giovedì 1 gennaio 2009

Bulimia ed Anoressia


Questa foto ritrae la tragica fine di una ragazza anoressica-bulimica.
La causa di morte è stata precisata dopo un attenta autopsia come:“Shock neurogenico” conseguente a rottura delle pareti dello stomaco in ragazza affetta da anoressia nervosa.Una cosa è certa che non esporrò l'intera autopsia perchè il contenuto è troppo raccapricciante ed anche perchè penso che la foto può bastare a dare il senso ad una storia che come questa e tantissime altre purtroppo di senso non ne hanno.Osservate la posizione in cui si trova il corpo. Il colore dei suoi arti, ripiegata sul suo stomaco. Aveva solo 19 anni e soffriva di bulimia da 5 anni. Era alta 1.55 cm. Per un peso di 43 kg. E' morta a causa di una lacerazione dello stomaco dopo aver ingerito un volume di 5,6 litri di cibo


Purtroppo continueranno a morire ragazze come questa fintanto esalteremo la bellezza e la perfezione come emblema di soddisfazione personale e di raggiungimento della felicità. I veri malati siamo noi e se non curiamo prima noi stessi non potremmo mai aiutare gli altri.


Però a questo punto mi sorge spontanea un ultima considerazione e dico solo che non sarà mai di moda né tantomeno gratificante,doversi trovare a trascorrere gli ultimi istanti della tua vita su di un cesso..........


ANORESSIA E BULIMIA

Il malessere può trasformarsi davvero in un nostro grande alleato e aiutarci a definire i contorni del mondo, degli istinti e dei desideri, la censura dei quali è la vera patologia: dell'anima, del vivere e, all'inizio come alla fine, della considerazione onesta di noi stessi.



I disturbi della alimentazione sono uno dei problemi tipici del nostro tempo. E riguardando molte ragazze e giovani donne (i maschi molto meno, perché finiscono per "scegliere" altre espressioni di disagio). Secondo i dati, nel mondo ricco, su cento giovanitra i 14 e i 25 anni sono in dieci a soffrirne. Ma se l'anoressia è la patologia più visibile per la magrezza tragica che provoca, la bulimia(pur altrettanto grave) è invece più nascosta. Essa viene custodita come un segreto, finché qualcuno (di solito i familiari) se ne accorge.



Si tratta di un disturbo che traduce in malattia il senso di solitudine e di vuoto, che poi sfocia nel rito delle abbuffate, da consumare di nascosto, seguite dal senso di colpa e, quindi, dal ricorso al vomito, ai lassativi o ai diuretici. Sul piano clinico, si parla di bulimia quando questo accade almeno due volte alla settimana per un periodo di tre mesi. Le conseguenze? Oltre a un difficile controllo del peso, un senso di sconforto che può portare a rinunciareai propri progetti, a isolarsi dai coetanei.



L'ANORESSIA: di solito inizia con una dieta al fine di migliorare la propria immagine.



Comporta il drastico rifiuto del cibo allo scopo di perseguire un ideale di magrezza irraggiungibile: la persona anoressica non si sente mai magra abbastanza.



Il corpo, ridotto all'osso, si fa teatro di una sofferenza interiore che le parole non riescono a dire.



L'anoressia cela un profondo disagio che si tenta di mettere a tacere attraverso il controllo ossessivo delle calorie e del peso. L'anoressia colpisce duramente il corpo, lo attacca nelle sue funzioni vitali e può condurre a gravissime conseguenze fisiche quali insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, perdita dei denti e dei capelli.
Di anoressia si può morire.



Estremizzando non a caso, nell'anoressia si verifica un rifiuto della femminilità, del divenire una donna adulta e della sessualità. Infatti le ragazze perdono le rotondità, seno, sedere, cosce... Perdono quelle caratteristiche fisiche che trasmettono morbidezza, accoglienza, sensualità... Inoltre avviene l'amenorrea (assenza di ciclo mestruale da minimo 3 mesi).



Molti endocrinologi dichiarano che l'assetto ormonale torna ad essere prepuberale.




Secondo la psicoanalisi vi è un disinvestimento libidico con un rigido ripiegamento narcisistico interno.




In entrambi i disagi è difficile guarire da soli: nella maggior parte dei casi serve un aiuto terapeutico.



La Bulimia: è un disturbo alimentare caratterizzato da un irrefrenabile bisogno di mangiare.



Causa frequente di obesità, la bulimia si manifesta con ripetuti accessi di fame



che costringono il paziente a ingurgitare frettolosamente grandi quantità



di cibo (la classica abbuffata), generalmente con l'impressione, durante tali episodi,



di perdere il controllo della situazione (ovvero di non riuscire a fermarsi e



resistere al desiderio di mangiare).



L'attacco di bulimia è normalmente seguito da sensi di colpa, frustrazione e agitazione.



L'1,5% circa della popolazione fra i dodici e i trent'anni (con prevalenza del sesso femminile)



soffre di bulimia. I meccanismi compensatori che seguono



l'abbuffata sono costituiti generalmente da vomito auto indotto, ma possono esservi



anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno forzato e attività fisica eccessiva.



La malattia presenta molte analogie con l'anoressia, come l'eccessiva preoccupazione del peso,



la continua ricerca di approvazione per il proprio comportamento e aspetto fisico



e l'idea ossessiva del cibo. L'alternanza di una notevole ingestione di cibo



e dei meccanismi compensatori è la reazione per lo più a problemi emozionali,



ovvero alla scarsa capacità di gestire le emozioni sgradevoli.



La sofferenza per l'alternanza di abbuffate e di sensi di colpa e



privazioni distraggono l'attenzione dai problemi reali, rendendoli più sopportabili.



Generalmente la bulimia inizia con un tentativo di mettersi a dieta;



in seguito i meccanismi compensatori messi in atto sono percepiti come una soluzione



per il controllo del peso e via via si consolidano nel tempo fino a uscire



completamente dal controllo del paziente.



Le principali conseguenze sulla salute dei soggetti bulimici sono i traumi



all'apparato gastroenterico, squilibri ormonali che portano, nelle donne,



ad amenorrea (mancanza del ciclo mestruale), fino allo squilibrio elettrolitico,



una grave carenza di potassio e sodio a causa dei meccanismi compensatori,



che può portare ad aritmie cardiache e anche alla morte.



Come l'anoressia, anche la bulimia è un disordine alimentare che trae origine



dalla storia familiare del soggetto, dai suoi problemi psicologici e



anche da una possibile tendenza alla depressione.



L'approccio terapeutico di solito si avvale di psicoterapeuti e può prevedere



sedute individuali, di familiari o di gruppo. La cura farmacologica generalmente



è a base di antidepressivi, in quanto spesso la bulimia è associata a depressione.



Ma per chi preferisce la medicina naturale, può rivolgersi ai trattamenti



complementari di naturopatia, con discreto successo.





COME SI FA A CAPIRE SE UNA PERSONA SOFFRE DI ANORESSIA?




Per poter parlare di Anoressia, non basta che una persona abbia perso peso o sia costantemente a dieta. Devono essere presenti in contemporanea questi aspetti:




- la persona si rifiuta di mantenere il proprio peso al di sopra dell’85% del peso previsto,per la sua altezza e la sua età. Questo dato si può capire in questo modo:
se il peso corretto per una certa altezza risulta di essere 55 kg. l’85% corrisponde a circa 46 kg, se il peso scende al di sotto di questa soglia il primo criterio per la valutazione dell’Anoressia è soddisfatto.




- la persona ha una fortissima paura di recuperare peso o di essere grassa anche in presenza di un'evidente denutrizione.




- la persona è eccessivamente preoccupata per il proprio aspetto fisico e per il proprio peso (questo influisce sulla propria autostima e la spinge al bisogno di controllare costantemente la propria forma fisica anche a costo di subire danni fisiologici rilevanti ed evidenti).




- la persona, se è di sesso femminile e in età mestruale, non presenta più il ciclo da circa tre mesi.



CHE COSA SUCCEDE AL CORPO DURANTE L’ANORESSIA?




L’aspetto paradossale è che nonostante l’organismo sia in grave stato di malnutrizione, il sistema immunitario, nella sua globalità, non risulta compromesso.
Il corpo instaura una sorta di adattamento metabolico alla carenza del cibo tale, da consentire la sopravvivenza entro certi limiti. Gli squilibri più evidenti si manifestano a più livelli:
- carenza di vitamine soprattutto dei gruppi B e D.
- carenza di Acidi grassi essenziali e di zinco, che creano secchezza della pelle, debolezza dei capelli fino all’alopecia.
- danni alla muscolatura, che per la scarsità di proteine si danneggia e s'indebolisce fino ad atrofizzarsi, creando nei casi più gravi lo stato di “pelle ed ossa”.
- disidratazione e perdita dei minerali come magnesio, potassio calcio e fosforo, che possono provocare aritmie e abbassamenti di pressione se ci sono azioni “purgative”.
- il vomito protratto crea lesioni a carico dell’esofago, e la diarrea crea danni all’intestino.
- il calo di peso fa scattare le alterazioni ormonali, quando l’asse ipotalamo ipofisi surrene va in tilt, si immettono nel sangue livelli molto alti di cortisolo (ormone dello stress).
- la tiroide va in ipofunzionamento, rallentando i ritmi del metabolismo per compensare la carenza di cibo. Le ghiandole sessuali non sintetizzano più gli ormoni
FSH e LH, causando un blocco del mestruo.
- la malnutrizione influenza in modo pesante l’umore che va incontro a gravi forme di depressioni.




CI SONO DEI SEGNALI ANTICIPATORI DELLA MALATTIA CHE POSSONO METTERE IN ALLARME?




L'età media dell’insorgenza della patologia si colloca fra i 12 e i 18 anni. Anche in questo caso l’adolescenza si conferma il periodo più critico della vita dei ragazzi. Dobbiamo prestare attenzione ai seguenti comportamenti:
- non vi è più rispetto per l’orario dei pasti.
- mangia solo poche cose molto selezionate.
- non mangia in compagnia.
- assume ritmi di vita molto frenetici, svolge molte attività fra i quali moltissima attività fisica.
- si pesa molte volte al giorno.
- passa molto tempo davanti allo specchio.
- si lamenta di non essere magra.
- si fa molto influenzare dagli stereotipi della moda.

QUALI SONO GLI ALTRI COMPORTAMENTI TIPICI DELL’ANORESSIA?




La ragazza anoressica si presenta molto educata, fredda, ipercontrollata, scostante, sostiene di non aver nessun problema e di stare molto bene.
Le famiglie di queste ragazze parlano di un improvviso mutamento del loro carattere con l’inizio del disturbo, da persone miti e diligenti diventano scontrose, chiuse e solitarie. Non riescono ad instaurare nuovi rapporti di amicizia e si allontanano da quelle vecchie. Rifiutano relazioni amorose adeguate all’età, e spesso non hanno mai avuto un reale rapporto
sentimentale. A scuola incarnano il modello della “perfezionista”, della prima della classe, ma contemporaneamente si isolano intrattenendo con gli altri solo rapporti freddi e formali. Iperattive, soprattutto negli impegni sportivi.




COME E’ IL CLIMA NELLA FAMIGLIA DELLA PERSONA ANORESSICA?




Tutta la famiglia si organizza intorno al sintomo anoressico: i genitori non parlano d’altro, mentre la persona anoressica non parla mai del suo cibarsi.
Sotto la facciata della normalità e felicità domestica, rigidamente mantenuta e difesa, si svela un profondo stato di insoddisfazione, spesso negato anche davanti all’evidenza. I rapporti all’interno di queste famiglie sono molto tesi, soprattutto fra madre e figlia, anche per le questioni alimentari.
Le madri presentano spesso delle identiche caratteristiche: sono donne PILASTRO della famiglia che gestiscono ogni aspetto della vita famigliare, rigide e molto controllate. Piuttosto fredde affettivamente, intendono imporre a tutti i loro schemi. Al di là di un buon adattamento sociale, esse covano un rifiuto profondo della propria femminilità, che
viene fatto coincidere con i temi della dipendenza passiva, della debolezza rispetto al modello maschile, e che involontariamente trasmettono alle figlie. Il messaggio che durante tutta l’educazione queste madri comunicano inconsciamente alle loro figlie, è di negazione della femminilità, vissuta come sottomissione.
Il padre è sovente una figura sfumata, dal carattere debole, schiacciato dalla moglie, assente non fisicamente ma affettivamente.
Da qui sembra che chi usa L’ANORESSIA COME UNICA VIA DI COMUNICAZIONE, non possa avere come riferimento né un vero modello femminile della madre, né un modello maschile del padre. Quindi galleggia in un universo di confusione di genere e di identità.
Le ragazze sono spesso ipercritiche nel confronti dei fratelli, ma rispetto a se stesse mantengono un alone di mistero, nessuno sa molto di loro, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione, questo perché la persona anoressica nutre un profondo disprezzo per la tavola familiare, e quindi non mangia con i proprie parenti, cerca di cibarsi prima o dopo degli altri, mangia in piedi in un angolo della cucina o in camera sua, ma sempre si nascosto.
Ama tuttavia -paradossalmente- cucinare per gli altri, costringendo i familiari a tavola con pasti abbondanti e raffinati, dei quali lei non assaggia assolutamente nulla.



Gloria Origlia.






videoQuesto video l'ho creato affinchè possa far capire meglio la gravità del problema.......ma la speranza di guarire c'è, basta volerlo!!!!



2 commenti:

Veggie ha detto...

E' importante che qualcuno parli di queste cose... Perchè il cuore dei disturbi alimentari è proprio il silenzio... quindi dobbiamo in ogni modo cercare di rompere il silenzio!!
Certo, dato che ci sono passata e ci sto ancora lottando, trovo molti luoghi comuni affatto veri nel post... Ma almeno c'è un tentativo di dare uno sguardo al problema...
Grazie...

Fed200 ha detto...

Grazie a te Veggie,
vorrei poter fare di più dal momento che proprio ieri è morta un'amica anoressica che si è suicidata......credimi, mi sento impotente ma ho tanta rabbia dentro,perchè non si può e non si deve morire così.