mercoledì 7 marzo 2012

C’eravamo tanto amati......

 

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Ciao, sono l’ex fidanzata di cui posti le foto su Facebook. E su Google+. E su Twitter. E su Picasa. E dovunque ti sia permesso caricare delle immagini.

È bello che siamo rimasti in rapporti decenti, se non proprio buoni. Non capita mica spesso. Non che ci telefoniamo tutto il tempo e ci raccontiamo i dettagli intimi delle rispettive vite, eh: diciamo che ogni tanto ci si sente e se riusciamo a essere scherzosi, quasi affettuosi, è perché sulla lunga distanza non abbiamo niente da rimproverarci. Abbiamo fatto pace, diciamo, con la fine del nostro amore.

Che è finito, però, chiaro? Finito.

 

Lo dico perché ultimamente devi avere sminato un filone di foto che non ricordavi di avere, e le stai sparpagliando in giro a mazzi di dieci al grido di “Bei tempi”. E sono foto di noi due, delle nostre vacanze, con o senza amici intorno, quando tutto – ma soprattutto i partner – era diverso.

Guarda, io non ho niente contro la nostalgia, entro certi limiti. È utile per creare l’illusione di avercelo avuto, un passato, specialmente se il massimo che ti è successo nella vita è stato vomitare dall’alto delle montagne russe di Disneyland Paris. Gli amici sono il passato, le vacanze sono il passato, e pure le ex fidanzate sono il passato. Contemplare il passato fornisce un illusorio senso di compiutezza: allora ho fatto delle cose, visto delle persone, accumulato delle esperienze, non solo le madonne di quelli che stavano sotto di me mentre riproponevo i due hamburger con cipolla che avevo nello stomaco.

Vedi, però, se il passato passa non è solo per questioni di percepita linearità temporale. Passa anche perché la gente si muove, si sposta, va in giro, cambia fidanzato, città, abitudini. Ora, da quando noi ci siamo lasciati tu ti sei felicemente rifidanzato, io pure e il mondo non va né meglio né peggio per questo (a pensarci, forse va un po’ peggio: ma sono abbastanza sicura che non sia colpa nostra).

Ho fatto un rapido conteggio: sulla tua pagina Facebook ci sono circa venti foto in cui compaio anche io, cinque in cui compare la fidanzata titolare. Ora, guarda, farò una cosa che si dice le donne non facciano mai, e invece non è vero: mi metto nei panni della tua fidanzata. Non mi stanno neanche tanto stretti, guarda, ma non glielo dire se no quella equivoca. Comunque sia, ecco, non ci vuole un vagone di empatia per immaginare il movimento rotatorio impresso alle sue gonadi da questo flusso di nostalgia costante. Passino le foto in cui ci siamo tutti, così tutti che ce la siamo fatta scattare da uno che passava per non escludere nessuno dal ricordo di gruppo. Ma quelle in cui siamo abbracciati su sfondo di paesaggio vacanziero, quelle, erano proprio necessarie?

No, perché io quella vacanza me la ricordo bene, e forse anche a te gioverebbe una rinfrescatina. La foto ce la scattò un posteggiatore abusivo che in seguito, insoddisfatto della quantità di denaro sganciato per il posteggio, pensò bene di rimuoverci lo specchietto destro dell’auto. In quella vacanza mi presi una scottatura epocale e litigammo almeno una volta al giorno per uno a scelta fra i seguenti motivi:

· non mi piaceva il ristorante che avevi scelto

· non ti piaceva il ristorante che avevo scelto

· ero stata stronza

· mi parlavi guardando il culo alla bagnina

· eri stato stronzo

· avevamo scelto una località troppo vicina a casa dei miei e ce li ritrovavamo fra le palle ogni due secondi

· c’erano troppe zanzare

· c’era troppo caldo

· il mare era sporco

· i cornetti facevano schifo

· in che cazzo di posto mi hai portato

· in che cazzo di posto mi hai portato tu

più varie ed eventuali.

Ecco, io quando guardo quelle foto non penso “Bei tempi”, penso “Minchia, che borse sotto gli occhi che avevo”. Il resto l’ho rimosso, e non provo nessuna nostalgia. Lo so che non lo fai per me, ci mancherebbe – l’ipertrofia del mio ego non arriva a tanto – ma ecco, fallo almeno per amore di quella con cui vai in vacanza adesso: tira giù tutto. Giuro che non te ne vorrò, non farò della dietrologia sul nostro rapporto, non insinuerò che sia stata lei a imporre la rimozione di cotali e cotanti documenti storici, insomma, non dirò niente.

Ricordami com’ero quanto ti pare, ma non ricordarlo a lei e soprattutto a me.

Con affetto, la tua ex.

(dal web)

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