sabato 21 febbraio 2009

La Supermente del Mondo

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Kevin kelly,uno dei maggiori studiosi di Internet e dei nuovi media,è stato uno tra i primi a parlare della "Supermente" sviluppatosi su internet.

Oggi ha creato uno dei siti più cliccati:

www.kk.org/cooltools/

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Nel mondo c'è un numero di processori e transistor equivalente a quello dei neuroni del nostro cervello e, come i neuroni, sono collegati l'uno con l'altro. Così è possibile immaginare Internet come un cervello globale, costituito da miliardi di agenti di calcolo, che presi singolarmente sono stupidi, ma che insieme danno vita a un'intelligenza inimmaginabile".

Questa "mente artificiale" può gestire 200 miliardi di operazioni in 10 secondi, ricorda perfettamente una quantità di informazioni pari a 5 milioni di miliardi di pagine, sa rispondere a qualsiasi domanda in un decimo di secondo e impara dai propri errori. Internet dunque è ormai diventato una mente collettiva perfettamente funzionante, che secondo Kelly "si unisce alla mente collettiva degli umani per dare vita a una forma mentale differente, che nessuna delle due sarebbe in grado di creare da sola".

Secondo lo studioso, Internet è in grado di interpretare i bisogni delle persone e dare loro delle risposte: "Pensiamo alla straordinaria capacità di Google di riconoscere l'esatta grafia delle parole, che nasce dal fatto che i computer hanno imparato, dall'interazione matematica con gli utenti, ad escludere tutti i modi sbagliati di scrivere una data parola".

Uno delle funzioni di questa attività dell'Intelligenza globale è la Memoria,di cui un esempi Wikipedia,l'enciclopedia realizzata con il contributo di migliaia di utenti e sulla quale convergono informazioni e conoscenza da tutto il mondo.

 

Che dire ......che abbiamo davvero fatto dei passi da gigante in questo campo e per giunta, in poco tempo.

Tuttavia , se tutto questo, ci porta a pensare al periodo antecedente a questa meravigliosa scoperta,presumo che attualmente,resterebbe una delle pochissime positività del nostro nuovo  mondo, di cui non ci sentiamo affatto di dovercene pentire.

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