venerdì 30 gennaio 2009

L'Uomo Pinocchio


QUANDO LUI E' UN "BUGIARDO PATOLOGICO"

Esiste davvero una "sindrome del bugiardo?"

Chi racconta una bugia è quasi sempre mosso da una tattica, un piano strategico che tende verso un  obiettivo, un fine. La bugia e' una strategia che, nelle attese di chi la
adotta, permette di ottenere qualcosa in più rispetto alla "verità". E' un comportamento che
garantirebbe la "sopravvivenza", socialmente utile perché consente di avere buone relazioni con tutti,  ricavarne vantaggi sul lavoro, schivare le responsabilità, sottrarsi a controlli o critiche. Inganni senza fine dove, credendo di imbrogliare gli altri, si
finisce con il tradire se stessi. Recitare ruoli o personaggi lontani dal nostro modo di essere, affezionarsi ad un scenario inventato ad hoc per farci accettare dagli altri o per garantire la sopravvivenza della nostra autostima.
La tendenza a dire bugie è un aspetto predominante di alcune tipologie di personalità come quella narcisista o addirittura quella deviante.
Prendere in prestito il personaggio di Pinocchio attraverso la metafora della sua storia ci può essere utile per meglio identificare coloro che hanno una forte tendenza a raccontare bugie.

Pinocchio è un burattino di legno che vuole diventare un bravo ragazzo (in carne ed ossa), cerca di essere adulto o meglio finge di essere grande ma in realtà si comporta come un bambino. Nella fiaba Pinocchio si ripromette di ascoltare papà Geppetto e la Fatina (che potremmo metaforicamente assimilare alla mamma) ma purtroppo i suoi desideri lo spingono sempre ad agire impulsivamente e a non preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni ("fa spallucce"): non è un caso che il paese dei balocchi si riveli una grande fregatura.
Nella prima parte della storia il Grillo parlante (il genitore interiorizzato) viene schiacciato con una martellata. Quante promesse, a se stesso e agli adulti, di diventare giudizioso e bravo! Pinocchio ha una grande voglia di vivere, entusiasmo, curiosità, creatività da vendere in opposizione al mondo degli adulti tutto improntato alla ricerca del successo, del denaro e dei beni materiali.

L'uomo "Pinocchio", così come il burattino, rimane infantile, senza la capacità di integrare la propria personalità con la difficoltà a mantenere i propri impegni, a prendersi le proprie responsabilità, con la forte tendenza a dire continue bugie per non affrontare la propria realtà.

Perché un uomo può arrivare a costruire la propria esistenza sulle bugie?



La favola di Collodi si conclude con la raggiunta maturità del burattino: diviene un ragazzino
assennato, studia, salva il suo papà dalla balena ed in seguito si occupa di lui, grato per tutto il bene
che le due figure adulte importanti (Geppetto e la Fatina) gli hanno donato. Il bambino si evolve
psichicamente e diviene quindi un adulto. Perché in alcuni uomini non avviene la
trasformazione, la crescita psichica e rimane quella fastidiosa tendenza a raccontarsi e raccontare
frottole dando di sé una immagine non autentica? E' una trama che si
ripete tutta la vita all'interno della quale si ha la tendenza a non essere se stessi, a manipolare
continuamente il rapporto con se stessi e con gli altri, allontanando il sano desiderio di costruire la
propria intimità. Perché? Troppo intense sono le paure e le sofferenze infantili, tanto da voler evitare di
riviverle, si predilige così un atteggiamento efficace come quello di manipolare gli altri in modo da
allontanare il rischio che si possa ripresentare l'antico scenario vissuto con i propri genitori! Una sorta di autoinganno, di
vera e propria assenza di consapevolezza. Vivere illudendosi e vivere illudendo gli altri.

Come riconoscere un bugiardo patologico?



L'uomo-Pinocchio ha una grande necessità di mantenere alta la sua autostima ad ogni costo
attraverso conferme continue della sua abilità nel controllare gli altri, ha una grande difficoltà nel
comprendere di avere bisogno di aiuto e soprattutto nel chiedere aiuto, forse l'unica occasione che
potrebbe spingerlo a chiedere aiuto è l'esperienza di abbandoni inaspettati che lo costringono a
rimanere solo. Dopo una menzogna si pente momentaneamente, ma ciò non è mai seguito da un reale
cambiamento. E' raro che viva sensi di colpa e vergogna, c'è una forte tendenza a colpevolizzare chi
lo accusa, il comportamento che lo contraddistingue è impulsivo, con una inclinazione a vivere l'
"attimo fuggente". E naturalmente ha una grande difficoltà a progettare e a mantenere dei programmi
costruttivi. L'uomo- Pinocchio è bravissimo a trarre il proprio vantaggio nel rapporto con gli altri, con
grande maestria tiene lontano il prossimo, disprezzandolo e mettendolo in una posizione di inferiorità:
perchè questo accada è costretto a circondarsi di persone che, pur di sentirsi importanti,
(generalmente per risolvere un proprio senso di inadeguatezza) hanno la tendenza a "volerlo salvare"
a tutti i costi. Pinocchio esiste solo insieme alla Fatina che lo salva. Le Fatine per eccellenza sono donne che tendono, per natura, a negare l'evidenza dei comportamenti
trasgressivi altrui.

Si può guarire da questa condizione?



Cambiare significa innanzitutto rendersi conto che si sta recitando un copione, che non si è se stessi
e l'uomo Pinocchio, per la sua natura, non è certo agevolato in questa coraggiosa rivoluzione
interiore. Forse l'unica possibilità che potrebbe aprire loro uno spiraglio è l'essere abbandonati,
Trovarsi completamente soli con la mancata possibilità di "utilizzare" le donne. Potrebbe essere
determinante il fatto che la donna non perdoni più Pinocchio quando fa delle marachelle specialmente
se sono continue e senza speranza. Il cambiamento dell'uomo potrebbe essere vantaggioso solo se è
interiore, profondo, dovrebbe legarsi alla perdita definitiva della tendenza a ricavare dei vantaggi
attraverso le menzogne e le manipolazioni. Cambiare è possibile, almeno in potenza.
Un numero assai consistente di uomini vive vite parallele. Spesso uomini sposati mantengono per
anni relazioni extraconiugali che sembrano non intaccare minimamente la loro convinzione a vivere in
famiglia nel ruolo stabile di mariti e padri. Si muovono come se niente fosse da un contesto all'altro in
palese incompatibilità affettiva, pur tuttavia, senza tormenti e dubbi. Dichiarano il loro amore per la
moglie (madre dei loro figli) e poi contemporaneamente la tradiscono senza titubanza. Dividersi in
storie parallele è molto comune tra gli uomini- Pinocchio che, per un eccesso di predisposizione
narcisistica
vivono il piacere "speciale" e l'onore di sentirsi al centro dello scenario affettivo di più
donne, moltiplicando occasioni di appagamento e di consenso femminile. Non sentono la necessità di
fare una scelta. In generale l'uomo non ambisce all'esclusività o alla totale condivisione nel rapporto di
coppia (tendenza questa squisitamente femminile) la suddivisione della loro affettività non li fa sentire
frammentati o disorientati. I più comuni disagi sono relativi alla difficoltà di tenere in piedi castelli
enormi di bugie e cercare sempre la credibilità per non farsi scoprire dalle rispettive compagne. Anzi,
nella maggior parte dei casi, sentono di mentire per una buona causa, cercando di tutelare integrità
della propria immagine. E' difficile, per questa tipologia di uomini, rendersi conto dei bisogni affettivi
delle persone che li circondano e per questo essere inevitabilmente abbandonati!

FONTE: Psicologia Donna

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