavoro in Italia c'e' sempre tanta omerta' !!
In pratica sul tema della sicurezza sul lavoro ..sul fatto che si esce per andare a guadagnarsi il pane... attraverso gli stipendi piu' bassi d'europa ...e lo si fa soprattutto senza nessuna certezza di tornare a casa ..tutti gli interessati i "potentatati" ...sorvolano soventemente omertosi ...oppure vagheggiano di globalizzazione. !!
.
Si perche' quella di andare a lavorare, che ci sia ben chiaro una volta per tutte, e' una scelta ormai. Infatti nessuno formalmente ci obbliga ad andare a morire.

Cari concittadini in effetti potremmo tutti starcene a casa ..e cominciare a campare facendo i ladri ...o vivendo di espedienti ..oppure entrando in politica a fare "i Casti" nella CASTA...ladri o politicanti stessa razza stessa faccia,stessa feccia.

Perche' no.. invece di andare a fare i martiri a vita per stipendi da fame ..e per pagare a costoro la pensione dopo 5 anni in parlamento ..oltre a tutto il resto ...andiamo tutti a pelandroneggiare in parlamento oppure azzanniamoci pure gli uni con gli altri ritornando a briganteggiare come facevano i nostri antenati per poter riuscire a sopravvivere ai soprusi dei potenti.
.

Questa lista è largamente incompleta.

Le informazioni scarseggiano, quando non vengono nascoste ad arte. quello deiricordi morti sul lavoro è un tema troppo scottante, perché i media mainstream lo sviluppino compiutamente. abbiamo bisogno del vostro aiuto. inviate segnalazioni, testi, foto, testimonianze, sui casi di cui siete a conoscenza. Intediamo con questa lista rendere il dovuto omaggio ai martiri dello sfruttamento, e contribuire a tenere viva la loro memoria. I primi posti dell’elenco sono riservati ai ‘nomi sconosciuti’, sono caduti sul lavoro che stampa e tv hanno liquidato in fretta, senza neanche prendersi il fastidio di indicarne i nominativi. ci sembra un doveroso, estremo omaggio, a donne ed uomini sfruttati in vita, e dimenticati in morte.

OMICIDI SUL LAVORO (Lista in continuo aggionamento)

Sicurezza_01

www.cadutisullavoro.it

Dall'inizio dell'anno ad ora
per lavoro, ci sono:
110 morti
110826 infortuni
2770 invalidi

Fonte: http://lavoro.articolo21.com/

martedì 13 gennaio 2009

Creare Glitter

Creare scritte glitter con GlitterMaker.com

I Glitter sono quelle scritte brilluccicose che spesso vediamo sui blog.
Creare Glitter con un programma di fotoritocco non è semplicissimo e comunque richiede un bel pò di tempo. Per nostra fortuna c'è un sito (Glittermaker.com) che ci offre la possibilità di crearle gratuitamente e molto semplicemente.

- Cliccate su --> http://www.glittermaker.com/

Un esempio può essere qui sotto, fatto con il titolo del mio Blog....






Buon Glitter a tutti!!

Guida all'utilizzo dei RSS

Questa è una guida audio visiva in italiano che ci aiuta a capire che cosa sono gli RSS e come funzionano. Buona Visione !!!

lunedì 12 gennaio 2009

Gli uomini più ricchi del mondo

di Luisa Kroll - Forbes.com

I superstiziosi buffett1lo sanno: il numero 13 porta sfortuna. E il caso vuole che il dominio incontrastato di Bill Gates alla vetta della nostra classifica degli uomini più ricchi del mondo termini proprio dopo tredici anni.

Sebbene il suo patrimonio ammonti a 38,1 miliardi di euro, 1,3 miliardi in più rispetto allo scorso anno, quest'anno si piazza solo in terza posizione, cedendo il primo posto a Warren Buffett, suo grande amico e filantropo, la cui fortuna è balzata da 6,6 miliardi di euro a 40,7 miliardi di euro (i prezzi delle azioni e le valutazioni del patrimonio netto risalgono all'11 febbraio). In seconda posizione troviamo Carlos Slim Helú, magnate messicano delle telecomunicazioni, che in soli due anni ha praticamente raddoppiato la sua fortuna, che si attesta oggi sui 39,4 miliardi di euro.

L'inizio di una nuova era


È sicuramente l'inizio di una nuova era e non solo per la caduta di Gates. La 22ª classifica annuale dei miliardari del mondo è piena di novità. Ad esempio, due anni fa 10 tra i 20 uomini più ricchi del mondo erano statunitensi, mentre adesso sono solo quattro, ed è l'India l'unico Paese a poter vantare ben 4 miliardari nelle prime 10 posizioni. Per la prima volta nella storia il numero dei miliardari identificati da Forbes raggiunge l'impressionante cifra di 1.125, il cui patrimonio netto complessivo supera i 2,9 trilioni di euro, 590,8 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno. Anche con la crisi dell'economia, gli americani rappresentano il 42% dei miliardari del pianeta e il 37% della ricchezza complessiva (cifre in calo rispettivamente di due e tre punti percentuale rispetto alla rilevazione del 2007).

Sedici anni dopo il crollo dell'Unione Sovietica la Russia è il secondo Paese al mondo per numero di miliardari (87) dopo gli Stati Uniti, superando la Germania (59) che aveva occupato questa posizione per ben sei anni. Nella classifica ci sono 226 nomi nuovi, di cui 77 statunitensi. Metà di loro deve la propria fortuna a importanti investimenti finanziari, come John Paulson e Philip Falcone, che sono riusciti a sfruttare l'andamento negativo dei subprime. Ben 35 nuovi miliardari vengono dalla Russia, 28 dalla Cina e 19 dall'India. Due dei più facoltosi nuovi arrivi sono il sudafricano Patrice Motsepe e il nigeriano Aliko Dangote. Quest'ultimo è il primo africano di colore a entrare nell'esclusivo club degli uomini più ricchi del mondo, nonché il primo miliardario della Nigeria.

I giovani rampanti


Quest'anno l'altro record spetta ai giovani miliardari. Sono ben 50 i paperoni al di sotto dei 40 anni, 25 dei quali nuovi alla classifica di Forbes. Il 68% dei miliardari sotto i 40 anni ha costruito immense fortune partendo praticamente dal nulla. È il caso dei fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page; di John Arnold, ex trader di Enron che adesso gestisce un fondo ad alto rischio; dell'indiano Sameer Gehlaut, che ha creato Indiabulls, broker online; e infine di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook che con i suoi 23 anni è il più giovane miliardario ad aver creato da solo il suo impero probabilmente, fra i tanti nomi nuovi, si continuerà a parlare di Zuckerberg, sia per la giovane età che per la particolarità del suo sito. Ma ci sono anche altri imprenditori, di tutte le età, pronti a guadagnare posizioni.

Tra questi troviamo il cinese Gao Dekang, uno dei principali produttori al mondo di abbigliamento a basso costo; il portoghese Americo Amorim, che ha trasformato l'azienda del padre nella più importante società al mondo per la lavorazione del sughero; e il brasiliano Eike Batista, che ha costruito e perso una fortuna con l'estrazione dell'oro prima di fare il grande colpo con il ferro. Al momento è lui l'uomo più ricco nel settore delle estrazioni.

C'è anche chi scende...

Dopo un anno positivo in cui tutti sembrano aver guadagnato, è facile dimenticare che la volatilità è sempre in agguato e che in un giorno solo ci si può trovare a terra. Ad esempio, Li Ka-shing, l'uomo più ricco di Hong Kong, ha perso 3,6 miliardi di euro del suo patrimonio con le azioni pubbliche in soli 37 giorni tra il 4 gennaio e l'11 febbraio.

A settembre il patrimonio del ventiseienne Yang Huiyan, la persona più facoltosa della Cina continentale, è passato da 11,4 miliardi di euro a soli 4,9 miliardi di euro. L'anno scorso il patrimonio di Sergey Brin, co-fondatore di Google, ammontava a 16,7 miliardi di euro, mentre adesso è di soli 12,3 miliardi di euro. Per altri le traversie finanziarie sono state anche più dure e il loro nome è addirittura scomparso dalla nostra classifica. Basti pensare a Richard Fuld, capo di Lehman Brothers, e a James Cayne, ex capo di Bear Stearns (è stato licenziato), entrambi vittime della crisi del settore del credito, o a William Pulte di Pulte Homes, il cui patrimonio è crollato insieme al mercato immobiliare.

La nazione con il numero maggiore di ricchi sono gli Stati Uniti, seguiti da Russia, Germania e India. Tra i nuovi ingressi si piazzano bene anche Cina e Giappone.

La Top 10 degli "Uomini più ricchi del mondo":

Pos. Nome Nazione Età

01 Warren Buffett Usa 77

02 Carlos Slim Helu Messico 68

03 William Gates III Usa 52

04 Lakshmi Mittal India 57

05 Mukesh Ambani India 50

06 Anil Ambani India 48

07 Ingvar Kamprad Svezia 81

08 KP Singh India 76

09 Oleg Deripaska Russia 40

10 Karl Albrecht Germania 88

Mentre in Italia al primo posto troviamo Michele Ferrero e family Monaco 81.

con la sua famosa Nutella,

Al 51esimo posto e terzo tra gli italiani,si trova Silvio Berlusconi, silvio-berlusconi che con 11,8 miliardi di dollari è il più ricco d’Italia. Il Cavaliere scende dal 37esimo posto del 2006, perdendo numerose posizioni.

Secondo tra gli italiani c’è invece Del Vecchio, patron di Luxottica, con i suoi 11,5 miliardi.

Cosa accadrà nei prossimi 12 mesi? Come sempre ci saranno sconfitti e vincitori e molti alti e bassi. L'unica certezza è che ci saranno ancora cambiamenti. Ed aggiungo che sicuramente questi cambiamenti a noi poveri mortali, ammesso e non concesso che si verificano,sicuramente ne saremo penso,davvero pochi a beneficiarne, ma soprattutto non ci cambierebbero la vita........a meno che...... c'è sempre la flebile speranza di una bella e sostanziosa vincita....e chi lo sa!......

Ed intanto incrociamo le dita e facciamoci gli “in bocca al lupo” da soli...