mercoledì 4 novembre 2009

Il crocifisso della discordia: cosa ne pensi?

170,http___a323_yahoofs_com_ymg_cronaca__1_cronaca-751614268-1257256839 Il crocifisso è stato virtualmente staccato dal muro delle aule scolastiche italiane dalla condanna della Corte europea per i diritti dell'uomo. Non è solo un dibattito o una polemica ma una condanna che vieta l'utilizzo del crocifisso in classe. Il motivo: appenderlo è una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni alla libertà di religione.

Tutto questo a seguito della protesta di una mamma che chiedeva alla scuola dei figli di non appendere il crocifisso in classe. La signora, di origini finlandesi, si chiama Soile Lautsi e, come spiega questo articolo, è arrivata alla Corte europea dopo una serie di appelli.

Si tratta di un caso unico, la prima sentenza che regoli l'utilizzo della croce in classe. La difesa dello Stato italiano, letteralmente trascinato in tribunale dalla signora Lautsi, sosteneva che la croce è simbolo della cultura e della storia italiana, è insomma un simbolo di italianità oltre che un simbolo religioso. Per la signora Lautsi e la Corte invece l'italianità non c'entra. si tratta di un simbolo religioso che può turbare gli studenti appartenenti ad altri credo.

L'Italia ha già annunciato ricorso, mentre al notizia si diffonde in Europa dove è seguita con attenzione. Sul nostro lato delle Alpi è dibattito, e il Vaticano ha chiesto chiarezza: vuole leggere la sentenza.

Cosa ne pensano gli studenti di ieri e di oggi, gli insegnanti e i genitori come Soile Lautsi? (da Vox ).

Ed aggiungo, cosa ne pensi,invece tu?

3 commenti:

ambra ha detto...

Comunque io dico:paese che vai ,usanze che trovi,mica proibiamo agli stranieri di professare il loro credo o di indoddare il burka,rispettiamo tutti,ma non comandiamo ai paesi islamici di mettere la nostra croce solo perche' la maggioranza degli italiani e' cristiana.......
ti abbraccio
Lidia

Caterina ha detto...

Io vedrei volentieri nelle classe il crocifisso. Per me significa non solo il cristianesimo ma anche la cultura europea con i valori morali. Da noi nell'epoca della dittatura comunista sono spariti i crocifissi dalle classi, poiché da noi i comunisti erano ateisti e perseguitavano i credenti. Invece di croci mettevano su il ritratto di Mátyás Rákosi(Sztálin ungherese), poi niente.Dopo il cambiamento del sistema politico(da 1989)molte cose sono cambiate ma le croci non le troviamo sulle pareti delle scuole. Mancano molto anche le norme morali e l'educazione religiosa non solo dei ragazzi ma anche dei loro genitori cresciuti in quel epoca nera della storia ungherese. É difficile ricreare quello che é stato distrutto moralmente. É una cosa molto triste.
Bacini e buona serata

Fed200 ha detto...

Per noi cristiani è difficile dover accettare un rifiuto del genere e soprattutto per noi italiani abituati da sempre a vedere il nostro crocifisso ovunque, però è pur vero che in questo modo limitiamo la libertà dei nostri figli a poter scegliere una loro religione, qualsiasi essa sia ma l'importante sentita e perseguita in fede...L'altro punto invece è quanti però(ed ovviamente parlo anche a coloro che vivono al di fuori del cristianesimo e in altre parti del mondo), sono disposti al eliminare i propri simboli religiosi in giro e a tenerseli solo in casa o nel privato?? Ritengo che il giusto valga per tutti e non solo per alcuni..perciò ci vorrebbe saggezza, amore e rispetto per qualsiasi fatto o persona...ma so pure che tutto questo è solo utopia...Bacioni ad entrambe..Pia