giovedì 18 febbraio 2010

Compri casa? Occhio al sinkhole!

di Fausta Chiesa
Hai intenzione di comprare casa? Occhio a dove lo fai. Potrebbe esserci sotto un sinkhole. Un che? Un potenziale “buco sprofondato”, quello che gli esperti definiscono uno sprofondamento del terreno. Il nostro Paese, a causa delle sue caratteriHLM-1MorristownSinkholestiche geologiche, ma anche delle "belle" cose che fanno gli italiani, ne è pieno.
Purtroppo questi potenziali buchi spesso non sono considerati e sono ancora poco noti all’opinione pubblica. Eppure sono pericolosi tanto quanto frane e alluvioni. E visto che nessuno se ne occupa potrebbero benissimo aver costruito sopra proprio il palazzo dove tu stai per comprare un appartamento, spendendo tutti i risparmi di una vita che, un bel giorno, potrebbero andare in fumo.
Da alcuni anni, però, l’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) sta conducendo studi e ricerche su questi fenomeni naturali di sprofondamento. Lavori che hanno anche prodotto una prima raccolta di dati finalizzati al censimento dei fenomeni di sinkhole. Tanto che ha prodotto anche un database
Che cosa diavolo sono?
Ma che cosa sono esattamente i sinkhole? In pratica si tratta di una catastrofe naturale, che interessa la superficie del suolo. Sono sprofondamenti del terreno, voragini di forma circolare che si aprono improvvisamente e che possono essere davvero molto grandi. Il diametro e la profondità possono arrivare anche a svariati metri. Tra gli eventi che possono provocare la formazione di un sinkhole ci sono:
l’alternanza di periodi secchi e piovosi con conseguenti rilevanti oscillazioni della falda, le scosse sismiche, attività dell’uomo come l’estrazione di acqua.
Dunque terremoti e piogge copiose, ma anche attività umane, possono preparare il terreno per farti sprofondare la casa. Ma dove c’è più pericolo di trovarsi un sinkhole?
Attenti a Toscana e Lazio
Le sinkhole prone areas, cioè aree caratterizzate da questi fenomeni e fortemente a rischio, si trovano principalmente nelle conche intramontane e nelle pianure costiere dell’Appennino Centrale e Settentrionale. Lazio e Toscana sono le regioni a più alto rischio. Una delle principali sinkhole prone areas dell’Appennino centrale è la Piana di San Vittorino, in provincia di Rieti. In totale sono stati censiti dal Servizio geologico nazionale 850 casi di sinkholes naturali e circa un centinaio di origine antropica. E tra le città? Roma e Napoli sono le più a rischio, ma anche Cagliari, Lecce e una lunga lista di altri comuni di Lazio, Abruzzo, Toscana, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Sono i risultati di uno studio dell’Ispra realizzato per riaccendere l’attenzione sul fenomeno.
Roma non far la stupida
Cerchi casa nella capitale? Roma è splendida, ma... un po’ dissestata. Sono circa 100 i fenomeni di dissesto che hanno colpito la capitale italiana dal 1915 a oggi, tutti essenzialmente dovuti a cave sotterranee di materiali da costruzione: episodi che, oltre ai danni materiali, hanno causato non poche vittime. Tra i quartieri oggi più a rischio, il Centro storico, Prenestino, Tor Pignattara, Appio – Tuscolano, Monteverde vecchio e la zona di San Pietro. Ami la Puglia? Presta attenzione al territorio di Altamura, pieno di voragini, così come a Marina di Lesina e a Gallipoli, dove circa tre anni fa ci fu lo sprofondamento di Via Firenze. Non è immune neanche l’Abruzzo, dove la zona più pericolosa è il lago Sinizzo a San Demetrio ne’ Vestini in provincia dell’Aquila, in cui non molto tempo fa si trovava un’area di ristoro per famiglie e oggi divenuta inaccessibile impraticabile. In diverse aree della piana aquilana (Roio Piano, Civita di Bagno e il paese di Onna, completamente devastato dal terremoto), gli sprofondamenti del suolo sono spesso mascherati dalle strutture che sono state costruite sopra.

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