mercoledì 6 gennaio 2016

“Tutto passa”

 
Tutto passa nella vita” diceva quella tizia.
Passano i pantaloni a zampa di elefante.
Passa la febbre.
Passano i treni, anche due volte, chi ha detto di no?
Passano le amiche, gli amici, i fidanzati.
Anche i mariti; le mogli poi!
Passa la voglia.
Passa il temporale e torna il sereno.
Passa la notte.
Passa il dolore, dopo cent’anni.
Passa il Natale, la Pasqua, …..
Passa la sabbia nella clessidra.
Passa il sangue dentro le vene.
Tutto passa, caro ragazzo.
Ciò che non passerà mai è tuo padre e tua madre.

mercoledì 2 dicembre 2015

Se volete entrare…….

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Se volete entrare nel cuore di una persona, tanto per cominciare, siate presenti e dimostrate di essere coerenti con quello che fate uscire dalla vostra bocca.

Le parole hanno poco valore e se pensate che bastino solo queste, sappiate di avere speranza con le galline.

Non sono ammesse sparizioni misteriose. Di queste, se ne occupa “chi l’ha visto”.

Per quanto mi riguarda, non oso sprecare un minuto della mia esistenza alla ricerca di chi sceglie di ignorarmi.

sabato 28 novembre 2015

Non voglio

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Io ti dico vivo benissimo senza te, la differenza è che non voglio. Io non sono il tipo che ti dirà “Non posso vivere senza di te” perché non sarebbe vero. Nella mia vita ho fatto a meno di persone che credevo indispensabili, ho passato periodi in cui nemmeno io volevo farmi compagnia, sono sopravvissuta alla solitudine e ne ho fatto un mio punto di forza. Potrei vivere benissimo senza di te, la differenza è che non voglio.”  – R. Daniels

venerdì 27 novembre 2015

Gaslighting – La crudele manipolazione mentale del partner

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La prima cosa a cui pensiamo quando si parla di violenza domestica sono i segni delle percosse sulla carne. Il prototipo mentale di violenza è qualcosa di evidente, qualcosa che colpisce anche lo spettatore esterno, qualcosa che non si può nascondere perché si impone prepotente e ci impedisce di distogliere lo sguardo. Non è così.

La violenza ha due facce. Quella arrogante fatta di botte e segni espliciti, e quella invisibile, nascosta dietro il dolore psicologico intimo e privato delle vittime.

Il Gaslighting è un particolare tipo di violenza invisibile. Questo termine è utilizzato per definire un insidioso comportamento manipolatorio messo in atto da una persona abusante mirato a far dubitare l’altra di se stessa, della sua capacità di giudizio e del suo grado di contatto con la realtà fino a sentirsi confusa, sbagliata, in errore. Nei casi più gravi, la persona che subisce il gaslighting può arrivare persino a credersi pazza.

Amo gli uomini

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Amo gli uomini. Quelli intelligenti.

Non quelli che sanno scrivere, quelli sono molti.

Gli uomini che amo io… ti sanno guardare dritto negli occhi,

e pretendono il tuo sguardo.

Non ti dicono che ci tengono a te… ma te lo dimostrano.

giovedì 17 settembre 2015

Non amo tutti

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Io dentro non mi affeziono a tutti, non amo tutti.

E se sento la mancanza è per chi ha solleticato il mio cuore,

sussurrato qualcosa di buono alla mia anima.

Non di certo per chi, spesso, te l'ha riempita di schiaffi.

E non mi fido di tutti.

Non tutti possono prendere spazio dentro me.

Non a tutti concedo di "guardarmi davvero".

_ Antonella Coletta _

domenica 26 luglio 2015

DOVE SONO FINITE LE BELLE PERSONE?

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Dove sono finite quelle “Belle persone”,
ma belle veramente.

Quelle che sorridono e ti danno il buongiorno anche se non ti conoscono.

Quelle che si aiutano uno con l'altro
senza un reale interesse.

La pratica dell’Ho’oponopono

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Questa pratica è molto antica e fa parte della cultura degli Huna, l’antico popolo che abitava le isole Hawaii. Ho’oponopono significa “mettere le cose al posto giusto”, o in termini più semplici, aggiustare le cose. Molti di noi hanno dei conflitti da risolvere e ci sono cose che non si riesce a riconciliare e perdonare. Il concetto basilare dietro Ho ‘oponopono richiede prima di tutto il rendersi conto della verità immutabile che la propria intera esistenza nasce da dentro, non dall’esterno.

Ho’oponopono è un potente sistema che

sabato 27 giugno 2015

Ai tempi miei

 

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Parlavo con mia nonna ieri, parlavo di quel lui che mi aveva tradita, ferita. E lei mi ha detto:”Sai, ai miei tempi quando un uomo si innamorava di una donna la amava e la rispettava sempre. Un giorno ero al mercato, io e nonno ci eravamo appena conosciuti e siamo andati a spasso tenendoci la mano. Ad ogni bancarella qualcosa mi meravigliava, bracciali, orecchini, colori, era tutto bellissimo ma a quei tempi i soldi mancavano e non potevo permettermi nulla. Quando mi riaccompagnò a casa mi salutò con un bacio, con la promessa che mi avrebbe chiamato una volta a casa.

lunedì 22 giugno 2015

L'incompletezza

 
L'incompletezza è di gran lunga la causa più comune: il partner non dà quello che ci si aspetta e che si trova invece in un'altra persona. Mille sono le sfaccettature dell'incompletezza. È proprio a causa di questa varietà che, parlando di tradimenti, troppo spesso si entra nel particolare per giustificare o per condannare. In realtà è un errore fondamentale: prima occorre definire la classe a cui il tradimento appartiene e ragionare sempre per schemi molto generali. Si scoprirà che non esiste comunque nessun motivo valido che giustifichi un tradimento.

mercoledì 17 giugno 2015

Cosa voglio per me


Cosa voglio per me? Solo serenità niente di più non mi importa la bella vita i bei vestiti no non sono queste le cose che mi rendono felice. Sono una di quelle persone che è felice con poco. Mi basta avere accanto le persone che amo vedere nei loro volti la gioia la tranquillità. Mi basta una tazza di caffè calda al mattino per sorridere. Mi basta una passeggiata in riva al mare. Mi basta la stima e l'amore delle persone che sono nel mio cuore. La grandezza non è in me sono una persona umile. Le grandezze le lascio a chi vive di superficialità... Io vivo di Emozioni!
 Vale Bianco
 
 

sabato 23 maggio 2015

Cara me, ti scrivo…(storia di una donna malata di Alzheimer)

Una notte d’amore. Ho dimenticato una notte d’amore. E’ cominciata così, la fine. Io non ricordo di aver dimenticato. Ho riso, quando lui insisteva. “Ascolta, Anna. Sei un’ottima attrice, ma non ho capito dove vuoi arrivare continuando a negare che sabato sei rimasta da me”: questo continuava a ripetere Franco. Era un lunedì mattina.

giovedì 21 maggio 2015

Le persone che amo per davvero

Sono poche le persone che io amo per davvero e ancora meno quelle delle quali io penso bene. Più conosco il mondo, più ne sono disgustata; e ogni giorno conferma la mia convinzione dell’incoerenza del carattere umano, e della poca fiducia che possiamo riporre in tutto ciò che può apparire merito o intelligenza.
J. Austen (Esther)

sabato 16 maggio 2015

Ho conosciuto il dolore

Ho conosciuto il dolore
(di persona, s’intende)
e lui mi ha conosciuto:
siamo amici da sempre,
io non l’ho mai perduto;
lui tanto meno,
che anzi si sente come finito
se, per un giorno solo,
non mi vede o non mi sente.

giovedì 14 maggio 2015

Cadde tanto in basso nella mia considerazione
che lo udii battere in terra
e andare a pezzi sulle pietre
in fondo alla mia mente.
ma rimproverai la sorte che lo abbatté meno
di quanto denunciai me stessa,
per aver tenuto oggetti placcati
sulla mensola degli argenti.
Emily Dickinson

venerdì 8 maggio 2015

Mare Nostro

 
Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accoglie le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Paura della libertà

Ognuno ha le sue prigioni , mentali, fisiche ...
Ognuno ci convive...
Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le facce diventano anonime...
Quando lo specchio comincia a darti del tu
quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la strada sembra il tuo tappeto rosso
metti insieme il tuo bagaglio.
Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie da vivere
riempilo di emozioni, musiche, liti, illusioni d’epoca, domande e risposte.

lunedì 4 maggio 2015

Se vuoi provarci

Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare
perdere ragazze, mogli,
parenti, lavori
e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare

lunedì 16 marzo 2015

Non sono perfetto

Lo so, non sono perfetto. Ma chissenefrega! Nemmeno la luna è perfetta: è piena di crateri. E il mare? Nemmeno lui: è troppo salato. E il cielo? Sempre così infinito! Insomma, le cose più belle non sono perfette. Sono speciali. (Bob Marley)


A quelli che non amo

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
nè riesce a toglierlo.

domenica 15 marzo 2015

Amare te stesso



È facile amare qualcun altro, ma amare ciò che sei, quella cosa che coincide con te, è esattamente come stringere a sé un ferro incandescente: ti brucia dentro, ed è un vero supplizio. Perciò amare in primo luogo qualcun altro è immancabilmente una fuga da tutti noi sperata, e goduta, quando ne siamo capaci. Ma alla fine i nodi verranno al pettine: non puoi fuggire da te stesso per sempre, devi fare ritorno, ripresentarti per quell’esperimento, sapere se sei realmente in grado d’amare. È questa la domanda – sei capace d’amare te stesso? (Carl Gustav Jung)

Quando sarò vecchia




Quando sarò vecchia,
se mai lo sarò,
so che il mio cuore ribelle
starà ancora ticchettando
e i dubbi e i vasti orizzonti
saluteranno ancora
i miei mattini.
(Gioconda Belli)

venerdì 27 febbraio 2015

Credo....

Tu sei stanca,
(Credo)
Dell’eterno puzzle di vivere e agire;
Anch’io.
Vieni con me,
allora,
E andiamocene molto lontano
(Io e te soli, capito!)

martedì 10 febbraio 2015

CREDERE

 
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè.
Uno di loro chiese all’altro:
  • Tu credi nella vita dopo il parto?
  • Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
  • Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
  • Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
  • Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.