Image and video hosting by TinyPic


Image and video hosting by TinyPic

mercoledì 30 settembre 2009

Terremoto: Isolatori Sismici Utilizzati In Abruzzo Superano Tutti i Test

Technorati Tag: ,,

(ASCA) - Roma, 29 set - ''Gli isolatori del progetto Case sono forniti da due produttori italiani, la cui tecnologia d'avanguardia e' apprezzata in tutto il mondo. In particolare essi hanno gia' realizzato isolatori a pe7tXpeRb82xndolo per strutture in Italia e in Canada''. Lo afferma in una nota il Professor Mauro Dolce, Direttore del Servizio Sismico del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, in merito agli isolatori sismici utilizzati in Abruzzo per gli edifici del progetto Case. ''Le prove di qualificazione dei dispositivi - aggiunge Dolce - sono condotte nel rispetto sia della recente normativa italiana, sia della proposta di normativa europea, non ancora obbligatoria e piu' severa delle norme italiane, superandole con risultati positivi in entrambi i casi. Inoltre le prove di accettazione vengono eseguite sul 20% del totale dei dispositivi, cosi' come previsto dalle norme italiane, anche in condizioni ancora piu' gravose''.

martedì 29 settembre 2009

Sisma L'Aquila:individuata faglia origine; rischio nuovi terremoti.

Il terremoto che ad aprile ha distrutto L'Aquila e provincia, uccidendo quasi 300 persone, è stato originato dalla faglia di Paganica, e potrebbe essere seguito da nuove scosse nella regione.

Il presidente Usa Barack Obama all'Aquila con il premier Silvio Berlusconi

Terremoto

E' quanto emerge in uno studio dei ricercatori dell'Università di Oxford e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

La faglia di Paganica -- a cui, usando diverse tecniche, i ricercatori hanno ricondotto il sisma di magnitudo 6.3 -- si riteneva fosse meno pericolosa di altre.

"Il terremoto ha poi inflitto mutamenti di tensione ad altre faglie vicine, portandone alcune, in particolare quelle di Montereale e Campotosto, vicine al cedimento", spiega il team guidato da Barry Parsons. Nella regione, si legge nello studio, perdura un "rischio sismico".

Nel terremoto di aprile sono morte 297 persone, 1.000 sono rimaste ferite e 66.000 sono rimaste senza casa.

Le due faglie più pericolose - spiegano i ricercatori - si trovano vicino a Campotosto e Amatrice, e potrebbero aver causato alcune forti scosse di assestamento tre giorni dopo il sisma. Lo studio si può leggere all'indirizzo http://dx.doi.org/10.1029/2009GL039337.

Terremoto: Nuova Scossa Nell'Aquilano, Magnitudo 2.4

Technorati Tag: ,

L'Aquila, 28 set. - Dopo quella delle 14.43 (magnitudo 2.2) un'altra scossa sismica e' stata registrata alle 17.22 nell'aquilano dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La magnitudo e' stata di 2.4. I centri limitrofi all'epicentro sono stati Fossa, L'Aquila ed Ocre.

sabato 26 settembre 2009

Alloggi temporanei nell'Aquilano

Technorati Tag:

Alloggi temporanei nell'Aquilano: i documenti per la verifica dei requisiti
Sono già 144 i colloqui che forze dell'ordine, Comune e ASL stanno effettuando dallo scf_15202_01orso martedì nel Palazzetto dello sport della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito per la verifica dei dati dei cittadini che rientrano negli elenchi provvisori pubblicati il 18 settembre, per l'assegnazione di C.A.S.E. e Map. Gli appuntamenti fissati per il 25 sono 186.
I cittadini aquilani sono convocati per presentare la documentazione che attesti i requisiti dichiarati nel modulo della rilevazione dell’1/10 agosto.
Dal 19 settembre sono partite le telefonate di Linea Amica Abruzzo agli interessati per proporre data e ora e comunicare caso per caso quali documenti occorre presentare, e dove possono essere richiesti e ritirati. Sono state necessarie oltre 400 chiamate per fissare gli appuntamenti fino al 25 settembre.

Gli accertamenti riguardano:
· L’identità del dichiarante e il nucleo di coabitazione
· La residenza nel Comune dell’Aquila
· La stabile dimora nel Comune dell’Aquila
· Il nucleo monoparentale
· L’agibilità dell’abitazione principale
· La titolarità dell’abitazione principale
· Lo status lavorativo
· La scolarità
· La condizione di disabilità
Solo dopo la verifica di questi requisiti è confermata all’assegnatario la presenza negli elenchi e l’area assegnata per l'alloggio del Progetto C.A.S.E. o MAP  o le altre possibilità di sistemazione temporanea.

Slide

venerdì 25 settembre 2009

L'Aquila, torna la paura: scossa di magnitudo 4.1

Il sisma è stato avvertito dalla popolazione. Epicentro
tra Pizzoli, Barete e Capitignano

sassi--140x180

L'AQUILA - La gente scende di nuovo in strada. E torna la paura. Una forte scossa di terremoto è stata avvertita distintamente dalla popolazione dell'aquilano, seguita da un lieve boato che si è protratto per alcuni secondi. La scossa ha avuto una magnitudo di 4.1. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, l'epicentro del sisma è stato localizzato nei comuni di Pizzoli, Barete e Capitignano, in provincia dell'Aquila. Numerosissime sono state le telefonate ai vigili del fuoco. Fonti della Protezione Civile sottolineano che «al momento non si segnalano danni a persone o cose».
ALLE 18 e 14 - La scossa è stata registrata dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 18.14 a 9,7 chilometri di profondità, nella zona sismica del Gran Sasso. Il terremoto «è ancora una replica del sisma del 6 aprile», rilevano gli esperti della sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. «Non si tratta di un evento legato alla sequenza in atto nella zona dei Monti Reatini - osservano i sismologi - e non è escluso che questo sisma possa innescare altri eventi nelle prossime ore».

Corriere della sera

martedì 22 settembre 2009

Scusate questo mio sfogo ma è arrivata l'ora che ne parli.


E' già da parecchio che scorazzando per il web mi imbatto spesso e in ogni dove in blogs (vecchi, nuovi ed altri creati all'uopo per gli eventi tragici del sisma aquilano del 6 aprile). La cosa che mi colpisce e che mi indigna molto è che lo scopo della maggpensieri-e-paroleior parte di questi blogs è solo quello di buttare veleno e rabbia a iosa , compiendo inutili campagne denigratorie sulla gestione"terremoto abruzzo" da parte del governo berlusconiano.
Finora mi sono astenuta nel parlarne perchè ho voluto prima toccare con mano, oltre che vedere con i miei occhi come si fosse evoluto alla fine il lavoro e soprattutto se ci fosse stata la tanto sospirata trasparenza.Ho cercato di comprendere, sempre con saggia prudenza, gli sforzi che venivano profusi da tutti coloro chiamati ad operare per il nostro benessere.
Non voglio con questo dire che bisogna parlarne bene a tutti costi e tanto per.....si incorerrebbe, se così fosse, nello stesso identico errore.
Dico semplicemente che basterebbe solo accettare con rispetto,le opinioni di ciascuno e di poterle semmai controribattere con fatti veri alla mano, ma soprattutto basterebbe usare un pò più di coscienza intellettiva e non sputare solo e sempre sentenze ma parlarne qualvolta anche bene,perchè no, là dove ne fosse necessario... Sembra logico che questo varrebbe per ambedue le parti, sia per coloro con idee di sinistra che per quelli di destra....Accettare il confronto ed ammettere la propria distorsione su vari argomenti che interessano la vita di tutti noi....questa è la vera libertà. . Non ho mai letto un apprezamento leale che fosse anche su una sola questione.
Sono convinta che non serve a nessuno tutto ciò ma che anzi, al contrario la palese faziosità non può che condurre ad un fine distruttivo non solo per se stessi ma soprattutto per noi poveri aquilani, già devastati nell'animo e nel fisico dai funesti eventi......perciò vi prego, riflettete gente, se potete, su questo ed impegnatevi semmai a cercare di essere più obbiettivi ed onesti possibili con voi stessi, e non fossilizzatevi nelle vostre vecchie idee ipocritamente cristallizzate, perchè solo così facendo le soluzioni tanto anelate da ciascuno di noi, giungerebbero più in fretta, con inoltre il vantaggio(e non è poco) di non aver perso del tempo prezioso.

Maria Pia

lunedì 21 settembre 2009

Influenza A, cosa c'è da sapere?

Cos'è la nuova influenza provocata dal virus A/H1N1?

20090428_influenza-suina
La febbre suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali di gruppo A. Dei vari sottotipi di virus isolati nei maiali i principali sono di tipo H1N1, cioè quelli responsabili dell’attuale epidemia umana. Dopo i primi casi della nuova influenza umana, che si sono verificati in seguito a contatti molto ravvicinati fra i maiali e l’uomo, il nuovo virus A/H1N1 si è adattato all'uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona. Si badi bene: l'influenza suina non viene trasmessa attraverso il cibo e dunque non esiste alcun rischio d'infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o di prodotti a base di carne suina.

Quali sono i sintomi e come si distingue dalla "normale influenza"?


La “nuova” influenza si presenta essenzialmente con una triade di sintomi, rappresentata da febbre alta (oltre i 38 gradi) che insorge bruscamente, dolori muscolari e almeno uno fra questi sintomi respiratori: mal di gola, tosse, naso che cola. Di solito l’esordio della malattia si accompagna anche a mal di testa, a uno stato di debolezza (o facile affaticamento) più o meno intenso e qualche volta sono presenti nausea o vomito. Questi ultimi due sintomi però non sono tipici dell’influenza. Se sono presenti unicamente forte nausea, dolori addominali e diarrea è più probabile che non si tratti di influenza, ma di un' infezione gastrointestinale dovuta a uno dei tanti virus stagionali che possono colpire l’apparato gastroenterico.
In definitiva, dal punto di vista sintomatico, la nuova influenza non si distingue in alcun modo dalla classica influenza stagionale. La vera differenza è rappresentata dal fatto che l'influenza A si diffonde più rapidamente dell’influenza stagionale e quindi colpisce un maggior numero di individui perché, trattandosi di un nuovo virus, molte persone non hanno ancora gli anticorpi per difendersi.


Come si trasmette e per quanti giorni chi ne è affetto è contagioso?


La trasmissione da uomo a uomo del virus dell'influenza A/ H1N1 avviene principalmente attraverso le piccole goccioline di saliva che vengono emesse da tutti noi durante i colpi di tosse o gli starnuti, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Una via di contagio può essere il bacio, una carezza, bere dallo stesso bicchiere, fumare la stessa sigaretta o semplicemente stare a distanza ravvicinata con una persona infetta.
Come già detto, dunque, i virus della nuova influenza umana non sono trasmessi dal cibo, cioè mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale.
Di solito, le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 vengono considerate contagiose dal giorno precedente all’insorgere dei sintomi e per almeno quattro giorni successivi. I bambini, specialmente i più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.


È una malattia grave?


Come la forma stagionale, l’influenza suina nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave, ma va detto subito che al momento la gravità non appare fra le sue caratteristiche: la regola è la guarigione, non le complicanze e tantomeno la morte. Tanto è vero che, in Italia, su circa 1900 casi fino ad oggi riportati, è stato segnalato un solo caso di decesso. Il che significa che la mortalità è presumibilmente identica a quella dell’influenza classica stagionale.
La durata della malattia non oltrepassa di solito i 4-5 giorni. Possono fare eccezione i pazienti affetti da gravi malattie polmonari o cardiache, i diabetici, gli individui con deficit del sistema immunitario (da cause varie) per i quali può risultare più prolungata o andare incontro a complicanze respiratorie.


Cosa fare in caso di sintomi sospetti?


Se i sintomi, come spesso accade, sono lievi e la persona colpita è in buona salute è bene rimanere tranquilli, stare a casa, evitare i contatti ravvicinati con le altre persone (inclusi possibilmente i conviventi) e seguire alcuni consigli terapeutici generali. Se i sintomi sono particolarmente intensi, la malattia si protrae oltre i normali 3-4 giorni oppure la persona è affetta da altre malattie importanti (cardiache, respiratorie, renali) è bene chiamare il medico, anziché recarsi di propria iniziativa al pronto soccorso. Una visita d’urgenza in ospedale può essere indicata solo nei casi particolari in cui insorgano difficoltà respiratorie particolarmente severe e il medico di famiglia non sia immediatamente reperibile.

Come si effettua la diagnosi?


In seguito all’incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza e non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti. Pertanto la diagnosi si fonda prima di tutto sulla presenza dei sintomi sopra elencati.
Per la diagnosi di influenza nel bambino ricordate che:

  • nel lattante l'influenza si può manifestare solo con vomito e diarrea e la febbre rappresenta una evenienza eccezionale;

  • i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, ma manifestano il proprio malessere sotto forma di irritabilità, pianto o inappetenza;

  • in caso di febbre elevata, i bambini più piccoli presentano spesso occhi arrossati che sono indicativi di una congiuntivite;

  • all’età di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringite, bronchite e febbre elevata.

Attualmente l’indicazione è quella di eseguire l'analisi di laboratorio (solo su indicazione del medico) in tutti i casi caratterizzati da un andamento clinico impegnativo per il quale si ritiene opportuno richiedere un ricovero in ospedale. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati. L’analisi si fa su un campione di secrezioni prelevate dalle prime vie respiratorie mediante un normale tampone nasale o faringeo entro 4/5 giorni dall'inizio dei sintomi (cioè, quando la persona è contagiosa).


Come si cura?

Come per le altre forme influenzali, la terapia normalmente prevede il riposo e l’assunzione di farmaci antipiretici per abbassare la febbre (primo fra tutti, il paracetamolo), analgesici o antinfiammatori per calmare i dolori ed eventualmente sedativi della tosse. Il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, succhi di frutta) ed il riposo (protratto fino a 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nei casi non complicati.
Per alcuni soggetti a rischio (per esempio i bambini sotto i due anni, gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari), i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza o in allattamento, gli asmatici in terapia e le persone obese può essere indicato l’impiego dei farmaci antivirali (zanamivir e oseltamivir).


Questi farmaci, che si assumono in compresse, sciroppi o spray per inalazione, combattono i virus dell’influenza agendo sulle proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite, sono efficaci contro tutti i virus influenzali e quindi anche quello della nuova influenza, l’H1N1, che è di tipo A.
Questi possono essere utili per ridurre i sintomi e ad abbreviare i tempi di guarigione, ma si devono adoperare solo previa prescrizione medica: la terapia andrebbe iniziata il prima possibile (funziona meglio se iniziata entro due giorni) e va protratta di regola per 5 giorni.
Attenzione però: usarli senza motivo potrebbe procurare anche dei danni. Il rischio infatti è che insorgano virus resistenti al farmaco, rendendolo inutile qualora l’assunzione diventi realmente necessaria. Questi farmaci si possono acquistare solo su prescrizione medica, non sono rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e sono molto costosi. La comparsa di complicazioni (per esempio una bronchite o polmonite) può richiedere la prescrizione di una terapia antibiotica, che andrà comunque sempre effettuata da un medico.

Quali sono le principali norme di prevenzione?


Vaccinazione

L'arma migliore di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione della popolazione. Il vaccino specifico contro il virus A(H1N1) sarà presto disponibile.
In Italia, il Ministero della Salute ha già fissato le norme principali per l’esecuzione della campagna vaccinale gratuita che riguarderà circa il 40% della popolazione e prevede in una prima fase (a metà del mese di novembre) la vaccinazione di:

  • soggetti a rischio perché affetti da patologie croniche gravi;

  • personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali;

  • personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia, protezione civile, etc);

  • personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc).

Entro la fine dell’anno sarà poi la volta dei soggetti affetti da malattie respiratorie fra i 2 e i 65 anni, mentre infine a partire da gennaio 2010 i vaccini saranno riservati alla popolazione sana fra i 2 e i 27 anni, cioè a quella fascia d'età che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente.

Norme generali


Una volta che si è stati colpiti dalla nuova influenza, come del resto da qualunque altra forma infettiva virale delle vie respiratorie, è bene lavare le mani dopo aver tossito o dopo essersi soffiati il naso perche qui si vanno a depositare, attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni infette.È bene poi evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca, usare ognuno il proprio asciugamano, le proprie stoviglie, evitare contatti ravvicinati con persone sane, per esempio baci o carezze, coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto dopo l’uso nella spazzatura o nella biancheria da lavare.
Mantenere una distanza adeguata (circa un metro) tra persona e persona è considerata una misura sempre efficace per prevenire il contagio della malattia.
Si raccomanda infine di rimanere a casa se malati evitando di viaggiare, di recarsi al lavoro o a scuola, allo scopo di limitare i contatti possibilmente infettanti con altre persone e ridurre il rischio di complicazioni e infezioni da parte di altri microbi.

© Il Pensiero Scientifico Editore

sabato 19 settembre 2009

Pubblicazione risposta al Post "L'aquila un inganno dopo l'altro" di "Alessandro Tauro"

Voglio pubblicare qui di seguito, la risposta di un blogger, al post di Alessandro Tauro in quanto presumo che sia giusto ascoltare comunque due o più campane....pur ritenendo sempre questa l'unica via giusta per poterci definire cittadini liberi e democratici, ma soprattutto informati nel rispetto dell'opinione altrui.

bellstolls

Mi spiace sentire e leggere sempre lamentele, sempre a dare addosso a cose che per lo più non interessano se non a pochi, perchè al terremotato che sta in tenda da mesi che riapre via XX Settembre sa benissimo che sarà solo per motivi di traffico non certo per vedere le macerie o i lavori quando inizieranno. Sig Tauro lei dice cose inesatte e comunque , provi un attimo a mettersi nei panni di Bertolaso e company. Non credo che prendere in giro sia una mossa vantaggiosa , soprattutto per i politici ed ora più che mai. Non ho mai pensato che riaprire il "centro " fosse una buona idea , perchè , rispetto a molti aquilani, Io il dramma del centro l'ho visto. Avendo una attività al centro storico ho visto da vicino i danni ed essendomi informato da chi sta sul campo a recuperare opere d'arte e mettere in sicurezza gli edifici, nessun governo al mondo riuscirebbe a sistemare in poco tempo una città. Si possono stanziare miliardi a volontà ogni giorno , ma chiunque sta nel settore edile, progettuale e tecnologico sa che non potrebbero essere spesi se non a piccole dosi . Questo per la dimensione del recupero, abbattimento, riedificazione con nuovi materiali e nuove tecnologie per un centro di una città dove i vincoli su strade e palazzi sono infiniti e complicati. Le gru che occupano il centro dell'Aquila stanno lì, incolpevoli del loro squallore ma hanno permesso ai vigili e tecnici di salvare centinaia di opere e limitare i danni alle condizioni già critiche delle nostre chiese, delle nostre case e negozi.E poi, come si può criticare su parole e decisioni appena dopo pochi giorni dall'evento , da sindaci a tecnici, allo stesso Giuliani,per arrivare a Berlusconi , quando un terremoto cosi devastante tutto il mondo ce lo ha riconosciuto come terrificante e "cattivo". Chi al posto loro pur di dare una speranza, un motivo di reazione, un incoraggiamento ad una popolazione devastata nel cuore e nella mente non avrebbe detto qualcosa di inverosimile o azzardato pur di infondere una forza reattiva necessaria per sopravvivere ?

Non bisogna solo criticare , a volte proviamo a metterci nei panni degli altri per provare e capire cosa avremmo fatto noi . Le autorità vanno sostenute ma controllate, rispettate ma criticate, dove è necessario. Alla fine si fanno i conti. Staremo a vedere se qualcuno resterà in mezzo ad una strada , se i finanziamenti arriveranno, se qualcuno pagherà per le responsabilità sia su come hanno permesso di costruire case e palazzi, sia per le persone che con la vita hanno già pagato un prezzo salatissimo.

Mi spiace Sig. Tauro lei fa bene a scrivere e mettere il pepe al ...posto giusto, ma arricchire di cose "inutili " e scontate solo per rendere più pesante una situazione e come controparte, più efficace il suo pezzo, non lo condivido affatto.

  
Metelli Ernesto -  mio blog: parolando

venerdì 18 settembre 2009

Graduatoria C.A.S.E. senza punteggi e il sito del comune è inaccessibile. Gli elenchi integrali - 18 Settembre 2009

bertolaso-18-set-09-150x150 L’Aquila - (ore 14) - Sono stati presentati alla stampa questa mattina gli elenchi delle famiglie aquilane, con abitazioni classificate in categoria di agibilità E ed F o situate nel centro storico, alle quali sono stati assegnati gli alloggi provvisori. I punteggi si è deciso di non pubblicarli. Il sito web del Comune dell’Aquila è stato preso d’assalto da tutte le famiglie interesate e risultava, almeno nelle prime ore, non accessibile. Anche in questa occasione la tecnologia si è dimostrata uno strumento non familiare per l’amministrazione comunale. I dati: le case riguarderanno poco più di 15.000 persone, e le consegne avranno termine entro il 15 dicembre, a scaglioni. La graduatoria resa nota oggi non è definitiva: si procederà nei prossimi giorni alle verifiche delle dichiarazioni presentate da chi chiede una casa.
La presentazione è avvenuta alle 10,30 nella sala stampa della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito. All’incontro hanno preso parte il Sindaco Massimo Cialente, il Prefetto Franco Gabrielli, e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso. I nuclei familiari sono stati individuati con un decreto del sindaco de L’Aquila. Nella graduatoria si dà priorità ai nuclei familiari numerosi, composti da almeno tre persone o da un solo genitore con figlio a carico, che potranno andare ad abitare in una zona il più possibile vicina a quella dove vivevano prima del 6 aprile.
I componenti della famiglia devono essere cittadini italiani, dell’unione europea, o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e non devono avere a disposizione soluzioni abitative alternative, anche in affitto, nel comune dell’Aquila e nei comuni vicini.

Nell’assegnazione delle case, si tiene conto anche della presenza in famiglia di disabili, anziani, studenti e minori in età prescolare. E’ presa in considerazione anche l’eventuale occupazione lavorativa nella regione Abruzzo al momento del terremoto.

Le graduatorie sono provvisorie e sono pubblicate sul sito internet del Comune dell’Aquila, mentre su questo saranno indicati, appena disponibili, i dati relativi alle famiglie.

Ogni assegnatario sarà chiamato da un operatore di Linea Amica , il nuovo servizio del Ministero della PA e dell’Innovazione, che collabora con il Comune per questa operazione per fissare un appuntamento. L’assegnatario si dovrà quindi recare negli uffici comunali indicati nel giorno fissato e presentare la documentazione indicata dall’operatore attestante i requisiti richiesti. Da quel momento sarà inserito nell’elenco definitivo, dove saranno indicati il numero dell’appartamento assegnato, la località e il giorno d’ingresso. In questo modo il cittadino potrà pianificare le eventuali iscrizioni scolastiche o la permenenza nell’albergo.

Nel momento in cui viene assegnata la nuova sistemazione, non potrà più essere richiesto il contributo di autonoma sistemazione. (Nella foto: Guido Bertolaso alla conferenza stampa di oggi).

dal sito inabruzzo
Elenco provvisorio CASE

Elenco provvisorio MAP
In via di collocazione
Provvisoriamente non assegnatari

giovedì 17 settembre 2009

Nuove case, Ordinanza sui Criteri

Technorati Tag:

il Centro — 16 settembre 2009

L’AQUILA. Sono sei i criteri fissati per l’assegnazione degli alloggi previsti con il progetto Case. È quanto stabilito dall’ordinanza 3806 firmata il 14 settembre dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi e resa nota ieri. Sarà il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente , a individuare, con un proprio 4a11618d05885_normaldecreto, i nuclei familiari che verranno ospitati nei complessi antisismici in corso di realizzazione in diciannove aree. Non si terrà conto né dei periodi trascorsi sotto le tende - alla fine hanno prevalso le proteste degli altri sfollati ospitati in alberghi o in autonoma sistemazione - né si privilegerà quanti hanno avuto vittime in famiglia. Quest’ultimo punto era stato invocato anche dal consiglio comunale, al pari della «aquilanità» (da cinque a dieci anni) e delle gravidanze quali priorità per avere le nuove case. L’ordinanza esclude nella maniera più assoluta il sorteggio. Il provvedimento fissa sei criteri, proposti da Bertolaso e concertati con la Regione Abruzzo e il ministero dell’Economia e delle finanze. Lo stesso provvedimento specifica che si vuole «assicurare un’immediata sistemazione alloggiativa di carattere provvisorio alla popolazione residente o domiciliata stabilmente nel territorio del Comune dell’Aquila, in attesa del rientro nelle abitazioni distrutte o gravemente danneggiate». E continua: «Il sindaco adotta il decreto dando prioritaria sistemazione ai nuclei familiari, o di coabitazione, numerosi». Le priorità sono: nucleo familiare composto da almeno tre persone o singoli genitori con un figlio minore a carico; cittadinanza italiana o dell’Unione europea, o cittadinanza di Paese extra europeo con regolare permesso di soggiorno; vicinanza alle zone di provenienza; residenza o stabile domicilio in abitazioni classificate E (inagibili: sono 18.826 stando all’ultimo censimento sui sopralluoghi) o F (inagibili per rischio esterno: 3.830) o che si trovano nella «zona rossa» dell’Aquila; non si devono avere a disposizione soluzioni abitative alternative, anche in affitto, nel comune dell’Aquila o nei comuni di Barete, Barisciano, Fossa, Lucoli, Ocre, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Scoppito, Tornimparte e Villa Sant’Angelo; presenza di persone disabili, anziani, lavoratori occupati in abruzzo al momento del sisma e di studenti e minori in età prescolare. Le assegnazioni degli alloggi, sempre stando a quanto previsto nell’ultima ordinanza firmata dal presidente del consiglio dei ministri, avverranno in base all’assegnazione di punteggi (il massimo è quattro, relativo ai figli in età prescolare) e soltanto dopo gli accertamenti dei titoli effetti (i riscontri sono in corso in questi giorni). Una corsia preferenziale sarà riservata alle persone non deambulanti. Dal momento in cui verrà assegnata la nuova casa non potrà più essere richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione. L’ordinanza 3806 specifica anche quali procedure seguire per quanti vivono nelle frazioni dell’Aquila: «Per gli abitanti, appositamente individuati dal sindaco, le cui abitazioni sono distrutte o gravemente danneggiate con esito di agibilità di tipo E o F, ovvero ubicate nelle zone rosse, si provvederà ad allestire moduli abitativi provvisori». L’elenco coi nomi degli assegnatari dovrebbe essere pronto al massimo entro venerdì, così come aveva assicurato anche il prefetto Gabrielli . «Stiamo stringendo i tempi per le assegnazioni», è quanto spiegato domenica scorsa dal prefetto, a margine della festa regionale delle famiglie. «Il 18 settembre partiamo con le prime chiamate ai cittadini che dovranno entrare nelle nuove case. Il primo gruppo sarà di duemila persone», ha detto Gabrielli, «saremo rigorosi. Si terrà conto delle indicazioni che sono state fornite dai cittadini anche se non sarà possibile accontentare la prima scelta di tutti, ma nessuno verrà dimenticato». Per quanto riguarda i primi ingressi nelle nuove Case, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha confermato che avverranno entro il 29 settembre.

Roberto Raschiatore

Onore ai nostri Caduti a Kabul

Attentato a Kabul, colpiti due nostri blindati: morti 6 parà della Folgore

Un kamikaze in auto si fa saltare in aria sulla strada dell'aeroporto.

Tra i nostri soldati 4 feriti.

Le vittime dell'attentato:

 7--75x60 5--75x60  2--75x60

  6--75x604--75x601--75x603--75x60

 

 

 

Speciale l'Aquila -- Porta a Porta -- A voi la parola.....

berlusconi-a-porta-a-porta Uno spettacolo "imperdibile" quello consumatosi ieri sera negli studi televisivi di Porta a Porta. La puntata esclusiva dedicata al "trionfo aquilano" del premier Silvio Berlusconi è stata in grado di monopolizzare l'attenzione dei media nei giorni scorsi ed altresì di comportare lo slittamento di due trasmissioni in programma per la stessa fascia oraria: Ballarò su Raitre e Matrix su Canale 5.
Un cambio di palinsesto così repentino che in questo paese non trova paragoni neanche in occasione del Festival di Sanremo, della finale dei Mondiali di calcio o di un attentato terroristico nel centro di New York.
Un pericoloso gioco mediatico e democratico che poteva essere sorretto solo dall'alibi della necessità di garantire a questo evento straordinario il massimo ascolto possibile.
13,47% lo share della serata. Annientato dalla contro-programmazione di Canale 5 e tallonato dal gradevole "L'ispettore Coliandro" in onda su Raidue. Uno dei peggiori indici d'ascolto nella storia di Raiuno.
Il 68,4% della popolazione italiana, fervida sostenitrice del Presidente Berlusconi, ieri sembra avergli voltato le spalle.
La trasmissione ha fornito l'occasione per parlare di tutto: l'inaugurazione di Onna, i rapporti di amore-odio con Gianfranco Fini, gli scontri politici con l'UDC di Casini, De Gasperi versus Berlusconi, "le tasse della minoranza comunista", il problema dell'informazione in Italia.
Si è parlato di tutto tranne che dell'Aquila, dei fondi stanziati dallo Stato per la ricostruzione, della sistemazione della popolazione aquilana che non godrà della lotteria delle C.A.S.E., delle tasse che gli aquilani pagheranno con tanto di arretrati dal primo gennaio, dei soldi sottratti al "bonus famiglia" per finanziare l'emergenza, delle responsabilità politiche (sempre più emergenti) sull'incuria a danno degli edifici strategici del paese, delle accuse alla Commissione "Grandi Rischi".
Su L'Aquila, all'atto pratico, si è detto ben poco. E quel poco è stato farcito, arricchito ed aggraziato da una sequela patetica di menzogne. Queste menzogne.
Minuto 5:56.
Silvio Berlusconi: "Era proprio ad Onna che noi volevamo si ricominciasse a guardare al futuro con speranza, riprendendo una nuova vita. Abbiamo deciso quindi di dare la precedenza a questo villaggio".
Era davvero forte la volontà del governo di far ripartire tutto proprio da Onna. Tant'è che il 17 maggio gli abitanti del piccolo paesino martoriato scoprivano che il governo e la Protezione Civile avevano deciso tassativamente di non aprire nessun cantiere ad Onna. I cittadini avrebbero dovuto prendere posto negli anni a seguire negli alberghi e negli edifici del piano CASE, lontano dalle loro case (o da ciò che ne rimaneva).
Solo dopo numerose ed accorate proteste, sostenute peraltro dagli enti locali, la Croce Rossa e la Provincia Autonoma di Trento si sono fatte avanti per presentare il progetto delle villette in legno inaugurate ieri. Un progetto che il vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, alla fine, si è trovato costretto ad approvare.
Minuto 9:40.
Silvio Berlusconi: "...per completare il tutto entro la fine di novembre, i primi di dicembre. Il totale di persone sfollate che saranno sotto un tetto con una villa o un appartamento completamente arredati e dotati di tutti i comfort alla fine saranno 34/35 mila".
Il piano C.A.S.E. ed il piano M.A.P. (i moduli abitativi in legno) presentati e resi operativi da Governo e Protezione Civile garantiscono una sistemazione per fine anno complessivamente per 21 mila persone. 14 mila persone in meno di quelle dichiarate dal premier, che invece, allo stato attuale delle cose, dovranno vivere per molti mesi (o più probabilmente per alcuni anni) negli alberghi dell'intera regione. Niente ville o appartamenti arredati.
Minuto 15:04.
Bruno Vespa: "Un parlamentare serio come Anna Finocchiaro, capogruppo del Partito Democratico al Senato, ci ha invitato a stare ai fatti. Lei (Berlusconi, ndr) ha dato questi numeri come fatti. Lei ha detto che entro la fine dell'anno circa 30 mila persone entreranno in case come queste (ovvero MAP e CASE, ndr). Lei lo conferma?"
Silvio Berlusconi: "Assolutamente".
Si ribadisce un'inesistente verità.
Minuto 17:23.
Bruno Vespa: "Lei (Guido Bertolaso, ndr) ha agiunto che con la fine dell'anno lei cesserà il suo compito. Questo significa che con la fine dell'anno l'emergenza sarà finita. Questo significa che nessuno starà più fuori di una casa?"
Guido Bertolaso: "Esattamente!"
Bruno vespa: "O ci sarà ancora gente negli alberghi?"
Guido Bertolaso: "Potrà anche essere"
Tutti avranno una villa o un condominio dove vivere. Però qualcuno continuerà a dormire vita natural durante in un albergo.
Ricorda la frase della Fattoria degli Animali, di George Orwell: "Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri".
Minuto 22:52.
Bruno Vespa, rivolto ai rappresentanti della Provincia e della Protezione Civile di Trento: "Per costruire le case avete impiegato 4 mesi. Per costruire il nostro asilo ne avete impiegati 2. Credo sia un record assoluto..."
Silvio Berlusconi: "Significa che è stato trovato un nuovo metodo di portare avanti i lavori di costruzione".
Ovverosia decidere di non costruire nulla e dare il nulla osta alla costruzione solo quando si mettono di traverso Croce Rossa, Provincia di Trento e cittadini di Onna.
Minuto 32:09.
Silvio Berlusconi: "In Umbria e Marche tutti gli interventi sono risultati incomprensibilmente più lunghi di quanto previsto..."
Bruno Vespa: "Però alla fine hanno ricostruito lì..."
Silvio Berlusconi: "Sì, con 4/5 anni di ritardo rispetto ai tempi di oggi che abbiamo imposto e che stiamo realizzando".
Non è possibile fare un solo paragone sui tempi reali, dal momento che a L'Aquila la fase di ricostruzione non è assolutamente partita. Le abitazioni in costruzione sono la scelta fatta dal governo in alternativa alle case in legno e alle case mobili.
L'unico paragone che possiamo fare è sui soldi stanziati e sui tempi previsti: in Umbria e Marche furono stanziati per la ricostruzione privata 3,5 miliardi. 10 anni di tempo. 20 mila sfollati.
L'Aquila vede destinarsi 3,1 miliardi. 23 anni di tempo. 60 mila sfollati.
Minuto 39:20.
Silvio Berlusconi: "Per tutta L'Aquila per la ricostruzione saranno necessari 5/10 anni".
La legge sulla "Ricostruzione post-terremoto" prevede una tempistica di stanziamento dei fondi pari a 23 anni. Per di più, come il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha ricordato, gli assegni mensili di 20 milioni di euro sono stati già decurtati a 10.
Minuto 1:20:09.
Bruno Vespa: "Il fatto che per la prima volta vengono date case in tempi così rapidi è un fatto eccezionale".
Sono trascorsi 162 giorni dal sisma da quando i primi fortunati hanno potuto mettere piede nelle prime case in legno.
Per il terremoto in Irpinia (celebre per la disorganizzazione e le speculazioni che gravitarono sulla ricostruzione) le prime case in legno furono consegnate 122 giorni dopo il sisma. Ed erano 50 più di quelle consegnate ieri, come ricorda bene Antonello Caporale su Repubblica di ieri.
Peccato non aver dato il via alla costruzione di case in legno e case mobili sin dal principio, al posto dei C.A.S.E.(R.M.O.N.I.). Ora il governo avrebbe potuto fregiarsi realmente di un primato assoluto di qualità.

L'Aquila: un inganno dietro l'altro

Note di INFORMARE PER RESISTERE

Non è facile dire quale delle due condizioni esistenziali sia la peggiore: se essere liberamente ingannati e presi in giro delle massime autorità dello Stato o se esserne consapevoli, averci fatto l'abitudine ed 7635_131001323911_101748583911_2504400_5832698_nesserne miseramente rassegnati.
Una cosa è certa: l'inganno è facilmente sovvertibile, la rassegnazione molto meno.
Dopo oltre 5 mesi dal sisma, il centro storico del capoluogo abruzzese, ad esclusione di due sole strade, è ancora interamente chiuso.
Due sole le strade aperte al pubblico, avvolte da un silenzio surreale, interrotto dal vociare sommesso di pochi curiosi, reporters e cittadini ancora troppo increduli. L'assenza di ogni forma di vita animale è la curiosa dimostrazione di una città lasciata in balia di gru, operai e protezione civile. Nient'altro.
Nel disperato tentativo di mostrare una normalità ancora inesistente, il sottosegretario e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, annunciava con macerato orgoglio la riapertura al traffico (pedonale ed automobilistico) della tristemente celebre Via XX Settembre in occasione della visita del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, avvenuta il 6 settembre scorso.
Ieri, 11 settembre 2009, la via in questione era ancora completamente chiusa.
Accessibile solo ai mezzi di Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Nessun altro può metterci piede.
E' solo l'ultima delle grandi prese in giro che stanno rendendo i cittadini aquilani nuovi protagonisti delle barzellette governative, in sostituzione degli ormai antiquati Carabinieri.
Il primo maggio, all'unisono, Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso promettevano con sicurezza la consegna delle C.A.S.E. per 13 mila persone entro settembre o ottobre. La chiusura dei lavori per alcuni dei cantieri viene oggi datata 31 dicembre, data a cui vanno aggiunti tempi di collaudo e di sistemazione delle famiglie per ottenere la data finale di "reale utilizzo".
Pochi giorni dopo il terribile sisma il governo prometteva una sistemazione immediata e sicura per l'intera popolazione sfollata. Lo ha ribadito, soprattutto per bocca del suo "comandante", il Presidente Silvio Berlusconi, nei giorni successivi. E lo ribadisce ancora oggi.
In base alle cifre fornite dal censimento ufficiale della Protezione Civile, 36 mila sono le persone che non potranno riavere la propria abitazione se non nel giro di qualche anno, perché completamente (o quasi) rasa al suolo.
15 mila i posti-letto messi a disposizione del Piano C.A.S.E. e dai M.A.P. (i pochi moduli abitativi in legno).
Le altre 21 mila persone? Stando alla realtà dei fatti, sparsi tra gli alberghi della regione per anni, ed anni, ed anni.
Il giorno di Ferragosto Berlusconi annunciava per il 4 settembre l'apertura del cantiere di Cese di Preturo. Oggi, 12 settembre, il cantiere è ancora in piena attività.
Nelle prime conferenze stampa post-disastro, Berlusconi annunciava lo stanziamento di 8 miliardi iniziali per la ricostruzione. Il decreto "Ricostruzione" approvato in Parlamento stanzia 5,8 miliardi di euro fino al 2032. E 2,9 miliardi aggiuntivi, ma disponibili solo a partire dal 2033.
Per la ricostruzione privata 3,1 miliardi. Per il sisma in Umbria vennero stanziati 3,5 miliardi in 10 anni. E per una popolazione di sfollati pari a un terzo di quella aquilana.
Il 27 luglio il Ministro Tremonti prometteva l'annullamento del ripristino del pagamento delle tasse previsto per il 1° gennaio prossimo, attraverso apposita ordinanza della Protezione Civile.
L'ordinanza non è mai stata approvata. Allo stato delle cose attuale, i cittadini aquilani pagheranno le imposte e gli arretrati dovuti tra 4 mesi.
Aspettiamo la prossima bugia. Ed il mio relativo post dedicato.
Perché, che si sappia, la rassegnazione alla menzogna in questo spazio non ha diritto d'asilo.

PS: Prende ufficialmente vita oggi
Alla Fonte, una vasta ed accurata collezione di fonti documentate ed affidabili sui tanti aspetti scottanti che caratterizzano l'attualità di questo paese.
Niente opinioni, personalismi e soggettività, ma solo riassunti di testi di legge, decreti, fatti provati, inattaccabili. Uno schiaffo a tante realtà di comodo di questo paese.

Fonte: AlessandroTauro.blogspot

venerdì 11 settembre 2009

Tre comitati scrivono al Presidente della repubblica dopo la sua visita in Abruzzo. Lettera dei terremotati a Napolitano: "La verità è che restiamo senza case"

  • Corriere della Sera

    «Dopo cinque mesi non sappiamo dove passeremo l'inverno e gli alberghi sono già pieni di sfollati»

    Caro Presidente,
    le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l'hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, “fiducia e gente sorridente” che “crede molto nelle istituzioni”. Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro.

    E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono.
    Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E' poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme.
    Ma sulla strada che dall'Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E' il Piano C.A.S.E. (Comitati Antisismici Sostenibili Ecompatibili), voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell'istituzione Governo, convertito in legge dall'istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell'istituzione Regione Abruzzo e con l'avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell'Aquila. E questa è tutta un'altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario.
    Il Piano era già pronto, ambizioso e innovativo: per la prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o container ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente case vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa.
    Così 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante, lontane negli alberghi della costa abruzzese, perché tutti, in autunno, avrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della propria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C.A.S.E.. Ma, caro Presidente, non è andata così. Non gliel'hanno detto?
    Le tende hanno cominciato a toglierle davvero, solo che le case danneggiate non sono state riparate e le C.A.S.E., quando saranno tutte consegnate (dicembre? febbraio? aprile?), non basteranno. Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in caserma o in albergo - la destinazione viene comunicata poco prima in modo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell'aquilano sono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere piazzate in altri territori e province. Chi ha la fortuna di avere ancora lavoro a L'Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi – pare – messi a disposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno lì in attesa degli eventi.
    Questa è la storia di una devastazione annunciata, caro Presidente. Lo smembramento delle comunità, praticato all'indomani del terremoto, viene proseguito dopo cinque mesi e perpetuato in quelli a venire. Perché non si è saputo e non si è voluto dare priorità alla ricostruzione ma alla costruzione del nuovo. E poi l'antico adagio resta valido: divide et impera. Se vuoi comandare sulle persone, tienile separate. Nei campi tenda, dove le persone per forza stanno insieme, è vietato distribuire volantini, è vietato riunirsi e discutere liberamente. I diritti e le libertà costituzionali, caro Presidente.
    Con tutte le nostre forze, da subito, abbiamo chiesto alle istituzioni che venissero risparmiate sofferenze, denaro pubblico e le bellezze del territorio, ricorrendo a case di legno, prefabbricati e simili. Soluzioni rapide (4 settimane per averle pronte), economiche (un terzo di una C.A.S.A.), dignitose, sicure, che permettono di restare vicini nel proprio territorio da ricostruire e che possono essere rimosse quando non serviranno più. Ma non c'è stato nulla da fare. Le istituzioni non hanno voluto ascoltare.
    Bisogna costruire le nuove C.A.S.E. 24 ore al giorno, spendendo tutti i soldi che ci sono davvero - oltre 700 mil. di euro - e usando pure quelli donati dagli italiani. Tirando su, in tutta fretta, insediamenti che saranno definitivi, dove capita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri di prossimità ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con l'inverno alle porte, è fermo. Il riparabile non viene riparato, il centro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perché?
    Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via. Accettare che, almeno per un po', a L'Aquila non è possibile tornare. Ma se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto, diventerà progressivo e definitivo se qualcosa di importante non cambierà e subito.
    Tutto questo l'abbiamo denunciato, chiesto, urlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto questo nessuno le ha detto nulla? Perché nemmeno una perplessità, un dubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte?
    Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni. Eppure si sbaglia, caro Presidente, perché di fiducia non ce n'è più. La supponenza, l'arroganza, l'ignoranza, la complicità, gli interessi inconfessabili, l'incapacità e l'inettitudine logorano la fiducia nelle istituzioni. Come pure il silenzio.
    Comitato Rete-Aq, Campagna 100%,
    Ricostruzione – Trasparenza – Partecipazione

  • giovedì 10 settembre 2009

    Storia vera

    60012198 È una storia dura ma che riscalda il cuore… con una foto di John Gebhardt in Iraq.
    La moglie di John Gebhardt\'s, Mindy, ha detto che l’intera famiglia di questa piccola bambina è stata sterminata. Gli insorti volevano uccidere anche la bambina e così le hanno sparato alla testa… ma non ci sono riusciti. È stata curata nell’ospedale di John e adesso sta guarendo ma continua a piangere e a lamentarsi. Gli infermieri hanno detto che John è l’unico che sembra riuscire a calmarla per cui John ha passato quattro notti tenendola in braccio mentre tutti e due dormivano su quella sedia. La bambina continua a migliorare.
    John è un vero eroe di guerra e rappresenta ciò che il mondo occidentale sta cercando di fare.
    Questo, amici, merita di essere condiviso con il mondo! Fatelo!
    Non vedrete mai cose del genere al telegiornale. Fatelo girare. Se non lo fate non succede nulla ma la gente ha bisogno di vedere foto come questa e di rendersi conto che stiamo facendo la differenza. Anche se si tratta semplicemente di una piccola bambina per volta.