mercoledì 14 gennaio 2009

Morti Bianche ossia Morti sul lavoro

L’Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia,lavoro1 il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade c he non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. A lanciare l’allarme è il Censis, Centro studi investimenti sociali. “Tuttavia, gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità”.

Se negli ultimi 11 anni gli omicidi sono diminuiti di un terzo (da 1.042 casi nel 1995 a 663 nel 2006), nei cantieri e sui posti di lavoro l’anno scorso sono morti 1.170 operai di cui quasi la metà in infortuni “stradali”, nel tragitto casa-lavoro o travolti mentre lavoravano in strada. Se si escludono i cosiddetti infortuni “in itinere” o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).

Confrontando gli omicidi con i morti per incidenti stradali, il Censis ha calcolato che i decessi in incidenti automobilistici sono otto volte gli omicidi. Nel 2006, in Italia sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091).

Tuttavia, “gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini”, ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. “Risalta in maniera evidente - ha proseguito Roma - la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così”.

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Senza nessun allarme sicurezza nazionale sui luoghi di lavoro la strage continua e continuerà giorno dopo giorno.

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Una cifra assurda riguarda i morti assassinati dal sistema di lavoro vigente nella Repubblica Democratica Italiana !!

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Questo e' il terreno fertile su cui si alimenta la quotidiana strage italiana sui luoghi di lavoro: la frammentazione del processo produttivo... dell'organizzazione del lavoro... la catena infinita di appalti e subappalti... la condizione sempre precaria dei lavoratori... e la loro conseguente ricattabilità..,per non parlare poi dell'abbassamento del costo del lavoro e conseguente sfruttamento.
Lo scandalo e' maggiore se si pensa alle continue inconcludenti chiacchiere politiche... che si fanno da anni ad ogni nuova vittima della strage del lavoro che non accenna a trovare risposte politico-strutturali.

Mentre sul tema della sicurezza per le strade e nelle nostre citta'... si propongono quotidianamente facendo gli staordinari... tutti gli attori politici ...chi con le ronde ...chi con i braccialetti ...chi sul versante della solidarieta' ecc...nessuna voce di allarme sociale si solleva sulle migliaia di vittime e mutilati del lavoro.

Eppure ci sono i numeri per giustificare una guerra ...ma quando si parla di impresa e lavoro in Italia c'e' sempre tanta omerta' !!
In pratica sul tema della sicurezza sul lavoro ..sul fatto che si esce per andare a guadagnarsi il pane... attraverso gli stipendi piu' bassi d'europa ...e lo si fa soprattutto senza nessuna certezza di tornare a casa ..tutti gli interessati i "potentatati" ...sorvolano soventemente omertosi ...oppure vagheggiano di globalizzazione. !!
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Si perche' quella di andare a lavorare, che ci sia ben chiaro una volta per tutte, e' una scelta ormai. Infatti nessuno formalmente ci obbliga ad andare a morire.

Cari concittadini in effetti potremmo tutti starcene a casa ..e cominciare a campare facendo i ladri ...o vivendo di espedienti ..oppure entrando in politica a fare "i Casti" nella CASTA...ladri o politicanti stessa razza stessa faccia,stessa feccia.

Perche' no.. invece di andare a fare i martiri a vita per stipendi da fame ..e per pagare a costoro la pensione dopo 5 anni in parlamento ..oltre a tutto il resto ...andiamo tutti a pelandroneggiare in parlamento oppure azzanniamoci pure gli uni con gli altri ritornando a briganteggiare come facevano i nostri antenati per poter riuscire a sopravvivere ai soprusi dei potenti.
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Questa lista è largamente incompleta.

Le informazioni scarseggiano, quando non vengono nascoste ad arte. quello deiricordi morti sul lavoro è un tema troppo scottante, perché i media mainstream lo sviluppino compiutamente. abbiamo bisogno del vostro aiuto. inviate segnalazioni, testi, foto, testimonianze, sui casi di cui siete a conoscenza. Intediamo con questa lista rendere il dovuto omaggio ai martiri dello sfruttamento, e contribuire a tenere viva la loro memoria. I primi posti dell’elenco sono riservati ai ‘nomi sconosciuti’, sono caduti sul lavoro che stampa e tv hanno liquidato in fretta, senza neanche prendersi il fastidio di indicarne i nominativi. ci sembra un doveroso, estremo omaggio, a donne ed uomini sfruttati in vita, e dimenticati in morte.

OMICIDI SUL LAVORO (Lista in continuo aggionamento)

Sicurezza_01

www.cadutisullavoro.it

Dall'inizio dell'anno ad ora
per lavoro, ci sono:
110 morti
110826 infortuni
2770 invalidi

Fonte: http://lavoro.articolo21.com/

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