domenica 14 febbraio 2010

Esseri fragili

96dbe7b8d4ceec91e62228b0476e8d2a Quelli senza pelle li riconosci subito.
Trasparenti come acque limpide di prima mattina, ti guardano solo per un attimo e già ti sanno.
Sono rotti, spappolati, lacerati, le emozioni li colpiscono senza mediazioni.
Ma in quanto frantumati sono anche aperti ed aperto è il loro cuore, pronto a darsi. Tutto. Tutto intero, ogni volta intatto e nuovo e di nuovo e di nuovo ancora.
Sono persone nuove ad ogni risveglio e non devi faticare per star loro di fianco. Non devi inventarti un altro te stesso perché non hai nulla da temere, non ti giudicheranno e coglieranno quel guizzo di improvvisa gioia o la fitta di malinconia senza che tu la esprima.
Tutta la casa, la stanza, lo spazio che occupano addolcisce per chi li riconosce.
Con loro non sei più solo nel tuo pensarti storto.

Di soldi hanno bisogno, ma non te lo diranno mai, li accetteranno con un sorriso se saprai offrirglieli, e non è questo che li umilierà. Mendicanti in limousine ieri, benestanti in bicicletta il giorno successivo.
Capaci di immense felicità anche solo per una promessa, spesso non si rassegnano al loro destino che li vuole grandi.
Ritrosi e schivi una volta completata l’opera ne sono solo sinceramente commossi.
Il quotidiano li affascina e possono con una piccola alchimia raddoppiare la durata di un pomeriggio ancora da fare.
Recipienti di fragilità, rivoltati più e più volte come vecchi giacconi, hanno sempre nella tasca interna della giacca un pacchetto di cartine di tornasole: te la poggiano sull’anima e sanno subito il tuo tasso di acidità.
Nell’amore, nel sesso, spesso rabbioso e tragico oppure inceppato e pudico, affogano, soccombono o trovano il Nirvana.
Li riconoscerete facilmente nei caffè, nelle piazze perchè la loro ombra li segue volentieri, non va mai in esilio. E’ fiera e gocciola, è di cioccolato e nerofumo.
Non rimproverateli senza motivo, ve ne prego, si accartoccerebbero come foglie in autunno, arrossendo, cadendo.
Abbiate cura di questi esseri speciali e rari. Innaffiateli d’amore.
Sono nati già grandi e moriranno bambini e sanguineranno un milione di volte con le stelle appese al cappotto.

Anonimo

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