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domenica 30 agosto 2009

Pubblicazione di commento risposta all'articolo precedente

Un utente Anonimo ha detto...
E' ormai risaputo da anni che lo sport più diffuso e che molti sanno praticare molto bene è quello del criticare , criticare e ancora criticare. Cute_anonimohiunque sia il malcapitato , il partito politico o un persnaggio in vista , è importante criticare. Nessuno mette in dubbio che gli argometi siano seri e importanti , ma dissento fortemente dal modo con cui viene fatta la critica. Probabilmente il giornalista al fine di scrivere un articolo decente spara delle accuse senza però dire come stanno veramente le cose circa i particolari relativi a quelle menzionate nell'aticolo. Non credo assolutamente che un governo come quello attuale non abbia considerato le spese e i costi se avesse fatto scelte diverse come quelle descritte dal Gatti. Un governo tecnico , riconosciuto tale da tutto il mondo,se avesse avuto la certezza di risolvere e risparmiare sulla ricostruzione e sulla gestione delle persone sfollate facendo scelte alternative da quelle poi intraprese, sarebbe da mandarlo subito a casa. Quindi è chiaro che il giornalista Gatti non è a conoscenza sui materiali che aziende italiane, leader nel mondo per le case e prefabbricati antisismici utilizzano,e neanche le tecnologie e i tempi di costruzione. La spettacolarizzazione non è altro che il modo di rendere più visibile non un esperimento ma una soluzione senza precedenti in termini di tempi, costi , pubblicità , proventi e donazioni nonchè adesioni da parte di tutto il mondo . Grazie al G8, l'Aquila, si è ritrovata strade, rotatorie ,un aereoporto mai valorizzato e adesso rilanciato, mentre il governo ha mosso interventi a favore dei settori commerciali, scuole, leggi e decreti per facilitare e evitare spese e tasse alle ditte e imprese senza lavoro. Ricariche telefoniche gratis, internet e computer per studenti gratis, tasse di iscrizione e libri gratis, ecc. ecc.
Non credo assolutamente che nelle varie disgrazie che si sono succedute in Italia nessuno abbia mai approfittato del momento difficile per una regione o una città o un parte di popolazione. Sarebbe un miracolo se in un evento come quello del sisma in abruzzo tutto andasse bene senza ruberie, ingiustizie, raccomandazioni. Invece lo sappiamo benissimo come funzionano le cose ,che il ricco , il potente , il politico , gli amici degli amici ,otterranno sicuramente vantaggi e opportunità dalle disgrazie altrui. Basti pensare che gli stessi aquilani (una parte di essi) stanno speculando verso i loro concittadini alzando i prezzi al consumo e degli affitti in modo vergognoso . E' sbagliato dire che è normale che possa succedere una forma di sciacallaggio così ma che sia fisiologico è un dato di fatto. daltronde , un prezzo da pagare per ottenere da una situazione drammatica come quella del terremoto , un vantaggio di ricrescita sociale anche nei valori, una risalita economica dopo anni di crisi politica , industriale , turistica, è da considerarlo quasi bene augurante.
Quindi, come in tutte le cose, è giusto vigilare e criticare se opportuno,  ma lamentarsi dinanzi lo sforzo,l'aiuto,la solidarietà,la pazienza,la dedizione,il coraggio, i milioni di euro a pioggia che nessun evento ha mai registrato, di cosa dobbiamo lamentarci ? Nessuno è costretto a vendere la sua propietà come nessuno gliela potrà portare via se non si vuole.
Forse siamo alla fine di una crisi economica mondiale e un paese come l'Italia che non naviga certo bene in economia e lavoro non può permettesi il lusso di sbagliare politiche economiche perchè sarebbe da suicidio. Grazie a Dio c'è qualcuno che sta dimostrando in prima persona di saper risolvere le cose e bene,e anche se qualche critica può essere legittima verso Berlusconi non vanno cambiate le carte in tavola.
Semmai mi chiedo,il ruolo del Vaticano in tutto questo ?...a questo punto chi bara probabilmente è sicuramente qualcun altro.

sabato 29 agosto 2009

Polistirolo city

Vi consiglio di leggere questo articolo che riguarda il post-terremoto, preso dal giornale l'Espresso.

Per approfondimenti cliccate

qui 

di Fabrizio Gatti

Spese folli per tirare su in tutta fretta case in cartongesso. Mentre l'Esercito ha migliaia di alloggi-container inutilizzati. Dopo tante promesse è questa la ricostruzione di Berlusconi e Bertolaso

Il piccolo climatizzatore gira al massimo. Ma il termometro è implacabile. Dentro la tenda segna 37 gradi. Fuori, sullo zerbino arroventato dal sole, 46 virgola due. È un pomeriggio qualunque per Lorenzo, 30 anni, tecnico informatico di Villa Sant'Angelo, cuore dell'Abruzzo dove, come a L'Aquila e nei paesi della provincia, il tempo è fermo alla prima settimana dopo il terremoto. Sono 25.815 le persone costrette da quattro mesi a vivere nelle tendopoli. E 28.400 quelle sparse tra gli alberghi e i residence della costa. Un totale di 54.215 donne, uomini, anziani, bambini prigionieri di un esperimento imposto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. È il modello B&B, la ricostruzione show: passare dalla distruzione alla rinascita saltando la fase intermedia degli alloggi temporanei. Mentre a Capua, in provincia di Caserta, migliaia di case mobili che potrebbero servire in Abruzzo stanno marcendo in un deposito dell'Esercito.
Il risultato è un carosello di opere di facciata che solo per L'Aquila città ha già bruciato 500 milioni di euro sottraendoli alla vera ricostruzione. Queste che stanno tirando su in fretta e furia sono case imbottite con largo impiego di legno pressato, cartongesso e polistirolo. Quanti anni dureranno? E ora che i lavori della Protezione civile sono cominciati, si scopre che forse hanno sbagliato i conti. Secondo il Comune della città, i progetti voluti dal governo lasciano senza tetto almeno 5 mila famiglie. E altre 8 mila persone entreranno negli alloggi temporanei in costruzione soltanto tra ottobre e dicembre. Significa costringere la maggior parte dei sopravvissuti ad affrontare in tenda, dopo il caldo, anche il freddo e il maltempo che qui cominciano a fine settembre.
L'incertezza sta spingendo alcuni proprietari di case danneggiate a vendere. Soprattutto i più anziani. Da Roma si sono fatti avanti costruttori e immobiliaristi per rilevare al 10-15 per cento del valore di superficie i negozi, le palazzine gravemente danneggiate o i volumi di quelle da demolire. È l'ombra di una speculazione colossale. "Quando tra dieci anni L'Aquila tornerà a rivivere, nel centro storico gli appartamenti ristrutturati o nuovi riavranno il loro valore di quattro o 5 mila euro al metro", sostiene un costruttore romano che chiede l'anonimato: "Chi ha denaro liquido a disposizione ne approfitta. Per gli anziani è l'occasione per raccogliere qualche soldo e andare altrove o rimanere nelle case costruite dal governo. Anche perché non è risolta la questione dei proprietari di più appartamenti. Lo Stato per ora risarcisce i danni della prima casa. Rimettere a posto il resto richiede milioni di euro".

Il numero degli abitanti che a L'Aquila avranno un tetto prima dell'arrivo del freddo lo si ricava dallo scadenziario delle opere, stabilito dal bando della gara d'appalto. Appena 4.480: entreranno nelle case dopo il 26 settembre. Altri 4.480 andranno dopo il 16 ottobre, 3.840 dopo il 7 novembre. E senza case per tutti, è stata inventata la protezione civile a punti. Un bambino fino a 5 anni vale 4 punti. Dai 6 ai 16 anni, 3 punti. Un nonno tra i 75 e gli 84 anni, 1,5 punti. Sopra gli 85 anni, 2 punti. Ogni vittima in famiglia, 5 punti. Il problema sarà la gestione della graduatoria tra persone già esasperate da quattro mesi di attesa. Anche perché non sono ancora cominciate le riparazioni delle case danneggiate. Nemmeno quelle di categoria A con preventivi sotto i 10 mila euro. Un po' perché la terra continua a tremare, ma soprattutto perché su norme e risarcimenti è il caos. "In questa situazione", dichiara Paolo De Santis, presidente dell'Ordine degli ingegneri de L'Aquila, "neppure a Natale partirà la ricostruzione. La gente è confusa e impaurita perché deve anticipare i soldi. Anche i professionisti hanno molti dubbi sulle ordinanze. E le imprese, in questo clima di incertezza, vogliono prima i soldi, poi cominciano i lavori. Ma le istituzioni, a partire dalla Protezione civile, rifiutano ogni tipo di confronto".

(06 agosto 2009)

venerdì 28 agosto 2009

Vaccino anti-HPV16

E' finalmente in commercio il vaccino anti-HPV16 (Human Papilloma Virus), un virus a trasmissione sessuale responsabile delle neoplasie uterinaspjpege, che rappresenta una tra le principali cause di morte nelle giovani donne.
Estratto da piante di tabacco questo vaccino potrebbe salvare la vita a migliaia di donne ogni anno.
Per tutte le ragazzine di 12 anni la vaccinazione è gratuita. Per le altre il costo è di 565 euro.

Il farmaco si chiama Gardasil. E’ composto da 3 dosi : la seconda va somministrata a distanza di 2 mesi e la terza a distanza di 6 mesi.

Ma per chi già lo possiede, COME SI CURA?

Come si cura il virus HPV?

Non ci sono ancora medicine per curare l’infezione da HPV. Possiamo però trattare le lesioni che questo provoca.

Come si trattano le lesioni?

Generalmente le lesioni sono trattate in ambulatorio e con una anestesia locale.

Il trattamento viene fatto preferibilmente con mezzi che permettono l’asportazione della lesione e non la distruggono. Questo infatti consentono un’ulteriore esame del tessuto.

In alcune situazioni viene usata l’ansa che è fornita di un filo metallico sottile che brucia e taglia contemporaneamente.

Un’altra tecnica molto usata è il laser.

Dopo il trattamento la mia vita sessuale sarà come prima? Potrò ancora rimanere incinta? In caso di gravidanza ci saranno problemi?

Il trattamento non ha conseguenze sulla futura vita sessuale e, nella stragrande maggioranza dei casi, neanche per le gravidanze successive.

Dopo il trattamento il virus scompare?

Dopo il trattamento delle lesioni il virus può andar via o, in qualche caso, rimanere. L’importante è continuare i controlli periodici previsti dal Centro in cui è seguita.

Avere l’HPV non vuol dire infatti avere una lesione né tanto meno avere un tumore, vuol dire essere portatori di un virus che controlliamo nel tempo.

La terapia delle lesioni è molto efficace: in circa il 90% dei casi non si ripresentano.

Se dopo il trattamento ho ancora l’HPV devo rifare l’intervento?

No, deve solo continuare a fare i controlli che le hanno consigliato.

Quali sono questi controlli?

In genere si consiglia di rifare il pap test e l’esame HPV. Alcuni centri prevedono anche la colposcopia.

Se dopo il trattamento ho ancora l’HPV per quanto tempo devo fare i controlli?

E’ necessario che lei faccia i controlli finché il test HPV rimane positivo. E’ stato infatti dimostrato che quando l’esame risulta negativo la possibilità che ritorni una lesione è molto bassa.

La guarigione dà l’immunità alla malattia?

Si pensa di sì. E’ però possibile prendere una nuova infezione con tipi diversi di HPV.

giovedì 27 agosto 2009

Il mio Cuore

amicizia2ds5zb2

Come sono entrata in punta di piedi
così adesso esco dalla tua vita...
ugualmente in punta di piedi.
Ti ho donato la cosa che avevo di più prezioso...
il mio Cuore.
E' un pezzo di me che solo alle persone che
voglio molto bene o amato, ho donato.
Tienilo stretto e costudiscilo dentro di te,
come se fosse un pezzo raro..
e se un giorno ne dovessi troverare di più prezioso,
allora ti prego di dirmelo, perchè così
riprenderò indietro il mio.

mercoledì 26 agosto 2009

Voglio sapere

400_crisi Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incontrare il desiderio nel tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo.
Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita oppure

ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l'estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell'essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso;
se riesci a sopportare l'accusa di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre bella;
e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d'argento: "Sì!"
Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.
Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere chi ti sostiene all'interno, quando tutto il resto ti abbandona.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se
apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.

(Oriah Mountain Dramer, anziano di una tribù pellerossa)

domenica 23 agosto 2009

Fondi pro terremoto l'Aquila

Cliccando sul  link sottostante,vi troverete l'elenco sulla situazione attuale dei fondi pro terremotati. Per quanto riguarda la trasparenza è tutto ancora da vedere, ma comunque speriamo bene, l'importante è non demordere mai....buona visione:

non_finisce2 Fondi pro terremoto

giovedì 20 agosto 2009

BELLISSIMA - DA LEGGERE CON ATTENZIONE E CONDIVIDERE

mmmmmrin Le ragazze sono come le mele sugli alberi. Le migliori sono sulla cima dell'albero. Gli  uomini non vogliono arrivare alla migliori, perchè hanno paura di cadere e ferirsi. In cambio, prendono le marche che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere. Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà "Esse sono grandiose". Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l'uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell'albero per esse. Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di TUTTO per raggiungerci. La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, nè dalla testa per essere superiore. Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, e accanto al cuore per essere amata.

William Shakespeare

lunedì 17 agosto 2009

La ricerca della trasparenza

di Maria Cattini

 prestiti_tasso_interesse-725605-771161 L’unica nota positiva di questo terremoto dovrebbe essere la solidarietà e l’Italia, nel momento del bisogno, si riscopre tempestivamente pronta a dare il suo contributo.
La sensazione è di quasi imbarazzo nello scrivere qui, oggi, dopo aver passato il pomeriggio ad aggiornare il report di Abruzzo Operazione Trasparenza. L’iniziativa lanciata ormai mesi fa, è arrivata al secondo step con tanta fatica e buona volontà di chi ci lavora credendoci davvero.
Nel corso della mia ricerca mi imbatto ormai abitualmente in avvisi di false donazioni, truffe, phishing, segnalazioni ma non c’è da meravigliarsi perché, da che mondo è mondo, gli sciacalli ci sono sempre stati. Il problema è un altro. La cosa che mi lascia una certa inquietudine mentre scorro le cifre che si vanno a sommare a quelle già presenti  è che la “trasparenza” tanto declamata ed evocata come valore assoluto e indefettibile, in realtà è troppo spesso solo una parola vuota e d’effetto. La trasparenza è un dovere morale e sociale, una volta invocata và osservata e basta, nessun alibi, nessuna attenuante. Trasparenza non può essere solo il titolo di un fatuo slogan illusorio, come purtroppo la palese assenza di coinvolgimento di alcune istituzioni ed enti sembra esserne la riprova.
Infatti, per quanto possa sembrare assurdo, è proprio l’assordante silenzio delle istituzioni che contribuisce a creare un contesto confuso e disordinato. Banche, Enti locali, Fondazioni. Associazioni. Sono proprio loro le prime a non sentire (o a non voler sentire) la necessità di rendicontare la loro raccolta fondi o le iniziative intraprese a favore delle popolazioni colpite dal sisma.
Purtroppo sono ben pochi gli esempi “trasparenti” di questa sfida sull’Operazione Trasparenza Abruzzese che abbiamo voluto intraprendere. In primis il Dipartimento di Protezione Civile che al primo step ha voluto conoscere i termini dell’iniziativa collaborando fattivamente ad una comunicazione più chiara delle somme raccolte e oggi pubblica sul suo sito l’estratto aggiornato degli importi raccolti.
Ci sono poi siti che puntualmente aggiornano quotidianamente le cifre con meticolosità e tempestività come la raccolta “Un aiuto subito” (sito Rcs), Trulli per l’Abruzzo, L’Aquila Young, il Banco Alimentare, Sky per l’Abruzzo, Genitori si diventa, Media Friends, l’AVIS e pochi altri.
Inoltre c’è la singolare lamentela di chi recrimina che i soldi raccolti in una partita di calcio per beneficenza del 21 aprile ancora non abbiano trovato una destinazione e siano fermi al mittente.
Non sono fintiti qui. Tanti altri, la maggioranza, non ha risposto. Per mancanza di tempo,  volontà,  o fiducia nell’iniziativa, ma forse, a questo punto, anche per mancanza di trasparenza,  arriviamo a malignare.
Siti che aprono raccolte fondi pro Abruzzo ma che è impossibile contattare per mancanza di email, telefono o altro. Referenti contattati per iscritto più volte che hanno cestinato la missiva o l’hanno persa nei meandri delle scartoffie burocratiche.
E il malcontento tra la popolazione riguarda anche la mancanza di trasparenza nella raccolta e gestione di questi fondi, siano essi grandi raccolte o piccoli introiti dovuti a manifestazioni benefiche. 
Inquietante quanto paradossale il fatto che i grandi assenti dell’ operazione, siano proprio coloro su cui poggia, o meglio dovrebbe poggiare, la ricostruzione. In tale situazione di emergenza, l’atteggiamento di Comune, Provincia, Regione, Università  non è altro che d’ostacolo. Rallenta invece che velocizzare,  confonde invece di chiarire,  nasconde invece di mostrare. E’ come avere un elefante in casa, lo si può ignorare, ma finchè non lo si caccia, rimane sempre lì, ingombrante, davanti ai nostri occhi.
La presunzione forse è troppa, ma finchè ci sarà quest’elefante ad offuscare la nostra visuale verso un orizzonte di certezze e trasparenza,  le nostre ambizioni di un’immediata ripresa sono purtroppo destinate a diventare solo ingenue illusioni.

sabato 8 agosto 2009

Tinari: i criteri di assegnazione dei moduli abitativi devono privilegiare l’aquilanità

Da il capoluogo.it

L'Aquila, 30 lug - Il 31 luglio mattina il consiglio comunale dell’Aquila dovrà stabilire i criteri di assegnazione dei moduli abitativi del progetto C.A.S.E. Invito pertanto i cittadini aquilani aventi diritto, a partecipare ai lavori consiliari onde vigilare sulla corretta applicazione dei criteri di 18248_tinari assegnazione. Criteri che, non mi stancherò mai di ripeterlo, debbono privilegiare l’aquilanità intesa non come mero fatto di campanile, o peggio come chiusura culturale a chi aquilano non è, ma come fattore di merito e di giustizia legato all’appartenenza sociale ed economica al nostro territorio. Ribadisco infatti che non si può equiparare chi risiede all’Aquila da sei mesi con chi da dieci anni o più vive ed opera nella nostra città, contribuendo così alla crescita economica e sociale del territorio. Parimenti non è possibile mettere sullo stesso piano i proprietari che hanno effettivamente perso un bene, con gli inquilini che hanno perso molto di meno. Così facendo lasceremmo fuori dai moduli abitativi oltre mille cittadini aquilani proprietari e residenti in città da anni. Gli emendamenti da me presentati vanno proprio in tal senso attribuendo 15 punti ai proprietari di abitazioni gravemente danneggiate, e10 punti a chi risiede in città benché in affitto da oltre 10 anni. Quando parlo di perdite, naturalmente, mi riferisco a quelle puramente materiali e non intendo mancare di rispetto a tutti coloro che nella tragedia del 6 aprile hanno perso molto di più di un alloggio, e cioè affetti che nessuno potrà ridare loro. A questi nostri sfortunati concittadini va sempre il più rispettoso e affettuoso pensiero di solidarietà e vicinanza umana. Roberto Tinari - dal capoluogo.it

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Pubblico un commento di risposta, altamente significativo e di grande rilevanza nel concepimento deviante di tali misure di criteri assegnati:

Salve sono un'aquilana acquisita. Sono vent'anni che vivo all'Aquila, ho fatto l'Università, mi sono sposata o avuto un figlio che frequenta le scuole aquilane e mio marito lavora all'Aquila. Ho la residenza da circa 8 annirty pensate che sia abbastanza aquilana oppure mi mancano 2 anni per esserlo? Devo fare l'esame di dialetto aquilano per poter accedere alla selezioni per i moduli abitativi? Non mi sono mai potuta permettere di comprare una casa all'Aquila perchè i prezzi erano molto alti, ma ho pagato l'affitto ho sbagliato? Molti di quelli che mi hanno affittato la casa, pagando in nero, avevano seconde e terze case. Signor Tinari si chieda perchè molti ancora non tornano, probalbilmente perchè hanno paura di ritornare in un posto dove quelli del posto hanno sempre cercato di tenere tutto per sè radicati nel loro modo di pensare. Adesso succede ancora, lei non sta pensando allo sviluppo della zona ma a prendere quello che c'è da prendere. Io vivo in affitto in un condomino classificato B non ho pensato di fare nessuna domanda per i moduli abitativi voglio tornare a casa mia all'Aquila. Io voglio che l'Aquila si apra e sia giusta, ma L'Aquila è fatta di persone ed una città è quella di cui è fatta. Non credo che lei sia più aquilano di me e sopratutto di mio figlio che ogni giorno mi chiede...quando torniamo all'Aquila?

Non si può che non essere d'accordo...che ne dite??

Terremoto: consegnati 5.000 moduli su 18.000 distribuiti

jpg_1685546 L'Aquila, 6 ago - Cresce esponenzialmente, e ha superato quota 5.000, il numero dei moduli per il censimento del fabbisogno abitativo riconsegnati negli uffici comunali dell'Aquila di via Rocco Carabba e nelle sedi dei Coi situati lungo la costa adriatica. Il dato, aggiornato a stamani (quando mancano 4 giorni alla conclusione dell'operazione), e' stato reso noto dall'assessore alle Politiche abitative, Luca D'Innocenzo, che ha definito tale cifra "molto significativa, perche' testimonia quanto sia grande la necessita' dei cittadini di avere delle certezze, a cominciare, naturalmente, da un tetto sulla testa". D'Innocenzo ha inoltre lodato il lavoro dei dipendenti comunali in servizio nella sede preposta "che e' chiamato a gestire contemporaneamente - ha osservato - la consegna e il ritiro dei moduli per il fabbisogno degli alloggi, i contratti di affitto con canoni a carico della Protezione civile e il contributo di autonoma sistemazione. Una prova di abnegazione, da parte dei dipendenti dell'ente, assolutamente da sottolineare". L'assessore alle Politiche abitative ha inoltre ricordato che la compilazione dei modelli e' essenziale, se si intende concorrere per l'alloggio per progetto Case o per le soluzioni alternative (contributi per l'autonoma sistemazione o casa in affitto, con canoni a carico dello Stato) e che i criteri per la soddisfazione del fabbisogno abitativo, varati lo scorso 31 luglio dal Consiglio comunale, costituiscono solamente una proposta, visto che la problematica sara' ufficialmente definita con un'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri.


L’ufficio di via Carabba è aperto dalle 9 alle 16.30, ora in cui dovrà necessariamente chiudere per consentire al personale di assegnare il protocollo ai moduli consegnati, operazione che sta procedendo in modo sollecito.
Contributo autonoma sistemazione. Il servizio “Politiche abitative ed emergenza post sisma” rende noto che sta per essere diramato il quarto elenco dei beneficiari dei contributi per l’autonoma sistemazione, per il mese di aprile. Non sarà l’ultimo, in quanto, immediatamente dopo, è prevista la pubblicazione di un ulteriore elenco.


NUOVA SEDE UFFICIO SISMA ABRUZZO.

A partire dal lunedì 10 agosto il front office dell’ufficio Agibilità, che fornisce informazioni sugli esiti delle ispezioni sui fabbricati, sulle richieste di correzione dei dati pubblicati, sulle verifiche di agibilità e sulle istanze di secondo sopralluogo, si trasferirà all’interno del nucleo industriale di Bazzano. In particolare, sarà allestito nell’edificio rosso adiacente la Centrale del Latte. L’orario di apertura sarà il seguente: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.

Dal Capoluogo.it

venerdì 7 agosto 2009

Il Clandestino

fotoLe più importanti autorità economiche hanno lanciato l'allarme per la disoccupazione, nel 2010 supererà il tasso del 10%. Intere famiglie sono abbandonate a se stesse nell'evidente, chiara latitanza delle istituzioni.

In Italia c'è un clandestino che si aggira indisturbato: si chiama STATO.

Speriamo che qualcuno proponga di metterlo in regola, come le badanti.

giovedì 6 agosto 2009

Come stai?

L’ Aquila- ( di Laura Tarantino) La gente mi chiede come sto. Come volete che stia? DI MERDA. Stiamo tutti di merda, 70.000 persone stanno di merda. Senza casa, senza città, senza tessuto sociale, senza gli uffici. Molti di noi non rientreranno nella loro casa se non tra molti anni (me compresa), molti di noi non ci rientreranno più, perché la casa l'hanno già perduta, o perché gliela stanno per abbattere. Tutti non rivedremo la città ricostruita prima di 7/8 anni, almeno. Le persone anziane rischianterremoto_l-aquila_1o di non rivederla mai più. (Tra parentesi: non viene neanche data comunicazione ai proprietari che le case vengono abbattute, ci si aspetta che siano loro ad informarsi. Che so, una cosa tipo: “scusi, che per caso state per abbattermi la casa? ah no? allora che faccio, ripasso tra qualche giorno e magari me lo dite?”) E intanto che facciamo? Chi può lavora, lavora 100 volte più di prima,lavora in condizioni disastrate e disperate.Anche perché tutti gli spazi agibili in città sono stati occupati dalla Protezione Civile, obbligando altri operatori cruciali per la ripresa della città, come l’Università ad esempio, ad andare altrove. Una Protezione Civile che, con le parole del rettore Di Orio «ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante», parole su cui non posso essere più d’accordo. Non tutti però riescono a lavorare, neanche in condizioni disastrate. E’ il caso dei dipendenti della Transcom, 360 persone poste in mobilità. La direzione generale spiega di non essere più in grado di pagare gli stipendi perché non più competitiva anche a causa del terremoto del 6 aprile, che ha reso inagibile la sua sede. E’ il caso dei dipendenti della Technolabs – uno dei più importanti Centri di Ricerca e Sviluppo del centro-sud Italia a capitale esclusivamente italiano – 100 (su 160) dei quali hanno solo la prospettiva di 13 settimane di cassa integrazione a partire dall’ inizio di agosto. A fronte di questa drammatica situazione, qual è la risposta del governo per rilanciare l’economia? Ad esempio quella di richiedere ai residenti dei 49 comuni del “cratere”, a partire da gennaio 2010, la restituzione dell’IRPEF non versata a seguito del terremoto, da effettuarsi al 100% in 24 rate. Per darvi un parametro di confronto, nei paesi colpiti dal terremoto dell’Umbria, l’Irpef non venne versata per 24 mesi, e viene restituita ADESSO, dopo dieci anni e più, al 40% e in 120 rate (situazione analoga si verificò per gli alluvionati Piemonte). Cosa passa invece dai mezzi di comunicazione “istituzionali”? Passa la voce di un Presidente del Consiglio che grida al miracolo per la costruzione di alloggi per circa 13.000 persone, quando allo stato attuale solo il 54% delle abitazioni fuori del centro storico è agibile. Se la stessa percentuale fosse valida anche per il centro storico i conti sono presto fatti: circa 35.000 sfollati (tralasciamo, poi l’incresciosa situazione del centro storico di cui posso dare testimonianza diretta: del nostro futuro a tutt’oggi non sappiamo nulla, nulla di nulla al di là di poche parole del premier: «nel centro storico il tempo sarà contato non in mesi ma in anni»).E basta. Questo è il suo miracolo. E ad agosto il premier vuole prendere casa all’Aquila per seguire i lavori di queste casette perché, parole sue, «l’occhio del padrone, come si dice, sappiamo cosa produce..» (padrone? Padrone? siamo noi i padroni della nostra città, caro premier). Racconto queste cose, fuori dal “cratere” e la gente sembra non credermi. Abbiamo tutti la sensazione di essere stati abbandonati. Ma anche qui, tranne in rare eccezioni, le informazioni sulla situazione dei terremotati continuano ad essere condivise solo dai terremotati stessi. E così continuiamo a parlarci addosso.E il resto d’Italia continua a non sapere niente. E voi, che pensate di fare? Continuare a guardarci come poveri animali allo zoo, che forse stanno anche diventando un po’ noiosi a fare e dire sempre le stesse cose da tre mesi? Bè, temo proprio che la noia continuerà per qualche anno...

domenica 2 agosto 2009

“Io c’ero”, la canzone simbolo dell’Abruzzo

 

indicazioniL’Aquila - (Il Giornale) - E’ la canzone della tendopoli di piazza d’Armi, ma sta diventando la musica simbolo di tutta L’Aquila. L’ha scritta un cantautore di 26 anni, si chiama Cristian Di Prospero, aquilano ora senza casa. S’intitola “Io c’ero” e parla della notte del 6 aprile, quando “l’angelo delle 3.32” si è portato via 300 persone. Cristian, che ha scritto altre due canzoni sul terremoto, la canta appena può a piazza D’Armi, anche tutti i pomeriggi, e i bambini ripetono a memoria il ritornello dalle tende. Molta gente bisbiglia le parole nel piccolo anfiteatro del campo. Lo stanno chiamando per concerti in Abruzzo e nel Lazio.

L’abbiamo incontrato per caso, in un pomeriggio di cielo coperto mentre all’Aquila si attendeva l’inizio del G8. In quei giorni nelle tendopoli, soprattutto in questa, che è la più grande, si poteva sostare appena per dieci minuti e bisognava girare solo in compagnia dei responsabili del campo. A piazza d’Armi la gestione è affidata alla Protezione Civile dell’Emilia Romagna in collaborazione con quella abruzzese.

Erano le prime ore del pomeriggio, il momento in cui le tende sono più calde (la temperatura interna può arrivare fino a 42 gradi). Camminando verso il centro del campo si sentiva una voce lontana, poi un piccolo applauso. E poi ancora la voce che cantava. Questa tendopoli sorge in parte su un ex stadio di atletica. I gradini, il posto dove un tempo il pubblico assisteva alle gare, sono diventati un luogo in cui si assiste ai nuovi spettacoli degli sfollati. Tra questi ci sono i piccoli concerti del cantautore Cristian. Quel giorno ad ascoltarlo c’erano solo poche persone, due uomini e due donne, ma mentre cantava dalle tende arrivava l’eco della sua canzone. Era lì, sul palco, con la chitarra e i capelli lunghi che ondeggiavano al ritmo della musica.

Fagli sentire quella del terremoto, Io c’ero”, gli ha detto un ragazzo della Protezione Civile. E così Cristian l’ha suonata e cantata, la sua musica che ha fermato la notte del 6 aprile, la canzone che parla del “veleno” sparso sull’Abruzzo, dell’”orologio della piazza centrale”, “fermamente deciso a non avanzare”, bloccato nell’istante in cui anche le lancette hanno tremato, le 3.32. Questa è forse la più bella, quella che tutti cantano qui, ma Cristian ha decine di testi e canzoni nel cassetto da quando ha iniziato a scrivere e comporre.

L’anno scorso ad un provino gli avevano fatto notare che ha qualcosa nel timbro che ricorda Rino Gaetano. L’impressione, avanzando verso di lui appena aveva iniziato a cantare, è stata proprio questa. “Io c’ero” è stata incisa. Ora circola su You Tube, ma Cristian spera nella grande occasione: ancora non arriva, ma per i bambini di piazza d’Armi è lui il numero uno.

Il video lo trovate nella colonna a destra del mio blog e presisamente sotto il mio video seconda parte "Terremoto l'Aquila".

Berlusconi: ad agosto vertice con i ministri a L’Aquila

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“Voglio che il vertice per la riorganizzazione dell’esecutivo si tenga a L’Aquila”. Silvio Berlusconi ribadisce il suo impegno per le zone terremotate rilanciando dalle pagine del ‘Corriere della Sera’ l’ipotesi di tenere in Abruzzo un ‘conclave’ tra ministri capigruppo e coordinatori del Pdl per rilanciare l’azione politica del governo. “E lo confermo: voglio che tutta la squadra sia sul posto per rendersi conto di persona di come stanno le cose“. Quanto al sindaco della città minaccia le dimissioni, il Premier non si 2717967scompone: “Sull’Abruzzo siamo assolutamente tranquilli. Stiamo preparando alloggi per 19 mila persone, due blocchi di villette a schiera, sarà una urbanizzazione con campi gioco, con il verde, vedrete, la gente si troverà bene e non si muoverà più da lì. Proprio oggi ho firmato l’autorizzazione all’acquisto di 4 lotti di mobili per 4.000 alloggi, e tutto sarà pronto per fine ottobre, massimo metà novembre. Quando prendo un impegno, lo rispetto”.

Infine un ulteriore elogio al lavoro svolto al G8 e ai passi compiuti sulla scena internazionale: “Mi fa veramente piacere constatare quanto successo abbia avuto, la scia di commenti positivi non si interrompe, avete letto quello che scrive l’Economist, no? E poi le telefonate che ricevo di complimenti per come tutto è stato organizzato al meglio, per i risultati ottenuti… Voi giornalisti non lo avete scritto, ma tutte le decisioni, tutte, sono state prese all’unanimità, e sono assolutamente convinto che i dossier andranno avanti. Altro che polemiche sui regali ai leader, che lo ribadisco, non sono stati pagati dallo Stato ma messi a disposizione dalle aziende. Quelli che arrivano sono davvero riconoscimenti importanti per il ruolo dell’Italia, che non nasce oggi: lo voglio ricordare, sono stato io a consigliare a Bush di intervenire per salvare le banche dopo il fallimento della Lehman Brothers…”.

sabato 1 agosto 2009

LETTERA PER NOI

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...E' una cieca avidità che ci spinge a ricercare beni che nuoceranno e che certo non ci sazieranno mai; proprio noi che, se qualcosa potesse bastarci, l'avremmo già ottenuta; noi che non pensiamo quale gioia possa dare non chiedere nulla, come sia meraviglioso essere soddisfatti e non dipendere dalla sorte. Perciò caro Lucilio, ricorda sempre quanti vantaggi hai conseguito; e quando guarderai quante persone ti stanno davanti, pensa a quante ti sono dietro. Se vuoi essere grato agli dei e alla tua vita, pensa al numero degli uomini che hai superato.

Ma che hai a che fare tu con gli altri? Hai superato te stesso. Proponiti una meta da non oltrepassare neppure volendo; allontana finalmente questi beni pieni di insidie; sembrano migliori quando si spera di ottenerli che una volta ottenuti. Se in essi vi fosse sostanza, finirebbero per soddisfare: invece eccitano la sete di chi beve. Lascia da parte le belle apparenze; e il futuro, dominio dell'incerto destino, perchè implorarlo dalla fortuna? Meglio convincersi a non chiederlo. Perchè, poi, chiedere? Perchè ammucchiare, dimenticando la fragilità umana? Perchè affannarsi? Ecco, questo giorno è l'ultimo; se non lo è, è vicino all'ultimo.

Stammi bene.

LETTERA A LUCILIO, Seneca

E' una lettera di Seneca scritta a Lucilio ma potrebbe essere stata scritta anche oggi da chiunque di noi....siete d'accordo?