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lunedì 28 dicembre 2009

Un augurio speciale da me....

Desidero fare un augurio particolare a quelle persone che conoscono, per uno strano scherzo del destino, sia me che il mio blog, un augurio alle loro famiglie affinchè si rinvigoriscano con il nuovo anno portando loro solo gioia, serenità e godimenti della vita.buon-anno1

Un augurio ai miei figli ed anche ai miei nemici affinchè possano trasformare il loro odio in amore e possano testimoniare che non esiste solo orrore, invidia e prepotenza, ma anche e soprattutto dolcezza, comprensione ed altruismo.

Auguri a tutti gli innamorati che si amano teneramente ogni giorno e che si rinvigoriscono vicendevolmente..Auguri ai volontari e vigili del fuoco che si sono prodigati non solo per me e la mia famiglia, ma per tutti noi terremotati dell'Aquila, ai quali resterò riconoscente per sempre..auguri a tutte le persone che amo affinchè stiano sempre bene in salute..Auguri ai miei amici più cari, quelli a cui, in totale umiltà, voglio un mondo di bene, e per i quali auguro che la luce e la speranza nel bene non trovino mai fine..Un pensiero particolare vada anche a coloro che ci sono venuti a mancare improvvisamente nelle varie tragedie della vita e proprio a loro arrivi la mia preghiera più sentita..Un augurio particolare al mio cucciolone di nome Fray che ogni giorno mi regala tanta gioia...Per finire..auguri sinceri e di tutto cuore per uno splendido e fantasmagorico 2010...a tutti...ma proprio tutti..

b y Pia

Perchè si ha paura d'amare?

L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio" (Stendhal)

In questo aforisma di Stendhal è racchiusa tutta l'ambivalenza della forza attrattiva e, nello stesso tempo, loveisce della consapevolezza del rischio che il sentimento dell'amore porta con sé. E' incredibile pensare come ciò che più siamo propensi a cercare nella vita, l'amore completo ed eterno, rappresenti anche qualcosa che in parte temiamo. Molte persone (o magari anche noi, almeno una volta nella vita) hanno sperimentato la vertigine di un sentimento così forte, la voglia di volare ma anche il bisogno di rimanere zavorrati a terra.

Ma da dove viene la paura di amare?

Assurdo pensare di trovare una risposta nelle scarne righe di un post, ma possiamo comunque provare a fare qualche breve riflessioni in proposito.

La risposta più immediata che verrebbe in mente a tutti è che le delusioni pregresse possono aver lasciato il segno, che nessuno dopo una bastonata sui denti ha voglia di rimettersi in gioco. Allora, la paura di essere nuovamente feriti e di essere esposti ad un dolore ancora più devastante ci può condurre sulla strada della rinuncia, che può prendere due diverse direzioni. La prima ha a che fare con la chiusura in se stessi, ovvero il rifiuto sordo e silente ad avviare nuove relazioni, in una resa totale razionalizzata attraverso pseudo giustificazioni sui presunti lati negativi nell'intraprendere una nuova storia ("non si sa mai cosa posso trovare, in fondo sto bene così") o sulla ricerca puntigliosa dei difetti dell'altra persona. Un’altra direzione, che implica anch'essa una rinuncia ad amare, potrebbe essere quella di "tenere i piedi in due scarpe", di vivere contemporaneamente diverse relazioni "mordi e fuggi", di cambiare spesso rabbiosamente partner per non cambiare dentro, per non fare i conti con la rabbia che si ha dentro, in un tentativo vano di autoanestetizzarsi da un dolore troppo grande per poter essere accolto ed elaborato.

Ma c’è una seconda riflessione da fare: a volte dietro la paura di amare può nascondersi un’altra paura, ovvero quella di smarrirsi, di annullarsi, di vedere dissolti i confini tra sé e la persona amata. Non si tratta semplicemente del timore di perdere la propria libertà, ma di qualcosa di più profondo e che riguarda la paura di lasciarsi andare, di perdere il controllo di sé, delle proprie emozioni e, in ultima istanza, della propria vita. Ci si nasconde così dietro la maschera del distacco e della fuga dai sentimenti, in un rapporto dove tutto è già noto e deciso, dove non si lascia spazio all’imprevisto, alla sorpresa, all’immaginazione, al moto passionale.

In tutti i casi, la paura può essere vista come una forma di difesa, come un’emozione che ci fa compiere atti il cui scopo immediato è quello di proteggerci dal pericolo, ma che alla resa dei conti ci si ritorcono contro, in una sorta di autogol dove tutto ciò che noi viviamo come negativo non può trovare altro che una conferma nella realtà.
Indipendentemente dalla sua origine, la paura può essere l'altro specchio dell'amore, quello che ci fa sentire più ricchi ma anche più vulnerabili, che ci fa percepire grandi, ma anche molto, molto piccoli ...

giovedì 10 dicembre 2009

Genetica: un gene decide la nostra sensibilità verso gli altri

ANSA) - ROMA

E' scritto nel Dna 599252h49xxjdhwc se si è freddi e distanti dagli altri oppure inclini a commuoversi e a sentire come propri i problemi altrui, provando empatia per il prossimo. Lo rivela uno studio di Sarina Rodrigues dell'Oregon State University riportato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

A decidere quanta empatia siamo inclini a provare per le condizioni altrui, e anche come reagiamo a situazioni stressanti è il gene per il recettore dell'ossitocina, l'ormone dell'affetto e della fiducia. Il gene può presentarsi in due versioni, chiamate 'A' e 'G'. Gli individui portatori di due copie G del gene sono risultati piu' empatici e più reattivi a situazioni stressanti degli individui con AA o AG nel Dna. Non tutti sentiamo il prossimo allo stesso modo: alcuni di noi sono piu' empatici, si lasciano maggiormente coinvolgere dalle situazioni altrui e non possono fare a meno di commuoversi di fronte a un film, mentre altri riescono a rimanere più freddi e distanti dal dolore o dalla gioia altrui, e in situazioni stressanti sembrano 'sfingi', del tutto immuni dallo stress. Ebbene secondo gli esperti dietro questi differenti modi di porsi c'e' anche un motivo genetico da ricercarsi nel gene per il recettore che risponde all'ossitocina, ormone che ci aiuta ad avere fiducia nel prossimo e ad instaurare legami affettivi. 250x

Gli esperti hanno confrontato il Dna di 200 studenti con il loro 'grado' di empatia e di risposta allo stress e constatato che coloro che hanno la versione G del gene per il recettore sono più empatici e più reattivi allo stress di quelli che hanno il gene A. E' possibile che G sia piu' efficiente di A a rispondere all'ossitocina, e che questo renda alcuni di noi piu' predisposti ad empatizzare col prossimo. (ANSA).

giovedì 3 dicembre 2009

SIGNIFICATO DELLA FAMIGLIA PER I NOSTRI POLITICI

La famiglia per i nostri politici è come la musica, si descrive in note

Infatti, la famiglia:
Per Pecoraro Scanio è una nota traviata
1
Per Casini è una nota azzurra
Per Franceschini è una nota compagna
Per D’Onofrio è una nota improbabile
Per Di Pietro è una nota parabola: il figliol prodigo
Per Giovanardi è una nota serena
Per Fini è una nota nuova
Per Storace è una nota e basta
Per Berlusconi è una nota dolente
La famiglia in Italia è un valore primario e la politica la promuove:
Infatti i politici fanno a gara a rifarsene una nuova!

E ancora…

I PARTITI CONTANO LE PERCENTUALI
I POLITICI CONTANO GLI INCARICHI
I LEADER CONTANO I LORO RACCOMANDATI
LE SCUOLE CONTANO I TAGLI
LE UNIVERSITA’ CONTANO I FAMILIARI DEI BARONI SISTEMATI
I DIPENDENTI PUBBLICI CONTANO I GIORNI DI MALATTIA
I MALATI CONTANO I TEMPI DELLE LISTE DI ATTESA
I DIRIGENTI CONTANO GLI INCENTIVI AGLI OBIETTIVI
LE FAMIGLIE CONTANO I DEBITI
L’EUROPA CONTA I CLANDESTINI
I TIFOSI CONTANO I GOL
LE DONNE CONTANO SOLO SE GIOVANI, BELLE E "ALLEGRE"
GLI ELETTORI CONTANO I PARTITI
BERLUSCONI FA I CONTI CON LA MOGLIE
LA MAFIA ANCORA CONTA
GLI UNICI CHE NON CONTANO UN TUBO SONO GLI ITALIANI CHE , INVECE, SCONTANO.