sabato 29 agosto 2009

Polistirolo city

Vi consiglio di leggere questo articolo che riguarda il post-terremoto, preso dal giornale l'Espresso.

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di Fabrizio Gatti

Spese folli per tirare su in tutta fretta case in cartongesso. Mentre l'Esercito ha migliaia di alloggi-container inutilizzati. Dopo tante promesse è questa la ricostruzione di Berlusconi e Bertolaso

Il piccolo climatizzatore gira al massimo. Ma il termometro è implacabile. Dentro la tenda segna 37 gradi. Fuori, sullo zerbino arroventato dal sole, 46 virgola due. È un pomeriggio qualunque per Lorenzo, 30 anni, tecnico informatico di Villa Sant'Angelo, cuore dell'Abruzzo dove, come a L'Aquila e nei paesi della provincia, il tempo è fermo alla prima settimana dopo il terremoto. Sono 25.815 le persone costrette da quattro mesi a vivere nelle tendopoli. E 28.400 quelle sparse tra gli alberghi e i residence della costa. Un totale di 54.215 donne, uomini, anziani, bambini prigionieri di un esperimento imposto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. È il modello B&B, la ricostruzione show: passare dalla distruzione alla rinascita saltando la fase intermedia degli alloggi temporanei. Mentre a Capua, in provincia di Caserta, migliaia di case mobili che potrebbero servire in Abruzzo stanno marcendo in un deposito dell'Esercito.
Il risultato è un carosello di opere di facciata che solo per L'Aquila città ha già bruciato 500 milioni di euro sottraendoli alla vera ricostruzione. Queste che stanno tirando su in fretta e furia sono case imbottite con largo impiego di legno pressato, cartongesso e polistirolo. Quanti anni dureranno? E ora che i lavori della Protezione civile sono cominciati, si scopre che forse hanno sbagliato i conti. Secondo il Comune della città, i progetti voluti dal governo lasciano senza tetto almeno 5 mila famiglie. E altre 8 mila persone entreranno negli alloggi temporanei in costruzione soltanto tra ottobre e dicembre. Significa costringere la maggior parte dei sopravvissuti ad affrontare in tenda, dopo il caldo, anche il freddo e il maltempo che qui cominciano a fine settembre.
L'incertezza sta spingendo alcuni proprietari di case danneggiate a vendere. Soprattutto i più anziani. Da Roma si sono fatti avanti costruttori e immobiliaristi per rilevare al 10-15 per cento del valore di superficie i negozi, le palazzine gravemente danneggiate o i volumi di quelle da demolire. È l'ombra di una speculazione colossale. "Quando tra dieci anni L'Aquila tornerà a rivivere, nel centro storico gli appartamenti ristrutturati o nuovi riavranno il loro valore di quattro o 5 mila euro al metro", sostiene un costruttore romano che chiede l'anonimato: "Chi ha denaro liquido a disposizione ne approfitta. Per gli anziani è l'occasione per raccogliere qualche soldo e andare altrove o rimanere nelle case costruite dal governo. Anche perché non è risolta la questione dei proprietari di più appartamenti. Lo Stato per ora risarcisce i danni della prima casa. Rimettere a posto il resto richiede milioni di euro".

Il numero degli abitanti che a L'Aquila avranno un tetto prima dell'arrivo del freddo lo si ricava dallo scadenziario delle opere, stabilito dal bando della gara d'appalto. Appena 4.480: entreranno nelle case dopo il 26 settembre. Altri 4.480 andranno dopo il 16 ottobre, 3.840 dopo il 7 novembre. E senza case per tutti, è stata inventata la protezione civile a punti. Un bambino fino a 5 anni vale 4 punti. Dai 6 ai 16 anni, 3 punti. Un nonno tra i 75 e gli 84 anni, 1,5 punti. Sopra gli 85 anni, 2 punti. Ogni vittima in famiglia, 5 punti. Il problema sarà la gestione della graduatoria tra persone già esasperate da quattro mesi di attesa. Anche perché non sono ancora cominciate le riparazioni delle case danneggiate. Nemmeno quelle di categoria A con preventivi sotto i 10 mila euro. Un po' perché la terra continua a tremare, ma soprattutto perché su norme e risarcimenti è il caos. "In questa situazione", dichiara Paolo De Santis, presidente dell'Ordine degli ingegneri de L'Aquila, "neppure a Natale partirà la ricostruzione. La gente è confusa e impaurita perché deve anticipare i soldi. Anche i professionisti hanno molti dubbi sulle ordinanze. E le imprese, in questo clima di incertezza, vogliono prima i soldi, poi cominciano i lavori. Ma le istituzioni, a partire dalla Protezione civile, rifiutano ogni tipo di confronto".

(06 agosto 2009)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

è ormai risaputo da anni che lo sport più diffuso e che molti sanno praticare molto bene è quello del criticare , criticare e ancora criticare . chiunque sia il malcapitato , il partito politico o un persnaggio in vista , è importante criticare . nessuno mette in dubbio che gli argometi siano seri e importanti , ma dissento fortemente dal modo con cui viene fatta la critica . probabilmente il giornalista al fine di scrivere un articolo decente spara delle accuse senza però dire come stanno veramente le cose circa i particolari relativi a quelle mezionate nell'aticolo. non credo assolutamente che un governo come quello attuale non abbia considerato le spese e i costi se avesse fatto scelte diverse come quelle descritte dal Gatti . un governo tecnico , riconosciuto tale da tutto il mondo ,se avesse avuto la certezza di risolvere e risparmiare sulla ricostruzione e sulla gestione delle persone sfollate facendo scelte alternative da quelle poi intraprese, sarebbe da mandarlo subito a casa. è chiaro che il giornalista Gatti non è a conoscenza sui materiali che aziende italiane leader nel mondo per le case e prefabbricati antisismici utilizzano,e neanche le tecnologie e i tempi di costruzione. la spettacolarizzazione non è altro che il modo di rendere più visibile non un esperimento ma una soluzione senza precedenti in termini di tempi, costi , pubblicità , proventi e donazioni nonchè adesioni da parte di tutto il mondo . grazie al G8, l'aquila, si è ritrovata strade, rotatorie ,un aereoporto mai valorizzato e adesso rilanciato, mentre il governo ha mosso interventi a favore dei settori commerciali, scuole, leggi e decreti per facilitare e evitare spese e tasse alle ditte e imprese senza lavoro .ricariche telefoniche gratis, internet e computer per studenti gratis, tasse di iscrizione e libri gratis, ecc. ecc.
non credo assolutamente che nelle varie disgrazie che si sono succedute in Italia nessuno abbia mai approfittato del momento difficile per una regione o una città o un parte di popolazione. sarebbe un miracolo se in un evento come quello del sisma in abruzzo tutto andasse bene senza ruberie, ingiustizie, raccomandazioni. invece lo sappiamo benissimo come funzionano le cose ,che il ricco , il potente , il politico , gli amici degli amici ,otterranno scuramente vantaggi e opportunità dalle disrazie altrui. basti pensare che gli stessi aquilani (una parte di essi) stanno speculando verso i loro concittadini alzando i prezzi al consumo e degli affitti in modo vergognoso . è sbagliato dire che è normale che possa succedere una forma di sciacallaggio cosi ma che sia fisiologico è un dato di fatto. daltronde , un prezzo da pagare per ottenere da una situazione drammatica come quella del terremoto , un vantaggio di ricrescita sociale anche nei valori, una risalita economica dopo anni di crisi politica , industriale , turistica, è da considerarlo quasi beneaugurante.
quindi , come in tutte le cose , è giusto vigilare e criticare se opportuno , ma lamentarsi dinanzi lo sforzo , l'aiuto, la solidarietà, la pazienza, la dedizione, il coraggio, i milioni di euro a pioggia che nessun evento ha mai registrato, di cosa dobbiamo lamentarci . nessuno è costretto a vendere la sua propietà come nessuno gliela potrà portare via se non si vuole.
forse siamo alla fine di una crisi economica mondiale e un paese come l'Italia che non naviga certo bene in economia e lavoro non può permettesi il lusso di sbagliare politiche economiche perchè sarebbe da suicidio. grazie a Dio c'è qualcuno che sta dimostrando in prima persona di saper risolvere le cose e bene,e anche se qualche critica può essere legittima verso Berlusconi non vanno cambiate le carte in tavola.
ma il ruolo del Vaticano in tutto questo ? chi bara probabilmente è qualcun altro.

Daniela ha detto...

Chi critica, si firma. Perché questi commenti, a favore di Berlusconi o della sua politica, contro chi cerca di informare o di informarsi, chiedo: perché sono sempre anonimi?

Anonimo ha detto...

hai ragione , il mio nome è metelli ernesto, sono un parrucchiere dell aquila che non ha più casa e attività per via del sisma.sono l'anonimo che ha scritto il commento da te criticato .credo che gli anonimi siano tali per scelta non certo per nascondere adesione a Berlusconi.